Un “pelle marrone” di Tolkien: visto e preso!

C. M. mi informa che in data 31 Maggio 2018 è stata conclusa la vendita di una delle 300 copie numerate esistenti della prima edizione Rusconi 1970 de Il Signore degli anelli di J. R. R. Tolkien, che i collezionisti conoscono con l’appellativo di “pelle marrone“, in quanto il libro è rilegato con una (finta) pelle marrone.

Vorrei ricordare che il libro in questione è una tiratura limitata (addirittura ad personam) de Il Signore degli anelli di J. R. R. Tolkien, edizione specialissima a cura di Quirino Principe; traduzione di Vicky Alliata di Villafranca; introduzione di Elémire Zolla (Milano, Rusconi, 1970), rilegato in pelle marrone con cofanetto marmorizzato; edizione fuori commercio.

Si rammenta che… l’11 Marzo 2018 un’altra copia (la n. 24) era stata venduta alla Fiera Tempo di libri di Milano. Vedi la segnalazione che era stata data proprio in questo blog

Nella galleria fotografica che segue sarà possibile vedere immagini in dettaglio della copia esatta oggetto della vendita del presente articolo:

Come si è svolto questo affare?

Il venditore mi informa che il piatto anteriore era completamente staccato; egli sapeva della copia venduta a Marzo alla Fiera di Milano (la quale, a giudicare dalla foto che per alcune ore circolò su Facebook) sembrava in ottime condizioni. Per cui il prezzo di 340 € (questa la cifra di vendita) per un copia rara ma con un grave difetto è apparso più che proporzionato.

La copia in questione era ovviamente numerata (si tratta della n. 206).

Il libro era stato posto in vendita sul sito Comprovendolibri e in poche ore l’affare si è concluso.

Il pelle marrone è ovviamente desiderato da molti collezionisti di Tolkien e ad ogni apparire sul web di una delle 300 mitiche copie si grida al miracolo.

La nuova vendita – a soli tre mesi di distanza dall’ultima registrata alla Fiera di Milano – apre uno scenario nuovo su un’edizione per molti anni apparsa come una chimera irraggiungibile per i patiti del genere e non solo (Tolkien ormai è un patrimonio della letteratura mondiale). Forse pian piano le copie di questa leggendaria edizione stanno tornando sul mondo reale? Hanno lasciato la mitica Terra di mezzo?

Il parere dell’esperto – Oronzo Cilli

Sentiamo il parere di uno dei massimi esperti del campo, Oronzo Cilli, membro della Tolkien Society, autore di numerosi libri sull’argomento, tra cui Lo Hobbit annotato (Bompiani, 2204), Tolkien e l’Italia (Il Cerchio, 2016), Studioso, conferenziere, promotore di iniziative tolkieniane, i suoi articoli sono stati tradotti in inglese, francese, portoghese ed esperanto. È considerato il più importante collezionista italiano di libri di e su J. R. R. Tolkien; cura il più seguito blog sul tema, Tolkieniano Collection, ed è il presidente dell’Associazione Collezionisti Tolkieniani Italiani:

“Quella venduta il 31 maggio è, a mia conoscenza, la ventesima copia delle famose 300 arrivata sul mercato collezionistico. La seconda copia venduta in tre mesi e, come quella di marzo, a un prezzo davvero vantaggioso. La Rusconi utilizzò la formula delle 300 copie rilegate con cofanetto, numerate e ‘ad personam’ e fuori commercio non solo con Tolkien e Il Signore degli Anelli. Cominciò nel 1968 con Papà Goriot di Honoré de Balzac e continuò almeno fino al 1993 con Diario per Dolores di Giuseppe Prezzolini modificando il colore del cofanetto e della rilegatura variavano dal marrone al rosso, dal verde al nero e all’amaranto. Queste edizioni “ad personam” si trovano sul mercato a un costo che varia dalle 15 alle 50 euro. Così non è per Tolkien giacché le copie del suo maggior romanzo toccano cifre ben oltre i tre zeri e questo per via di una serie di fattori: il numero esiguo delle copie; la non volontà, fino a qualche anno fa, dei riceventi a vendere le proprie copie con gli eredi oggi poco interessati a tenerlo nella propria biblioteca; la notorietà dell’autore; le pellicole cinematografiche; il crescente mercato collezionistico tolkieniano e l’elevato numero di appassionati che bramano questa particolare edizione. Le ultime due copie sono state vendute ben al di sotto del loro valore di mercato e la motivazione, a mio avviso, è tutta nella scarsa conoscenza dei venditori inversamente proporzionale all’interessamento degli acquirenti. Una copia “pelle marrone” comprata a 300 euro è un ottimo investimento poiché se rimessa sul mercato anche un giorno dopo l’acquisto, potrà essere venduta facilmente anche a 1000/1200 euro. È chiaro che il prezzo non è dato solo dalla copia in sé, ma anche e soprattutto dal numero della copia e dal ricevente. Come ho avuto modo di scrivere nel mio libro Tolkien e l’Italia (Il Cerchio, 2016), le copie numerate da 1 a 272 furono donate a magistrati, ministri, prefetti, direttori di giornali e uomini del mondo cattolico mentre le successive 28 copie furono donate ai dipendenti e collaboratori della Rusconi. Ne consegue che una copia n. 250 non potrà avere lo stesso prezzo di una copia n. 10. Ad oggi, rispetto alle copie con numerazione più bassa, sappiamo che esistono la n. 2 che fu donata ad Amintore Fanfani, Presidente del Senato e oggi conservata nella Biblioteca di Palazzo Madama e la n. 5 regalata a Mariano Rumor, Presidente del Consiglio dei ministri di allora, oggi nella mia collezione mentre di quelle con la numerazione più alta la n. 263 data a Quirino Principe, curatore dell’opera (qui il prezzo, in caso di vendita, sarebbe molto più alto, ad esempio di una n. 15) e la n. 292 regalata a Teresio Garbagna della Rusconi.” [intervento di Oronzo Cilli]