Segnalazione Flash

A volte i libri (semplicemente) scompaiono…

Sangue marcio, di Antonio Manzini (Roma, Fazi Editore, 2005)

C’è un libro uscito per l’Editore Fazi di Roma nel 2005 ma che – tranne una copia su eBay in vendita qui – è praticamente scomparso di scena. Il titolo è Sangue marcio, di Antonio Manzini (nato a Roma nel 1964), l’autore del già celebre Rocco Schiavone, Il burbero vicequestore protagonista di molti suoi romanzi (editi per Sellerio).

Dalla scheda editoriale:

«Ero un bambino felice. Facevo le cose che fanno tutti i bambini felici. Questo fino al 12 ottobre 1976».
Pietro e Massimo Sini vivono un’infanzia dorata. Villa con campo da tennis, piscina, videogame Atari. Poi, una mattina del 1976 cambia tutto. La polizia arriva in casa con un ordine di arresto e si porta via il padre. “Il mostro delle Cinque Terre” lo chiameranno qualche giorno dopo i giornali. Sono passati quasi trent’anni e i due fratelli hanno preso strade differenti: Pietro ha trascorso l’adolescenza in un istituto di preti a Torino e ora fa il cronista di nera in un giornale, Massimo ha vissuto con un zio a Padova ed è diventato commissario di polizia. Ma i delitti di un serial killer che da due anni cuce con ago e filo le vagine delle sue vittime, li riavvicinano. Sembrano tutt’e due cambiati. Massimo, che da piccolo era un tipo violento che usava minacciare i suoi coetanei con la frase «vatti a nascondere in Tibet», ora è un uomo stanco e triste che beve troppi martini. Pietro invece è diventato scaltro e freddo come un serpente. Non ha storie d’amore, non ha amici. Vive per il suo lavoro. Il suo unico obiettivo è mettere suo fratello sulle tracce del serial killer e farlo diventare un eroe. Ci riuscirà?