Un anarchico scomparso nel nulla…

Ecco un libro veramente scomparso nel nulla. Qualcosa che veramente può costituire una sfida non indifferente per il cacciatore di libri.

Innanzi tutto va precisato che si tratta di un libro con falso luogo di stampa. E questo è il primo dato curioso. Sto alludendo al romanzo I cavalieri del nulla, di Giovanni Bruno Solaro (Parigi, Edizioni Scrittori d’Avanguardia, 1957) [ma in realtà: Roma, Tipo-Lito Dapco, 1957]. Prefazione di M. Signorelli, Jean-Dominique Valle e Roger Abuisse. Quattro libri stampati dalla tipografia in questione noti all’archivio delle biblioteche italiane nel periodo 1966-68.

C’è poi stata una seconda edizione, non leggendaria ma ugualmente rarissima, e si presume con la stessa copertina, il cui titolo varia leggermente: I cavalieri del nulla, ieri con lo stesso luogo di stampa ma uscita nel 1969.

Nella galleria fotografica che segue si può vedere copertina e risvolto (della prima edizione) dove si legge anche una succinta presentazione:

L’autore è uno di quelli che meriterebbero un libro tutto per sé. Pochissime le notizie in rete, pressoché sconosciuto al cosiddetto “grande pubblico”. Giovanni Bruno Solaro viene definito da Franco Leggio, in Avanti avanti avanti con la fiaccola nel pugno e con la scure: i fuori testo delle collane Anteo e La rivolta (Ragusa, Edizioni La fiaccola, 1999), come:

“cavaliere del nulla, fondatore dell’omonimo movimento anarchico, pittore, scrittore e regista underground“.

Una definizione che già dà un quadro abbastanza preciso del personaggio.

Altri libri di Solaro

Messaggio in Trance (dati editoriali sconosciuti; prima del 1957)

Calvario proibito (Padova, Amicucci ed., 1960); non è un romanzo solito, l’ambiente, i personaggi, i loro drammi, sono sostenuti da una filosofia spontanea, il «sostanzialismo», senza però togliere nulla al realismo delle immagini, rapite dalla realtà come dall’occhio. [dalla scheda editoriale]

Cenni sulla trovabilità dei libri di Solaro

Pochissime possibilità per il cacciatore di libri; titoli conosciuti a 5/6 biblioteche pubbliche italiane; da anni non se ne trova traccia sui portali librari.

[Si ringrazia R. G. di Milano per la segnalazione]