"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Lavorare stanca, di Cesare Pavese (Firenze, Edizioni di Solaria, 1936).

 

Uno dei libri più rari della letteratura italiana del ‘900, Davvero difficilissimo imbattersi ormai in questa edizione.

 

 

Recita il colophon:

L’edizione originale di quest’opera si compone di n. 180 esemplari numerati da 1 a 180 dei quali i primi 30 su carta doppio guinea. Abbiamo stampato inoltre una tiratura fuori serie riservata alla vendita.

 

 

Disponibilità del libro (sempre aggiornato)

 

Su ABEBOOKS

 

Questo sito web partecipa al Programma di affiliazione eBay e potrebbe percepire benefit fornendo collegamenti ai prodotti sui siti regionali di eBay.

Tag

Aste

sempre aggiornate

Tolkien

Harry Potter

stephen king

Dracula

R. R. Martin

Futurismo

BIBLIOFILIA

Occasioni

In Scadenza

Altri articoli sul Blog

“5 anni di Governo Togliatti”: utopia al potere durante la guerra fredda

Questo è un raro opuscolo di fantapolitica degli anni ’50 che di norma è inserito nel filone cosiddetto “fantastico”. L’anonimo autore ventila l’ipotesi (mai verificatasi) di un Governo Togliatti dopo le elezioni del ‘48.

Una collezione speciale sul mondo della Boxe: i 3 libri di Erminio Spalla

Tra i pugili italiani che nel Ventennio erano soliti infiammare la fantasia degli italiani uno fu senza dubbio il boxer piemontese Erminio Spalla (1897-1971) campione europeo per la categoria dei pesi massimi. Scrisse tre autobiografie, divenute sempre più rare. Una è assolutamente introvabile.

Un’edizione pirata di “La scrittura dell’eternità dorata” di Jack Kerouac

A qualcuno non piacque la traduzione di Bocchiola, de “The scripture of the Golden Eternity” di Jack Kerouac e così il fantomatico editore Jota pubblica in quegli anni una misteriosa edizione pirata. Articolo di Carlo Ottone.

Un titolo di bibliofilia conosciuto da pochi sul libraio fiorentino Pietro Franceschini (inizi del ‘900)

Un semi-sconosciuto saggio sul libraio e bibliofilo fiorentino Pietro Franceschini degli inizi del ‘900.