per la gioia dei collezionisti

Pasquale Langella ci parla della sua libreria nel centro di Napoli

Pasquale Langella, titolare della Libreria omonima di Via Port’alba n. 3 a Napoli

Siamo a colloquio con il libraio napoletano Pasquale Langella, titolare della Libreria Langella, situata in Via Port’Alba n. 10 a Napoli. Siamo in quella che Oliviero Diliberto nel suo I libronauti (Reggio Emilia, Aliberti, 2007) chiama “(…) la zona a più alta concentrazione al mondo di librerie; si trova in una sorta di quadrilatero: tra Port’Alba, via Costantinopoli, via San Biagio dei Librai e via Mezzocannone”.

Il motto che campeggia nella home page del sito internet della libreria www.librerialangella.it è:

Le piccole librerie e negozi vanno “curati” quando sono aperti non “commemorati” quando chiudono.

Parole sante, anzi sacrosante.

Libreria piccola ma accogliente e – come detto – in un punto nevralgico, di grandissimo transito, dove confluiscono le vie energetiche del mondo culturale partenopeo. In quello che, per chi scrive (che napoletano non è) considera il “suo” personale centro di Napoli, a due passi da tutto, da Piazza San Domenico Maggiore come dalla Cappella di San Severo.

Tutto è partito da “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi e da un caffè…

Langella, lei da quanti anni ha aperto questa libreria? Come ha iniziato e perché?

Salve, ho aperto questa libreria il 24 settembre del 2014, anche se ho iniziato a fare questo “mestiere” all’età di 17 anni. A quel tempo, terminata la scuola, durante il periodo estivo svolgevo vari lavoretti per mparà na fatica: sono stato garzone per una salumeria, ho costruito lampadari in ferro battuto, ho lavorato in una pizzeria e poi in un bar… e fu proprio alla consegna di un caffè che conobbi un libraio, al quale ogni volta con molta faccia tosta chiedevo: «M’’o vuò regalà nu libro?». Tutto è nato quindi da un oscar Mondadori, che ho ancora gelosamente conservato, Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi; da qui mi appassionai e decisi di approfondire la mia conoscenza dei libri e delle librerie. Soprattutto, decisi che il mio futuro avrebbe avuto a che fare con questo mondo.

Nella galleria che segue vediamo dall’esterno come appare la bellissima Libreria Langella:

Qui non si vendono libri normali!

Per quale motivo un passante dovrebbe scegliere la sua libreria in un quartiere che pullula di librerie, tutte interessanti e che traboccano di tesori di carta?Ah, forse perché alla Libreria Langella “non si vendono libri normali”, giusto?

Ormai, e specialmente nel mio quartiere, le librerie stanno diventando una “rarità”, più rare dei libri che potrebbero o vorrebbero avere e vendere; questo fenomeno è causato da problemi nuovi e vecchi. I nuovi problemi sono la grande scelta e concorrenza, a volte anche sleale, delle grandi catene di distribuzione che offrono il meglio e il peggio sempre a poco prezzo e senza spese aggiuntive. E quindi non c’è più concorrenza vera ma monopolio, dove una piccola bottega come la mia non potrà mai offrire le stesse condizioni e a quei prezzi. I vecchi problemi, invece, sono dovuti al caro affitti, e poi alla ineducazione culturale che specialmente i giovani d’oggi mostrano. Ho l’impressione che il libro sia visto come un di più, da cercare e trovare a prezzi irrisori perché non necessario. Cerco di dare al mio cliente e amico, per la maggior parte delle volte, una scelta di volumi che seleziono personalmente anche dal mercato cosiddetto “moderno”, dal libro del seicento a quello di oggi, senza sviluppare “la massa” ma “i buoni libri”. O almeno ci provo e forse è proprio questo che mi porta a non vendere “libri normali”. Tutto ciò è affiancato da un catalogo trimestrale di modernariato e antiquariato che invio ai miei clienti in forma cartacea e per email a chi ne fa richiesta e si dimostra interessato. Infine, non consiglierei ai clienti di guardare solo a me come singola libreria, ma di scegliere le piccole librerie per continuare ad avere ancora rapporti umani, e non affidarsi sempre e soltanto a uno schermo che già invade tutti i giorni il nostro essere e lo trasforma a volte anche in peggio.

C’è un libro che in questi anni le è capitato di vendere ma che – se potesse tornare indietro – terrebbe invece per sé?

Tutti i libri che vendo portano dietro un pentimento, ma diciamo che la maggior parte delle volte se un libro mi piace e mi interessa resta a casa mia. La mia “bibliofollia” personale è iniziata con la “Collezioncina Pierro” [Luigi Pierro Editore] volumetti in trentaduesimo stampati alla fine dell’ottocento, poi è continuata con i Breviari intellettuali dell’Istituto Editoriale Italiano, e le edizioni Facchi, Barbèra, Chiurazzi… portandomi oggi ad avere nella mia bibliotechina privata, fatta su misura in casa, circa 800 volumetti di piccolo formato che custodisco con molta gelosia.

Affari, fregature, c’è di tutto nella carriera di un libraio…

Ci racconti un affare particolare che le è capitato. Una compravendita andata molto bene, un colpo di fortuna inaspettato. Magari, perché no!, il sogno di ogni libraio…

A dire la verità cerco di fare andare bene ogni compravendita che mi interessa, cerco di valutarla il giusto per acquistarla e per poi offrirla in vendita. Colpi di fortuna? È successo una ventina di anni fa in un mercatino delle pulci dove trovai la prima edizione in seconda tiratura de La secchia rapita di Alessandro Tassoni pagata diecimila lire; all’epoca la comprai per la sola legatura e il formato in ventiquattresimo; non capivo ancora bene il valore e dopo un po’ di ricerche ricevetti il mio primo assegno anzi due da mezzo milione di lire l’uno, di cui conservo ancora le fotocopie per ricordo.

Nella galleria fotografica che segue sono riportati i frontespizi di tre delle numerose edizioni de La secchia rapita di Alessandro Tassoni:

Il sogno nel cassetto?

Il mio sogno è trovare una libreria degli anni ’40 ancora chiusa, non una libreria intesa come scaffalatura ma come sede (sperando per vecchiaia del titolare) e ritrovata cosi’ com’era con i suoi libri appena usciti all’epoca impolverati e intatti.

E adesso, invece, ci parli di un insuccesso, un errore colossale commesso, o un vero e proprio abbaglio che magari le ha fatto perdere tempo e denaro…

L’errore di acquisto può sempre capitare, come credo in qualsiasi mestiere, ma penso che i librai siano più fortunati, ho sempre pensato che se non sbagli non impari. Ormai sono in questo “limbo” da circa 28 anni e penso che danni non recuperabili economicamente non ne abbia mai subiti, se compri un libro bene o male sai di cosa ti stai occupando e il prezzo di vendita minimo ti è sempre ben chiaro.

Come è nato lo “Stupidario librario”

Molti pensano all’attività di libraio come a un lavoro molto “pulito” e di classe. Si sta in un luogo bene illuminato, si maneggiano libri preziosi, si ha a che fare con clienti rispettosi e competenti. C’è un’altra faccia della medaglia?

Il libro che le persone vedono in libreria, specialmente in quelle come la mia, è il prodotto finito di una piccola filiera che molte volte parte da una cantinella stretta, buia e anche maleodorante. Altre volte ci sono le case abbandonate da anni, anche queste sempre affascinanti e ricche di misteri dove una volta acquistati e trasportati in libreria scavando scavando trovi sempre qualche libro interessante e che non avevi visto al momento dell’acquisto. E infine trovi le case moderne dove il più delle volte te ne vai a mani vuote perché ricche di scaffali pieni di libri da edicola, magari valutati come reliquie del cinquecento.

Proprio dell’aspetto che riguarda i “rapporti umani” tra libraio e acquirente – sia esso studioso, collezionista o “passante nel weekend” – lei si è occupato recentemente dando alle stampe “Stupidario librario” (Napoli, Edizioni Intra Moenia, 2017) un libricino che raccoglie, appunto, i dialoghi surreali tra un libraio napoletano e i suoi clienti. Ci parli un po’ di questo libro che, nel suo piccolo, sta riscuotendo un autentico successo.

Stupidario librario, di Pasquale Langella (Napoli, Intra Moenia, 2017)

Io come dico sempre non sono uno scrittore e lo Stupidario Librario è nato come un gioco, un bel gioco. Napoli è un teatro a cielo aperto, così come i napoletani e in questi anni ho raccolto e scritto anche tramite la mia pagina Facebook della libreria tutte le richieste e i dialoghi che ogni giorno mi facevano i clienti occasionali e non. Si tratta anche di una raccolta di vari aforismi che penso durante la giornata. Volevo pubblicarlo per Natale come plaquette (come piace a noi “bibliofolli bibliomani”) per donare a clienti e amici della libreria. Poi, parlando con l’ottimo collaboratore delle edizioni Intra Moenia si è pensato di pubblicarlo con un mio piccolo scritto da “venditore di libri” e con i contributi degli amici che frequentano la libreria, che con la loro arte lo hanno arricchito. La prefazione è del giornalista Piero Treccagnoli de Il Mattino, lo scritto e la cura editoriale di Sergio Travi e i magnifici disegni creati apposta da alcune scene raccolte da Paolo La Motta, pittore napoletano, che lo hanno reso unico nel suo genere. A dire la verità non mi aspettavo che andasse così bene, tutti quelli che lo hanno letto mi hanno detto che ha donato loro un sorriso e nello stesso momento ha creato uno spunto di riflessione. Come dico sempre: la migliore pubblicità è il passaparola tra gli amici e i clienti che lo hanno comprato per sé e tornano a ricomprarlo per regalarlo ad altri. Da qui si vede il vero successo di un libro, secondo me, non da quanto te lo impongono i mass media o i giornali ma dal piacere di venirlo a ricomprare per regalarlo a chi vuoi bene.

Il dramma silenzioso della Libreria Guida

L’ha colpita molto la chiusura della storica Libreria Guida nel Settembre del 2014, che era situata a due passi dalla sua? Che riflessioni ne ha tratto?

Come ho già detto prima io ho aperto nello stesso mese e anno della sua chiusura e anche se non l’ho vissuta tanto, soprattutto nei “periodi aurei”, la Libreria Guida è stata un punto di riferimento per la mia città, qui c’era la Saletta Rossa, che era un vero e proprio punto di incontro, di quelli veri, sono arrivati personaggi come Pier Paolo Pasolini, Jack Kerouac, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale

La chiusura è stata, e lo è ancora, una perdita assoluta per tutta la città. Vederla oggi ancora chiusa in attesa di un futuro incerto crea solo angoscia e tristezza.

A Napoli tantissimi piccoli editori che sfornano vere e proprie gemme

Consigli ai nostri lettori alcuni piccoli editori della sua città, meritevoli di attenzione; anche sigle editoriali non più operanti, che però, anni addietro, hanno dato alla luce veri e propri piccoli capolavori… Qualcosa su cui “scatenare” la caccia, insomma.

Piccoli grandi editori nella mia città ci sono e lavorano con stile e ricerca. Tra i tanti potrei consigliare: Edizioni Belle Epoque, neonata casa editrice che ha stampato una splendida e curata riedizione di Storia del Glorioso Martire San Gennaro, di Nicolò Carminio Falcone del 1713, introvabile, o la casa editrice Scrittura & Scritture che ha appena pubblicato Una vita da signorina. Viaggio nella raccolta più popolare della letteratura cosiddetta di evasione, di Miranda Miranda. E si potrebbe continuare a lungo…

Due libri in vendita nella Libreria Langella

Per finire questa breve ma istruttiva chiacchierata, ci indichi due libri particolari, insoliti, curiosi, veramente appassionanti che in questo momento sta proponendo nella sua Libreria. Noi di www.cacciatoredilibri.com li segnaleremo ai nostri lettori, a cui lei magari potrà praticare un piccolo sconto sull’eventuale acquisto, se citeranno il blog.

Vitruvii Pollionis M.- Architectura. Textu ex recensione codicum emendato cumexercitationibusnotisquenovissimis Joannis Poleni et commentariisvariorumadditisnunc, primumstudiisSimonisStratico. Opera completa di 4 volumi in 8 tomi. Utini. Apud Frates Mattiuzzi 1825, in 4°, pp. XXX+316+101+222+250+184+283+286+235+144, con 143 tavole e tabelle f.t. ripiegate e di cui una raffigura un ritratto. Esemplare a margini ampi, bruniture ma buono stato di conservazione. Splendida legatura in mezza pelle coeva, tit. in oro al dorso con segni del tempo marginali e piccole mancanze. Riccardi I, 620 ‘grandiosa opera’. Brunet V. 1328. Prezzo € 2500

Giuseppe Bonaviri – Il sarto della stradalunga. Torino. Einaudi “I Gettoni” Collezione di letteratura diretta da Elio Vittorini. 1954, 16°, pp. 156. Bross. Edit. Alone alla copertina anteriore. Prima edizione. Prezzo € 100

 

Si è fatto tardi, Pasquale Langella deve tornare dai suoi clienti, che cominciano a riempire la sua piccola ma fornitissima libreria. Un’altra giornata di sorprese sta per iniziare.