Il fantasma di Bettino, di Alessandro Orlandini (Milano, Franco Angeli, 1988)

12 Settembre 2019 – apparsa su Amazon, e subito sparita – una copia de Il fantasma di Bettino: genesi di uno spettro – la leggenda del Barone Bettino Ricasoli, di Alessandro Orlandini (Milano, Franco Angeli, 1988). Libro uscito in sordina, ma con un interesse crescente. Oggi molti collezionisti lo braccano come fosse l’araba fenice. Tre anni fa (2016) l’ultima copia venduta su internet.

Alessandro Orlandini, Insegnante e giornalista, ha ricoperto nomine politiche a Siena dal 1994 al 2001. E’ stato anche presidente dell’Archivio storico del Movimento operaio e democratico senese dal 2001 al 2011. Il fantasma di Bettino è uno studio particolarissimo, antropologico e storico, sulla suggestione popolare che vuole aggirarsi ancora per i monti del Chianti la figura del Barone Bettino Ricasoli, che appare come una figura decapitata in groppa al suo destriero. Bettino Ricasoli (1809-1880) fu un grande e influente politico del suo tempo, sindaco di Firenze e poi secondo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia dopo Camillo Benso, Conte di Cavour. Orlandini compie un profondo studio, raccogliendo testimonianze orali che arrivano fino ai nostri giorni, sulle apparizioni del presunto spettro del Barone. Un resoconto attendibile e accurato. Ne viene fuori uno spaccato interessante della vita agreste della fine dell’Ottocento in Italia e soprattutto in Toscana (area Siena-Firenze), dove i resoconti delle apparizioni dello spettro del Barone si intersecano a preesistenti voci e dicerie popolari che vertono sulla presenza di lupi mannari, che di notte vagano e che possono assalire e uccidere le persone che ci si imbattono.

Orlandini ci spiega che il mito del lupo mannaro potrebbe essere nato come esigenza dei proprietari agricoli, e dei loro fattori, di difendersi dai furti notturni di viveri che costituivano un problema serio. Con la costruzione di un “mostro” come il lupo mannaro, che con la luna piena si aggirava per le campagne nottetempo (guai a mettersi sulla sua strada, si diceva!) nessuno era più al sicuro. Probabile che energumeni pagati profumatamente si fossero occupati anche di qualche aggressione, badando bene di lasciare segni di artigli sul malcapitato. E anche questo propagandava la leggenda. Con il risultato di tenere i cattivi elementi (e i ladri) ben chiusi in casa alla sera.