"la strada percorsa per trovare un libro è il vero scopo della ricerca"

 

Il libro “Il falsario di Stato. Uno spaccato noir della Roma degli anni di piombo” di Nicola Biondo e Massimo Veneziani racconta la vita di Tony Chichiarelli, protagonista di eventi storici e criminali chiave degli anni di piombo in Italia. Chichiarelli è noto per aver compiuto la più grande rapina italiana (35 miliardi di lire nel 1984) e per aver realizzato il falso comunicato n. 7 delle Brigate Rosse, che annunciava il suicidio di Aldo Moro, un’operazione di guerra psicologica ideata da Steve Pieczenik per tendere una trappola ai brigatisti. La sua vicenda si intreccia con traffici di droga, falsificazioni, ricatti, violenze, la Banda della Magliana e i servizi segreti, con un forte legame con il mistero del sequestro e della morte di Aldo Moro.

Dal punto di vista politico e criminale, Chichiarelli manifestò simpatie sia per l’estrema sinistra extraparlamentare sia per ambienti neofascisti, frequentando personaggi di entrambe le fazioni, il che riflette la complessità e l’ambiguità della sua figura. Il suo coinvolgimento nella stesura del falso comunicato brigatista, che annunciava la morte di Moro e la sua occultazione, rappresenta un episodio chiave della storia italiana, ancora oggi avvolto da misteri e interpretazioni contrastanti. Il comunicato fu parte di un’operazione psicologica orchestrata per preparare l’opinione pubblica a un eventuale decesso di Moro e per confondere le forze dell’ordine.

Tony Chichiarelli, noto come “Tony il Falsario”, è stato anche il presunto capo del commando responsabile della cosiddetta “rapina del secolo” avvenuta il 24 marzo 1984 alla Brink’s Securmark di Roma, in cui furono sottratti valori per un totale di 35 miliardi di lire. Chichiarelli aveva effettuato sopralluoghi dettagliati presso la banca, conosceva i turni di sorveglianza, i nominativi delle guardie e utilizzò un furgone simile a quello della banca per facilitare il colpo. La rapina fu eseguita con la presa in ostaggio di tre dipendenti e fu considerata dagli inquirenti un colpo magistrale e troppo facile per essere casuale.

Chichiarelli era un personaggio con legami sia con la malavita romana, in particolare con la Banda della Magliana, sia con ambienti estremisti e paramilitari, e fu collegato anche a episodi di depistaggio come la stesura di un falso comunicato delle Brigate Rosse durante il sequestro di Aldo Moro, in cui si affermava falsamente che Moro si fosse suicidato nel Lago della Duchessa.

Dopo la rapina, Chichiarelli cambiò improvvisamente tenore di vita, acquistando beni di lusso e investendo il denaro sottratto. Fu ucciso in un agguato il 27 settembre 1984, pochi mesi dopo il colpo, in circostanze che fanno pensare a un regolamento di conti legato alle sue attività criminali e ai segreti che conosceva.

Attualmente il libro – edito dalla Cooper di Roma nel 2008 – non è più in commercio ed è molto difficile da trovare perfino nelle librerie dell’usato; viene definito da qualcuno come “il libro più introvabile d’Italia”. Diverse librerie segnalano la sua indisponibilità e la difficoltà nel reperirlo. Ultima copia sul mercato, apparsa su eBay nel febbraio del 2025.

 

Ultim’ora 2026

La nuova edizione 2026 de Il falsario di Stato di Nicola Biondo e Massimo Veneziani non è una semplice ristampa, ma un’operazione diversa che va tenuta ben distinta dal libro Cooper del 2008. Il volume SEM della collana “Italian Tabloid” (ISBN 9788893907002) nasce in chiave dichiaratamente pop‑giornalistica, sincronizzata con il film Il falsario di Stefano Lodovichi e con l’uscita su Netflix: aggiorna il racconto, lo compatta, lo reimpagina per un pubblico più ampio e lo inserisce in una linea editoriale che privilegia ritmo narrativo, il packaging contemporaneo e aggancio all’immaginario seriale.

La prima edizione Cooper del 2008, invece, resta un oggetto diverso per tono, contesto e tiratura: è il libro che ha fissato per la prima volta su carta lo “spaccato noir della Roma degli anni di piombo” legato a Chichiarelli, con un impianto più vicino al reportage investigativo indipendente che al prodotto di tie‑in audiovisivo. Per il collezionista questo significa che la SEM 2026 riapre l’accesso al caso per lettori e studiosi, ma non sostituisce affatto la Cooper, che rimane la vera prima edizione, ricercatissima e quasi introvabile sul mercato, con una domanda consolidata e una disponibilità che, a oggi, resta prossima allo zero anche tra le librerie specializzate (maggio 2026).

 

 

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