Un’eredità da custodire accanto a un morto
Il primo giallo italiano è facile da trovare in una ristampa moderna. Molto meno nelle edizioni che lo fecero conoscere ai lettori dell’Ottocento. È il caso di Il mio cadavere di Francesco Mastriani, un romanzo il cui primato viene ricordato spesso, mentre la sua storia editoriale richiede qualche attenzione in più.

Pagina iniziale illustrata di “Il mio cadavere”, prima pubblicazione in dispense del 1852 in appendice all’Omnibus.
Basta cercarlo per incontrare date differenti, immagini di ristampe e descrizioni che confondono la pubblicazione a puntate con quella in volume. Eppure abbiamo almeno un punto fermo, leggibile sui frontespizi: Il libro è del 1852 Ma in quello stesso 1852 usciva già una “Seconda edizione”, stampata a Napoli dal Tramater. Per riconoscere la prima, dunque, l’anno da solo non basta.
Un maestro di musica, un’eredità e un cadavere da custodire
La storia comincia nella miseria della famiglia Fritzheim. Giacomo, uno stradiere svizzero al servizio delle dogane napoletane, sta morendo e lascia cinque figli. Fra loro è cresciuto Daniele, un bambino che aveva raccolto in Calabria e allevato come proprio.
Divenuto maestro di musica, Daniele si fa chiamare de’ Rimini e cerca di cancellare il passato. Non vuole più riconoscersi nella famiglia che lo ha accolto, né nell’amore di Lucia Fritzheim, la giovane che tiene insieme la casa. Al capezzale di Giacomo promette solennemente di sposarla, ma coltiva ben altre ambizioni: conquistare Emma di Gonzalvo, ricca ereditiera spagnola della quale è insegnante.
L’occasione di arricchirsi arriva attraverso Edmondo Brighton, conte di Sierra Blonda. Il gentiluomo, tormentato dal terrore di essere sepolto vivo, lega la propria eredità a una condizione macabra: Daniele dovrà custodirne per nove mesi il corpo imbalsamato, assicurandosi che non torni a manifestare segni di vita.
Il musicista avvelena Edmondo e accetta il compito. Nella villa di Schoene Aussicht, a Mannheim, comincia una convivenza ossessiva con il morto: gli suona il pianoforte, gli cambia la biancheria, gli porta il caffè. La ricchezza promessa si accompagna alla paura e al rimorso.
A ricomporre i fili della vicenda è Maurizio Barkley, legato a Edmondo da un passato che Daniele ignora. Le rivelazioni sulle origini del musicista trasformano l’omicidio in una tragedia familiare. Nel finale, Daniele cerca di riparare al tradimento di Lucia, ma muore prima di poterla sposare. La giovane avrà un futuro diverso con Eduardo, un altro figlio di Edmondo.
Il romanzo apre inoltre la strada a Federico Lennois: è Mastriani stesso, nella nota conclusiva, a indicarlo come protagonista della narrazione che fa seguito a questa.
Il primato del “primo giallo italiano”
Il mio cadavere è spesso considerato il primo romanzo giallo italiano. È un riconoscimento importante, purché non ci si aspetti un investigatore moderno alle prese con una sequenza ordinata di indizi.
Mastriani intreccia delitto, osservazione dei comportamenti, misteri d’identità e rivelazioni, ma conserva gli strumenti del romanzo d’appendice: segreti familiari, coincidenze, contrasti sociali e una forte giustizia provvidenziale. Il gotico entra nella stanza del cadavere imbalsamato; il racconto criminale segue l’ambizione dell’assassino e il progressivo avvicinarsi della sua rovina. È per l’appunto questa contaminazione a rendere interessante il libro. Il primato serve a collocarlo nella storia del genere; la sua forza narrativa sta anche nella trasformazione di un’eredità desiderata in una condanna da scontare accanto a un morto.
Dal giornale alla prima edizione in volume
Nelle precisazioni pubblicate sul sito dedicato allo scrittore, Rosario Mastriani indica le date della prima uscita sull’Omnibus: dal 13 dicembre 1851 al 24 aprile 1852. Colloca poi la prima edizione in volume a Napoli, presso la Tipografia dell’Omnibus, nel 1852.
La distinzione spiega la ricorrenza di entrambi gli anni nelle ricostruzioni della vicenda. Va però mantenuta separata un’altra questione: come si presentavano materialmente le dispense raccolte e l’edizione autonoma. Non avendo reperito una digitalizzazione completa della prima Omnibus, non possiamo stabilirne qui ogni dettaglio attraverso un confronto diretto.
La Libreria Neapolis ha descritto un esemplare delle prime pubblicazioni in dispense, riunite in una legatura con Federico Lennois. La scheda riporta complessivamente 1851–1852 e 167 + 176 pagine: dati riferiti ai due romanzi, da non trasformare nella descrizione di due tomi di Il mio cadavere. Anche l’immagine illustrata riprodotta in apertura va letta in questo contesto. Non disponiamo invece, al momento, di una riproduzione verificata del frontespizio dell’edizione autonoma Omnibus.
Delle difficoltà che accompagnano le prime pubblicazioni dello scrittore ci siamo già occupati nella ricerca su Sotto altro cielo. Anche per Il mio cadavere, le immagini delle carte originali aiutano più delle date ripetute senza spiegazioni.
Nel 1852 c’era già una seconda edizione
La digitalizzazione in OPAC SBN collegata al catalogo bibliotecario permette invece di esaminare la Tramater. I frontespizi di entrambi i volumi dichiarano: Il mio cadavere. Romanzo di Francesco Mastriani. Seconda edizione. Napoli, 1852. Stabilimento tipografico del Tramater.
È una testimonianza concreta della rapida successione editoriale del libro. Per il collezionista offre soprattutto un criterio semplice: una copia Tramater datata 1852 e dichiarata “Seconda edizione” non va confusa con la prima Omnibus dello stesso anno. Occorre inoltre verificare la presenza di entrambi i tomi, anche quando siano stati riuniti in un’unica legatura. Il numero dei volumi fisici non coincide necessariamente con quello delle parti editoriali.

I frontespizi dei volumi I e II della seconda edizione: Napoli, Stabilimento tipografico del Tramater, 1852. La dichiarazione d’edizione impedisce di confonderla con la prima Omnibus.
Quanto sono reperibili le edizioni ottocentesche?
La ricognizione di mercato restituisce poche tracce, da interpretare senza ricavarne quotazioni automatiche. Su Maremagnum, la ricerca con autore Mastriani, titolo “Cadavere” e anno 1852 ha restituito un’offerta della Bottega del libro, registrata nel 2015: Omnibus, volumi I–II, 45 euro. È una richiesta storica, non un prezzo di vendita accertato. Con l’anno 1851 non sono emersi risultati.
Anche la ricerca effettuata nei venduti eBay degli ultimi tre anni, usando entrambe le date, non ha restituito occorrenze. Il dato riguarda quelle interrogazioni: eventuali inserzioni senza anno possono esserne rimaste escluse.
Fra le offerte ottocentesche individuate nell’ottobre 2026, compare la settima edizione del 1881, Napoli, F. Lubrano e D. Palmieri, proposta su eBay a circa 209 euro.
Un confronto utile arriva dalla Libreria Antiquaria Tonini: 90 euro per la settima edizione di Il mio cadavere, Napoli, Palmieri, 1881, unita a Federico Lennois, sesta edizione dello stesso anno. Il libraio descrive tre tomi per ciascuna opera, raccolti in una sola legatura d’epoca in mezza pergamena, in condizioni ottime.
Le due richieste attuali mostrano quanto possano divergere le proposte, anche per edizioni dello stesso anno. Prima di acquistare servono fotografie dei frontespizi, verifica delle paginazioni, dei tomi e delle eventuali mancanze. I 45 euro del 2015 e le richieste odierne descrivono singole offerte: non bastano a fissare il valore della prima edizione.
Disponibilità di eventuali copie ed edizioni (sempre aggiornato)
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