Segnalazione Flash

Un libro che pare letteralmente scomparso

Settentrione di Louis Calaferte (Vicenza, Neri Pozza, [2006])

Una copia di Settentrione di Louis Calaferte (Vicenza, Neri Pozza, [2006]) risulta disponibile su Amazon al costo di 55 € nel momento in viene pubblicata la presente segnalazione. Libro recente ma di cui si sono perse la tracce; l’ultima copia è passata da eBay a Gennaio del 2019 ed è stata venduta per 45 €.

Dalla scheda editoriale:

“Louis Calaferte pubblicò per la prima volta Settentrione nel 1963. Aveva concepito il libro come un’autobiografia, una torrenziale confessione in cui aveva cercato di venire a capo non soltanto della propria vita, ma anche delle sue idee e della meccanica dei suoi impulsi e dei suoi desideri. Grande fu dunque il suo stupore e la sua delusione quando il Ministero dell’Interno francese dispose il ritiro dell’opera dal commercio per contenuto pornografico. Calaferte dovette aspettare ventuno anni per vedere ripubblicato il suo capolavoro. Nel 1984, il libro riapparve nelle librerie francesi e l’uscita fu salutata come un vero e proprio evento letterario. Philippe Sollers scrisse su Le Nouvel Observateur che non era mai stato scritto “qualcosa di così forte, di così crudo e violento. E spassoso. E orribile. E forse profetico”. E, in effetti, chiunque si accosti a queste pagine non può fare a meno di sentire che una profonda, oscura verità, radicata nello spirito del tempo, le attraversa.Con una prosa febbrile, che rende immediatamente comprensibile l’affermazione di Artaud secondo cui “la cultura non è nei libri, nei quadri, nelle statue e nelle danze, ma nei nervi e nella fluidità dei nervi”, Calaferte ci narra del Dio che resta quando il Dio della trascendenza e delle idee, il Dio astratto della metafisica lascia questo mondo: il Sesso, la Bestia salvifica che non è altro che Dio stesso, il Dio ardente e crudele, “impenetrabile nella sua indifferenza”.Spira, nella cruda, violenta, sfacciata prosa di Calaferte, la stessa urgenza che animava la scrittura di Gottfried Benn quando, rintanato tra le macerie di Berlino nel suo laboratorio di parrucchiere per signore, annunciava una nuova “problematica della poesia” fondata su una sola necessità: il corpo, e su una sola trascendenza: “la trascendenza del piacere”. Il Sesso, che traspare da ogni riga di Settentrione, è la necessità che ci resta, appunto, quando ogni racconto mitico si è dissolto, come la vecchia Berlino, in cenere. Come la morte e la contestazione radicale dell’ordine sociale, esso smaschera l’ipocrisia dei rapporti sociali, mostra la Bestia che si cela dietro la “pulizia dei sentimenti”, e svela l’universalità e l’impersonalità del desiderio e della creazione.Pubblicato per la prima volta in traduzione italiana, a distanza di più di quarant’anni, Settentrione si rivela per quello che apparve subito ai critici più avveduti: una delle opere fondamentali della letteratura contemporanea.”

[Si ringrazia S. Z. per la segnalazione]