"Avete fatto caso che gli unici roghi della storia riguardano libri e streghe?"

 

Un ultimo notturno per Marilyn, di Tullio Piscopo (Milano, Gastaldi Editore, 1962).

 

Brossura editoriale; formato di 15,5 x 21 cm circa; 169 pagine

 

 

 

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Chi è l’autore?

Tullio Piscopo, nato a Napoli il 15 novembre 1922, vide interrotti i primi giovanili tentativi letterari dagli anni della guerra. Combattente, fu arrestato imprigionato dai nazisti e deportato nel lager di Mauthausen, ne tornò privo della fiducia necessaria per la ricerca di una comunione umana attraverso l’arte e dopo lunghi duri anni di faticoso recupero, si dedicò esclusivamente all’attività professionale dimenticando quasi la possibilità di scrivere. Fu un periodo di rinuncia, ormai pressoché decisiva, quando improvvisamente, nell’aprile del 1961 un incontro e un episodio che venivano ad essere quasi il completamento di un ciclo di esistenza, lo ricondussero inattesamente al teatro portandolo a scrivere il suo primo lavoro teatrale: Anna Thantz, un dramma sul tema della deportazione nazista, delle sue conseguenze e delle responsabilità.

Fu come l’irrompere improvviso di un torrente lungamente compromesso e altri lavori seguirono, fenomeno non eccezionale se non dovesse essere considerato il risultato di un lungo periodo di esperienze con personaggi e significati segretamente maturati. Un suo atto unico: L’uomo dalle capriole sull’erba, vinceva a La Spezia al primo concorso teatrale al quale l’autore partecipava nell’ottobre dello stesso anno 1961. A La Spezia pochi giorni prima, il 3 marzo del 1962, viene rappresentato l’atto unico La ragazza dalle gambe storte, anch’esso accolto molto favorevolmente dagli spettatori.

L’attesa del treno di mezzanotte vinceva al concorso per atti unici del teatro minimo di Bologna, diretta dal compianto Renato Lelli e veniva offerto a giudizio del pubblico con la rappresentazione del 23 maggio 1962.

 

 

Di cosa parla il libro?

Ultimo notturno per Marilyn è un omaggio verso l’affascinante sfortunata attrice che ha impressionato col senso della sua vita e del suo esistere. Il dramma viene stampato per volontà dell’autore che intende tramandare la sua personale visione della diva che considera come la maggiormente aderente alla realtà. Vuole che l’opera sia conosciuta anche da coloro che non frequentano il teatro.

Marilyn Monroe era già morta quando uscì questo libro. La commedia tra i personaggi coinvolge – senza neppure camuffarne di molto i nomi – Arthur Miller, Joe di Maggio e la stessa Marilyn Monroe. Essi diventano semplicemente Arthur lo scrittore, Joe il giocatore e Marilyn.

Arthur Miller querelò pertanto l’autore Tullio Piscopo per il contenuto del libro. Il volume risulta presente solamente alla Biblioteca Nazionale di Firenze e a quella di Roma.

 

 

 

 

 

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