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Poesie di Luca, di Luca Vannucchi (Milano, La Nuova Guanda, 1985).

A. B. mi segnala un libro comprato per 1 € al mercatino: Poesie di Luca, di Luca Vannucchi (Milano, La Nuova Guanda, 1985). Come ci si aspetterebbe dal titolo è proprio un libricino di poesie. Ma la quarta di copertina ci spiazza e non può fare a meno di colpirci:

“L’autore di queste poesie, scomparso in un incidente automobilistico nel febbraio 1984, non ha potuto rivedere, in vista della pubblicazione, i testi che qui si presentano. Tra i suoi scritti è stato trovato un primo gruppo di poesie dattiloscritte e in parte corrette; un secondo gruppo è stato invece scelto tra quelle che si leggevano, ancora manoscritte, nei suoi taccuini. Questa diversa origine spiega i motivi per cui le poesie sono state suddivise in due sezioni distinte e rende ragione di quella varietà e talvolta disomogeneità di tono che il lettore può sentire nell’avvicinarsi ad esse. In queste poesie la coerenza interna va ricercata nel personale sentimento di quell’oscuro “male di vivere” che diviene impegno ostinato di esperienza e di verità, dove sempre vivo e costante è lo sforzo di giungere a un risultato poetico senza forzare il linguaggio, ma lasciandolo anzi aderire il più possibile alla forma piana, e talora addirittura tradizionale che è forse la cifra stilistica più personale di questi testi.”

Il libro è stato poi inaspettatamente ristampato dal Gruppo Albatros Il Filo nel 2009, mantenendo lo stesso disegno di copertina.