"la strada percorsa per trovare un libro è il vero scopo della ricerca"

 

La fantascienza bioetica perduta della E.I.L.E.S.

 

segnalazione di Emanuele Varone

 

“Homo Animal” di Goffredo Bucelli, pubblicato da E.I.L.E.S. – Edizioni Italiane di Letteratura e Scienze nella collana di Fantascienza, Roma, nel 1984, è uno di quei titoli che oggi rappresentano una nicchia rarissima del fantastico italiano a tiratura minima, con un interesse collezionistico in crescita tra gli appassionati di SF speculativa e delle piccole case editrici scomparse.
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Il libro e la sua natura “di confine”

“Homo Animal” è un romanzo di fantascienza filosofica che usa un apparato scientifico credibile per interrogare etica, biologia e identità umana. Il romanzo è incentrato sul tema dell’invasione aliena e segue tre personaggi distinti, collocati in luoghi diversi. La vicenda prende avvio con l’apparizione di una misteriosa nube nera, che inghiotte tutto ciò che incontra. In seguito si scopre che la nube è stata inviata da una razza aliena e colpisce inizialmente la Luna, dove si trova uno dei protagonisti, per poi abbattersi sulla Terra.
La nube ha un effetto devastante: gli animali acquisiscono razionalità, mentre gli esseri umani vengono privati dell’intelletto.
Gli alieni si rivelano essere una razza vampirica, dipendente dal sangue per la sopravvivenza; giunti sulla Terra perché sul loro pianeta la risorsa si è esaurita e la specie è prossima all’estinzione.
Nel corso della storia emerge che le tecnologie avanzate utilizzate dagli invasori non sono di origine aliena, ma sono state sviluppate dal popolo della Luna. Saranno proprio queste tecnologie, recuperate dagli esseri umani rimasti dotati di ragione, a permettere la riconquista della Terra e la sconfitta degli invasori.

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E.I.L.E.S. e la collana di Fantascienza

E.I.L.E.S. (Edizioni Italiane di Letteratura e Scienze) è una realtà editoriale indipendente, attiva fra fine anni Settanta e metà anni Ottanta, con un catalogo ridotto e oggi scarsamente documentato, che cercava un punto d’incontro fra divulgazione scientifica e narrativa di idee. “Homo Animal” nasce esattamente in questo crocevia: un titolo che esplicita già nel marchio editoriale la volontà di fondere scienza e letteratura, inserito in una collana di Fantascienza mirata più all’esplorazione concettuale che al genere commerciale. Nel panorama italiano del tempo, dominato da collane strutturate come “Urania” Mondadori o Cosmo Nord, la fantascienza “minore” di editori piccoli tendeva spesso alla parodia, al pastiche o a un fantastico più epidermico: Bucelli, invece, si colloca in un filone di SF ragionata, vicina alla bioetica e alla speculazione filosofica.
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Rarità bibliografica e reperibilità

La scheda di “Homo Animal” nel repertorio interno qui utilizzato segnala una tiratura ridotta, “probabilmente sotto le 1000 copie”, già di per sé indicativa di una distribuzione molto limitata. A differenza dei grandi classici in collane popolari, le edizioni E.I.L.E.S. non hanno avuto ristampe, non vengono riprese in antologie e risultano scarsamente indicizzate anche nei cataloghi commerciali generalisti: la presenza del marchio come editore è sì rintracciabile sui portali di vendita libraria (IBS, Unilibro, siti di remainders e fondi editoriali), ma “Homo Animal” non figura normalmente tra i titoli disponibili.
Elementi che accrescono la rarità collezionistica: casa editrice piccola, di fatto scomparsa dal mercato. Collana di genere “di nicchia”, con scarsa visibilità ai tempi e quasi nulla oggi. Nessuna ristampa in altri marchi, nessuna edizione economica o digitale. Scarsissimi passaggi documentati nel mercato antiquario e nelle aste online, a differenza di altri titoli coevi più noti.
​Siti di riferimento per il fantastico italiano come Fantascienza.com censiscono il titolo e l’edizione (Collana di Fantascienza, E.I.L.E.S., 1984), ma senza evidenze di successive edizioni o ampia circolazione: è un segnale tipico del “fantasma bibliografico” noto agli specialisti ma quasi invisibile al lettore medio.
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Fascia di valutazione e stato di conservazione

Nel quadro di riferimento usato per altri titoli rari e di culto, la stima per “Homo Animal” – Prima edizione E.I.L.E.S. 1984, Collana di Fantascienza – si colloca indicativamente in queste fasce: 60-80 euro: buone condizioni, copertina integra, con normali segni del tempo e bordi leggermente bruniti. 80-100 euro: ottimo stato / quasi “mint”, con copertina pulita, dorso saldo, interni chiari e completi, nessun difetto strutturale rilevante. 100-200 euro: copia perfetta da collezione, rarissima, senza pieghe o ingiallimenti, eventualmente con dedica autografa dell’autore o provenienza qualificata (archivio, fondo editoriale, collezione tematica).
​Si tratta di valori coerenti con altre prime edizioni italiane di fantascienza rara uscite da piccole sigle indipendenti con tirature minime, oggi difficili da reperire ma ancora fuori dai range speculativi delle grandi collane di culto (per esempio certi numeri Fantacollana Nord o Cosmo Oro particolarmente contesi).
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Interesse collezionistico e contesto nel fantastico italiano

Dal punto di vista collezionistico, “Homo Animal” è un titolo-chiave in almeno tre filoni: (a) fantascienza italiana anni Ottanta: testimonia il tentativo, all’interno di un micro-editore, di usare la narrativa SF come laboratorio di bioetica e filosofia della scienza, in anni in cui temi come manipolazione genetica, ibridazioni e limiti della ricerca iniziavano a emergere anche nel dibattito pubblico. (b) editoria scientifico-letteraria indipendente: E.I.L.E.S. rappresenta una stagione di piccole sigle che cercavano di fare divulgazione colta e narrativa di idee fuori dai circuiti maggiori, oggi molto ricercate dai bibliofili proprio per la loro fragilità industriale. (c) collezionismo di “micro-canoni”: il libro rientra nella costellazione di romanzi italiani di fantascienza “seria” mai entrati nel grande canone ma preziosi come documenti di una via alternativa al genere, accanto a testi di editori come Perseo, Libra o realtà indipendenti recuperate da studi sulla SF italiana.
​Per un cacciatore di libri, “Homo Animal” è doppiamente interessante: è un oggetto raro, con tiratura minima, quasi assente dai canali abituali; è un testo che, riletto oggi, anticipa nodi cruciali del dibattito su identità biologica, manipolazione genetica e responsabilità dello scienziato, temi che hanno reso contemporaneamente di moda molte opere di speculative fiction bioetica. Non è il “classico” da vetrina che tutti riconoscono al primo sguardo, ma il titolo che fa la differenza in uno scaffale di fantascienza italiana ragionata: un volume che racconta, insieme, una stagione editoriale scomparsa, un modo alternativo di intendere la SF e un’idea di libro come strumento di interrogazione della coscienza più che di semplice evasione.

 

Bruno Baronchelli ci segnala: i due libri a carattere fantastico di Goffredo Bucelli, più altri tre della stessa casa editrice:

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

 

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