"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

L’Ottava di Franco Battiato: a caccia di libri stupefacenti

 

A cercarlo oggi nelle librerie si rischia di rimanere a mani vuote. Bagliori dell’anima. Meditazioni sulla mia ricerca di Henri Thomasson uscì nel 1992. Non è un libro antico, non appartiene a un’edizione numerata e non risulta che possieda particolari caratteristiche tipografiche. Eppure le copie sembrano essersi quasi volatilizzate.

 

Sul mercato antiquario ne sono passate pochissime. Maremagnum conserva memoria di appena cinque esemplari transitati nell’arco di circa venticinque anni, con richieste arrivate fino a 90 euro. Al momento della nostra ricerca (settembre 2026) non ne risultano copie sicuramente disponibili nel normale circuito dei librai antiquari. Rimangono alcune vecchie schede di esemplari venduti e un’offerta a 80 euro ancora intercettata da un aggregatore librario, della quale non è però possibile stabilire con certezza l’attuale disponibilità.

Che cosa è successo? Per capirlo bisogna guardare il nome dell’autore, ma anche quello dell’editore stampato in fondo alla copertina: L’Ottava. E a questo punto entra in scena Franco Battiato, che però cede immediatamente il posto alla’utore..

 

Chi era Henri Thomasson

Henri Thomasson (1912-1996) non è un autore facilmente classificabile. E soprattutto non era uno scrittore di esoterismo nel significato commerciale che questa espressione ha assunto negli ultimi decenni. La sua vicenda è strettamente legata a quella di Georges Ivanovič Gurdjieff, il maestro spirituale greco-armeno attorno al quale si sviluppò una delle esperienze più singolari della ricerca filosofica ed esoterica del Novecento.

Il primo contatto di Thomasson con quello che nell’ambiente gurdjieffiano viene chiamato semplicemente il “Lavoro” avvenne a Parigi nel 1947, quando entrò in un piccolo gruppo guidato da Henriette Lannes. Fu lei a introdurlo successivamente a Jeanne de Salzmann e allo stesso Gurdjieff. Dopo la morte di quest’ultimo, Thomasson continuò a lavorare con Lannes e arrivò ad assumere la responsabilità di gruppi attivi in Francia e in Italia.

Non era dunque uno studioso esterno all’esperienza di GurdjieffNe aveva conosciuto direttamente l’ambiente e aveva trasformato quella ricerca in una pratica durata decenni. La Gurdjieff International Review ricorda che Thomasson guidò gruppi a Lione e Torino e contribuì alla formazione di quelli di Roma e Milano. I suoi diari seguono questa esperienza per circa quarant’anni, partendo proprio dall’incontro parigino del 1947. Ed è qui che la storia comincia a intrecciarsi con un’altra, molto italiana.

 

Thomasson e Franco Battiato

Negli anni Settanta Franco Battiato stava attraversando una fase di profonda trasformazione personale e artistica. Lo ha raccontato lui stesso. Nel 1975, durante un soggiorno in montagna, lesse Frammenti di un insegnamento sconosciuto di Pëtr D. Ouspensky, dedicato all’insegnamento di Gurdjieff. Tornato a Milano, parlò del proprio interesse con Roberto Calasso. Fu quest’ultimo a segnalargli che un allievo diretto di Gurdjieff stava formando un gruppo proprio a Milano. E stiamo parlando di Henri ThomassonBattiato raccontò di aver sostenuto un incontro con lui e di essere entrato in un gruppo che inizialmente comprendeva una quindicina di persone. L’esperienza sarebbe durata sette anni. Il musicista la ricordò successivamente come un periodo fondamentale della propria formazione.

Il rapporto fra i due non è quindi una curiosità marginale nella biografia di BattiatoThomasson fu uno degli uomini che accompagnarono la sua ricerca interiore proprio negli anni in cui il musicista stava ridefinendo profondamente il proprio percorso. Il legame lasciò tracce anche nella musica. Thomasson utilizzò lo pseudonimo Tommaso Tramonti e il suo nome compare nell’ambiente artistico che ruotava intorno a Battiato e Giuni Russo. Il rapporto personale e intellettuale fra Battiato e Thomasson è ricordato anche nelle ricostruzioni biografiche successive dedicate al musicista siciliano. E qualche anno dopo quell’incontro nacque L’Ottava.

 

La piccola casa editrice di Franco Battiato

L’Ottava fu fondata nel 1985 da Franco Battiato. Non era il capriccio editoriale di un cantante famoso. Il catalogo rivela un progetto estremamente preciso: rendere disponibili in italiano testi collegati alla ricerca spirituale, all’insegnamento di Gurdjieff, al sufismo e ad altre tradizioni difficilmente rappresentate nell’editoria italiana dell’epoca.

La distribuzione dei libri era affidata a Longanesi, dettaglio che spiega perché alcune banche dati attribuiscano ancora oggi erroneamente o ambiguamente i volumi a quest’ultimo editore. Il sito ufficiale di Battiato è invece inequivocabile: la casa editrice era L’Ottava, fondata nel 1985, mentre Longanesi ne distribuiva i volumi. Il primo titolo fu Vedute sul mondo reale. Gurdjieff parla ai suoi allievi. Seguirono Her-Bak. Cecio e Her-Bak. Discepolo di Isha Schwaller de Lubicz, Il saggio di Bandiagara di Amadou Hampâté Bâ, La rasatura del prato e la costruzione di sé di Fritz Peters, Anima di Natsume Sōseki e altri libri decisamente lontani dalle logiche dell’editoria commerciale.

L’Ottava pubblicò inoltre i due volumi dei Racconti di Belzebù al suo piccolo nipote di GurdjieffIn tutto, il catalogo librario della casa editrice si fermò a soli quattordici titoli. Sì, indubbiamente un catalogo minuscolo. E proprio per questo oggi molto interessante da ricostruire.

 

Bagliori dell’anima era il numero 11

Bagliori dell’anima occupa una posizione precisa in questa piccola storia editoriale. È il numero 11 della collana L’Ottava e uscì nel 1992, nella traduzione italiana di Igor Legati. La scheda bibliografica completa recita:

Henri Thomasson, Bagliori dell’anima. Meditazioni sulla mia ricerca, traduzione di Igor Legati, Milano, L’Ottava, 1992, 183 pagine, 21 cm, collana “L’Ottava”, n. 11, ISBN 88-304-1090-X.

La descrizione di un esemplare passato dalla Libreria La Fenice permette persino di ricostruire materialmente l’edizione: brossura illustrata verde petrolio, disegno in bicromia di Francesco Messina, titolo bianco e marchio editoriale grigio al piatto. Non era, tra l’altro, il primo Thomasson pubblicato dall’editore.

Nel 1987 era apparso Prima dell’alba, numero 7 della collana, tradotto ancora da Igor Legati. La Biblioteca Braidense ne conserva un esemplare e lo descrive come un diario relativo agli anni 1947-1967 e come un itinerario nell’insegnamento di Gurdjieff. I due libri sono strettamente collegati.

 

Non un manuale, ma il diario di una ricerca

Il sottotitolo di Bagliori dell’anima è importante: Meditazioni sulla mia ricerca. Gli scritti di Thomasson hanno una caratteristica abbastanza insolita nella letteratura nata attorno a Gurdjieff. Non intendono principalmente spiegare un sistema filosofico né ricostruire aneddoti sulla vita del maestro. Sono il resoconto di un lavoro su se stessi. La Gurdjieff International Review, presentando gli scritti di Thomasson, osserva che i suoi diari coprono circa quattro decenni e documentano il tentativo di integrare nella vita quotidiana gli insegnamenti ricevuti. A differenza di molte memorie legate a quell’ambiente, l’attenzione è rivolta soprattutto all’osservazione di sé e alla verifica personale delle idee.

Un testo di Thomasson dedicato ai celebri “Movimenti” di Gurdjieff rende abbastanza bene il tono di questa ricerca: corpo, attenzione e coscienza non sono trattati come concetti astratti, ma come elementi di un’esperienza da verificare direttamente. Bagliori dell’anima appartiene quindi più alla testimonianza di una ricerca interiore che alla trattatistica esoterica vera e propria. Questo particolare aiuta anche a comprendere perché il libro continui a essere cercato da un pubblico ristretto ma tenace.

Un libro pubblicato soltanto in italiano?

Qui emerge uno degli aspetti bibliografici più curiosi. Secondo la ricostruzione della Gurdjieff International Review, gli scritti autobiografici di Thomasson formano una serie articolata: alcuni volumi ebbero soltanto edizioni private e il quarto volume fu pubblicato esclusivamente in italiano da L’Ottava.

Se l’identificazione bibliografica con Bagliori dell’anima è corretta, ci troveremmo quindi davanti a una situazione piuttosto particolare: un’opera di un autore francese legato direttamente alla tradizione gurdjieffiana che avrebbe avuto la sua vera edizione libraria proprio in Italia. È un punto che merita prudenza perché le bibliografie internazionali degli scritti di Thomasson non sono sempre uniformi, ma contribuisce a spiegare l’interesse del volume anche al di fuori del semplice collezionismo legato a Battiato.

 

Un catalogo ormai chiuso

Per capire la scarsità del libro bisogna poi considerare un dato decisivo. Non siamo semplicemente davanti a un titolo momentaneamente fuori catalogo. Il sito ufficiale di Franco Battiato, nella pagina dedicata a L’Ottava, precisa che i titoli pubblicati dalla casa editrice sono esauriti e che non ne è prevista la ristampa. Alcune opere del catalogo furono successivamente recuperate da Neri Pozza, ma non tutte. Bagliori dell’anima non risulta fra i titoli tornati stabilmente in commercio.

E così un libro relativamente recente, pubblicato nel 1992, è entrato in quella terra di nessuno ben conosciuta dai cacciatori di libri: troppo giovane per essere normalmente considerato antiquariato, troppo specialistico per giustificare una ristampa commerciale, abbastanza importante per continuare a essere cercato.

 

Cinque copie in venticinque anni

Il mercato sembra confermare questa situazione. Nell’archivio storico di Maremagnum risultano appena cinque esemplari transitati in circa venticinque anni, con richieste che hanno raggiunto i 90 euro. Oggi la scheda del libro è ancora presente, ma l’esemplare registrato risulta non disponibile. Anche la Libreria La Fenice conserva nel proprio archivio una copia, ma la contrassegna chiaramente come venduta. Si trattava peraltro di un esemplare non perfetto: presentava consunzioni alla copertina, sottolineature a matita e persino l’occhiello asportato.

Un aggregatore internazionale registra invece una recente richiesta di 80 euro per una prima edizione del maggio 1992, apparentemente proveniente da eBay. La scheda è interessante come testimonianza del livello raggiunto dalle richieste economiche, ma non basta da sola a dimostrare che l’esemplare sia ancora effettivamente acquistabile. In altre parole, 80 o 90 euro sembrano essere prezzi richiesti, non necessariamente valori di realizzo documentati. È una distinzione importante.

Raro oppure semplicemente introvabile?

In questo caso la parola “raro” può essere utilizzata con maggiore fondamento rispetto a molti libri moderni reclamizzati come tali, ma con qualche cautela. Non conosciamo la tiratura originaria di Bagliori dell’anima. Non possiamo quindi affermare che ne siano state stampate poche centinaia di copie, né stabilire quante ne siano sopravvissute. Sappiamo però altro. La casa editrice ebbe un catalogo di appena quattordici libri. Il titolo è ufficialmente esaurito. Non è prevista una ristampa. Le apparizioni documentabili sul mercato antiquario sono sporadiche. Alcune vecchie copie risultano vendute. E quando il libro ricompare, può essere proposto a cifre molte volte superiori a quelle normali di un tascabile o di un saggio degli anni Novanta.

Più che di rarità assoluta parlerei quindi di forte rarità commerciale. Le copie esistono, naturalmente. Molte saranno nelle biblioteche o nelle raccolte private. Il problema è convincerle a uscirne.

 

Il fattore Battiato

C’è infine un elemento che potrebbe spiegare perché la domanda del libro non si esaurisca nel ristretto ambiente degli studiosi di GurdjieffFranco Battiato è diventato a sua volta un autore da collezione.

Attorno alla sua produzione non vengono ricercati soltanto dischi, prime stampe e pubblicazioni direttamente firmate dal musicista. Esiste un interesse crescente per tutto ciò che permette di ricostruire il suo universo culturale: libri letti, collaboratori, maestri, edizioni particolari e naturalmente i quattordici volumi della sua casa editrice. Da questo punto di vista Bagliori dell’anima è quasi un oggetto perfetto.

L’autore fu direttamente legato a Gurdjieff. Fu una figura importante nella formazione spirituale di Battiato. Il libro uscì dalla casa editrice fondata dallo stesso musicista. È il numero 11 di una serie brevissima e conclusa. Ed è oggi esaurito senza prospettive dichiarate di ristampa. Non stupisce quindi che qualcuno abbia cominciato a cercarlo non soltanto per leggerlo, ma per completare la piccola biblioteca ideale di Franco Battiato.

 

Una traccia arrivata fino alla musica

La storia del libro presenta anche una curiosa appendice. Nel 2001 il musicista milanese Stefano Scala pubblicò un CD intitolato proprio Bagliori dell’anima. La documentazione relativa al disco precisa esplicitamente che il titolo era stato preso dal libro di Thomasson pubblicato da L’Ottava di Battiato. Il lavoro musicale era costruito attorno al canto armonico, alle percussioni e a strumenti naturali, in un’atmosfera di ricerca interiore che dichiaratamente richiamava quella del libro. Una piccola sopravvivenza laterale del volume, quando ormai la sua circolazione libraria stava cominciando a rarefarsi.

 

 

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