Si segnala che…

Il pomodoro, questo sconosciuto

Due anni di indagini. Due anni di viaggi. Cina, Africa, Stati Uniti, Italia. Due anni spesi sulle tracce dell’oro rosso. Sua Maestà il pomodoro. Il libro è un’inchiesta del giovane giornalista francese Jean-Baptiste Malet (nato a Tolone nel 1987), già noto per il libro En Amazonie: un infiltrato nel migliore dei mondi (Roma, Kogoi, 2013), dove denunciava il mondo dei dipendenti di Amazon – si era fatto assumere per due mesi e dall’interno aveva descritto scenari e zone d’ombra del colosso dell’e-commerce.

Rosso marcio: una sconvolgente inchiesta internazionale sul pomodoro che finisce nel nostro piatto, di Jean-Baptiste Malet (Milano, Piemme, 2017)

Jean-Baptiste Malet con Rosso marcio: una sconvolgente inchiesta internazionale sul pomodoro che finisce nel nostro piatto (Milano, Piemme, 2017); prefazione di Christophe Brusset e traduzione di Maria Moresco, dimostra senza ombra di dubbio la “via della seta” del pomodoro. E soprattutto sfata la leggenda metropolitana (ma leggi fake news) secondo la quale il pomodoro cinese (o il suo concentrato) hanno ormai invaso i supermercati italiani e che sulla nostra tavola mangiamo pomodori coltivati in Cina, paese dove non ci sono le nostre norme strettissime per l’uso di pesticidi e antiparassitari. No, Malet ha scoperto che effettivamente vengono importate ingenti quantità di pomodori cinesi nel sud Italia ma tutto questo materiale va all’estero! Ebbene sì, lo rivendiamo ad altri, ma con marchio italiano, come se fosse coltivato nel Belpaese. In verità in Italia è solo allungato con acqua e sale e inscatolato. La legge, a quanto pare, lo permette.

Il libro di Malet svela retroscena e sotterfugi che avrebbero dovuto restare sconosciuti ai più. Pertanto si è fatto scomodo e inviso. Qualcuno se ne è accorto e su eBay cominciano a fioccare le valutazioni. Anche fino a 80-90 €. Al momento della pubblicazione del presente articolo ci sono due copie su eBay. Qui le copie

 

 

 

 

Qualcosa su Amazonie

En Amazonie: un infiltrato nel migliore dei mondi, di Jean-Baptiste Malet (Roma, Kogoi, 2013)

Come detto, Jean-Baptiste Malet era già noto come giornalista d’inchiesta per En Amazonie: un infiltrato nel migliore dei mondi (Roma, Kogoi, 2013). Dalla scheda editoriale:

In Amazon vige il silenzio stampa: i giornalisti non possono entrare e ai dipendenti non è consentito rilasciare interviste. Jean-Baptiste Malet, un giovane reporter investigativo, si fa reclutare da un’agenzia interinale per lavorare nell’équipe di notte presso il magazzino di Montélimar (Drôme). Inizia così il suo viaggio nel peggio del “nuovo mondo”. Ritmi di lavoro massacranti, hangar enormi dove i dipendenti sono costretti a scioperare per ottenere che venga acceso il riscaldamento e sempre sotto un sistema di controllo che esaspera la competitività tra gli stessi lavoratori per migliorare l’efficienza del colosso. Amazon ricorda “Tempi moderni” di Chaplin ma con un risvolto più inquietante: il mondo del precariato è diventato un sistema, è il “lavoro”.

Dettaglio

Ovviamente la mia copia di Amazonie l’ho volutamente acquistata su Amazon, dove qualunque utente, a quanto sembra, può al momento porla liberamente in vendita.

[Si ringrazia Danilo per la prima segnalazione]