"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Quando il medico prescriveva il vino: storia di un libro diventato di culto

 

Nel 2016 una copia si poteva trovare proposta a 7 euro. Nel giugno 2025 due esemplari sono stati venduti su eBay per circa 250 euro. Oggi, nell’ottobre 2026, cercando il libro sui principali canali italiani e internazionali dell’usato, non se ne trova una copia disponibile. In mezzo ci sono quasi cinquant’anni di cambiamenti nel modo di considerare il vino, la salute e perfino la medicina.

 

È la curiosa storia di Curarsi con il vino di Vittorio Fasola, medico e appassionato conoscitore di enologia, pubblicato da AMZ-Marietti nel 1977 e riproposto in una seconda edizione nel 1979. Un libro che ai suoi tempi voleva essere preso sul serio e che oggi è tornato alla ribalta per ragioni molto diverse.

 

A sinistra, la prima edizione 1977; a destra, la seconda edizione 1979

 

Quando il vino poteva essere anche una medicina

Il titolo completo non lascia molto spazio alle interpretazioni: Curarsi con il vino. Il vino può mantenerci in buona salute e contribuire alla guarigione di molti disturbi: un medico spiega come e perché. Bisogna però fare lo sforzo di tornare al 1977 e non giudicare il libro soltanto attraverso gli occhi di oggi. Erano gli anni della crescente attenzione per l’alimentazione, la medicina naturale, la dietetica e le terapie alternative. In questo clima il vino poteva essere considerato non soltanto una bevanda alcolica, ma anche un alimento e, entro certi limiti, un possibile ausilio per la salute.

Fasola non era un improvvisato guaritore. Era un medico, pediatra e medico di famiglia, e aveva contemporaneamente maturato una competenza nel settore enologico. Anni dopo sarebbe stato ricordato come un professionista molto conosciuto e apprezzato e come esperto di vino. Una ricostruzione della storia del Club Enologico Isontino, alla cui nascita Fasola fu legato, lo descrive come medico pediatra ed esperto di scienza dell’alimentazione, attento alla qualità del vino e alla moderazione nel consumo.

Anche la collocazione bibliografica originaria è significativa. Nel Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa del 1977, Curarsi con il vino viene registrato il 14 novembre nella sezione «Scienze – Scienze mediche, farmacologia». Non significa, naturalmente, che le tesi del volume ricevessero un’approvazione scientifica ufficiale, ma ci dice bene in quale contesto il libro veniva allora collocato. La prima edizione entrò anche nel circuito enologico e Fasola collaborò con pubblicazioni specializzate. Non si trattava dunque, almeno nelle intenzioni dell’autore, di un libro umoristico o provocatorio.

 

Una piccola farmacia dentro la cantina

La copertina della prima edizione del 1977 è già un piccolo manifesto dell’opera. Su fondo bordeaux compare un armadietto dei medicinali nel quale le bottiglie di vino convivono con i farmaci. Ancora più eloquente è la quarta di copertina. Il vino viene presentato come «un alimento molto nutriente e un eccellente aiuto per mille disturbi e malattie». Si parla di risultati ottenuti attraverso indagini di laboratorio e sperimentazione e vengono indicate possibili azioni sull’ansia e sul malumore, sulla circolazione, sulla digestione, sulla fatica fisica e psichica, sulle secrezioni biliari e sull’equilibrio del sistema nervoso.

Non manca neppure la promessa di indicare i vini più adatti «per favorire un felice incontro d’amore». Il prezzo stampato sulla quarta era di 1.500 lire. Ma il contenuto del volume è più articolato di quanto il titolo, oggi inevitabilmente curioso, possa far pensare. Fasola cerca di costruire un vero manuale medico-enologico, con una bibliografia, ricette di vini curativi, una tabella riassuntiva dei vini consigliati in determinate condizioni patologiche e un indice analitico dei vini e delle malattie.

La scheda internazionale AGRIS, alimentata in questo caso dalla National Agricultural Library statunitense, registra ancora il volume del 1977 sotto le materie «Therapeutic use» e «Wine» e conferma la presenza della bibliografia a pagina 138 e dell’indice. Non male!

 

Il successo e la seconda edizione del 1979

Due anni più tardi AMZ-Marietti torna sul libro. La seconda edizione, finita di stampare nel gennaio 1979, presenta una copertina completamente diversa: non più l’armadietto dei medicinali, ma un medico in camice bianco che alza un bicchiere di vino accanto a una donna.

È un cambiamento grafico interessante. Nel 1977 era il vino a entrare simbolicamente nella farmacia; nel 1979 è direttamente il medico a legittimare visivamente il bicchiere. La quarta di copertina contiene soprattutto un’affermazione importante:

«In questo volume, giunto alla seconda edizione dopo un lusinghiero successo…»

Quarte di copertina; a sinistra ed. del 1977; a destra ed del 1979.

È ovviamente una dichiarazione editoriale e non disponiamo dei dati di tiratura o di vendita. Ma almeno una cosa possiamo affermarla: Curarsi con il vino non passò inosservato alla sua uscita. L’editore ritenne opportuno riproporlo a distanza di appena due anni. Google Books registra infatti l’edizione AMZ-Marietti del 1979 come seconda edizione, di 143 pagine.

 

Quello che la medicina oggi vede diversamente

Quasi mezzo secolo dopo, naturalmente, il quadro è profondamente cambiato. Tuttavia, sarebbe ingiusto trasformare retrospettivamente Vittorio Fasola in una macchietta. Ma sarebbe altrettanto sbagliato riproporre oggi le indicazioni terapeutiche contenute nel libro come consigli sanitari validi.

Un approfondimento di Alessandra Biondi Bartolini, agronoma e divulgatrice scientifica specializzata nel settore viticolo ed enologico, pubblicato nel 2022 su Il Tascabile, ricostruisce la lunghissima storia dell’uso del vino come farmaco e arriva proprio a Curarsi con il vino come esempio recente della persistenza di questa concezione. La prospettiva contemporanea è molto diversa: anche consumi moderati non azzerano i rischi legati all’alcol. Il vino può essere piacere, cultura, tradizione e convivialità, ma non dovrebbe essere bevuto perché ritenuto una medicina. Ed è proprio questa distanza fra 1977 e 2026 a rendere oggi il libro tanto interessante come documento di storia del costume e della cultura medica.

 

Per molti anni costava pochissimo

La seconda storia di Curarsi con il vino comincia quando il libro diventa semplicemente un titolo fuori catalogo. Lo storico delle offerte registrate da Marelibrorum è eloquente. Nel 2006 una copia del 1979 veniva proposta a 28 euro. Nel 2008 altre due erano a 9 e 10 euro. Nel 2009 una prima edizione del 1977 costava 12 euro. Nel 2015 il 1979 era a 15 euro e nel 2016 una prima edizione del 1977 veniva offerta per appena 7 euro. Ancora nel 2018-2019 le richieste per la prima edizione oscillavano sostanzialmente fra 13 e 18 euro.

Poi compare un’autentica anomalia. Nel 2011 lo Studio Bibliografico Viglevanum, uno dei nomi più conosciuti del commercio librario antiquario italiano, registrò una copia del 1979 al prezzo sorprendente di 1.350 euro. La descrizione diceva semplicemente «Esemplare in buone condizioni». Nessuna dedica, provenienza o caratteristica speciale risultava dalla scheda conservata nello storico. Non sappiamo se si trattasse di un errore materiale, se l’esemplare possedesse caratteristiche non riportate o se quella fosse effettivamente la valutazione attribuita al volume. Non abbiamo neppure alcuna prova che sia stato venduto a quella cifra. Rimane una curiosa e inspiegata anomalia nella storia commerciale del libro.

 

Poi i prezzi cominciano davvero a salire

La situazione cambia radicalmente negli ultimi anni. Nel 2022 Maremagnum registrava già una prima edizione proposta a 87 euro. Ma sono soprattutto i dati delle vendite effettivamente concluse su eBay fra il 9 ottobre 2023 e l’8 ottobre 2026 a dimostrare che non si tratta più soltanto di valutazioni ottimistiche dei venditori. Nel periodo considerato risultano 22 vendite, con un prezzo medio di 88,22 euro e una fascia complessiva compresa fra 20,94 e 255,92 euro.

La prima edizione del 1977 sembra essere diventata la più ambita. Fra le vendite documentate troviamo esemplari a 95,24 euro, 103,47 euro, 123 euro, 153,75 euro e addirittura 249,86 euro. Un’altra copia, la cui edizione non era indicata chiaramente nel titolo dell’inserzione, è stata acquistata il 22 giugno 2025 per 255,92 euro.

Anche il 1979 ha però raggiunto cifre considerevoli: una copia è stata venduta per 102,22 euro nell’agosto 2026, mentre un esemplare con dedica autografa di Vittorio Fasola ha raggiunto 149,30 euro il 3 ottobre 2026. Questi non sono prezzi richiesti: sono vendite concluse.

 

Un libro non rarissimo nelle biblioteche, ma oggi poco trovabile sul mercato

Anche qui occorre distinguere. Non abbiamo elementi per definire Curarsi con il vino una rarità bibliografica in senso assoluto, né conosciamo le tirature. La prima edizione del 1977 risulta presente in circa 25 biblioteche aderenti a SBN, mentre quella del 1979 compare in una decina. Una copia del 1977, per esempio, è censita presso la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia.

Diversa è invece la situazione commerciale. Al momento della nostra verifica, nell’ottobre 2026, non risulta disponibile alcuna copia delle due edizioni su ViaLibri, eBay, Comprovendolibri, Vinted, Delcampe e Libraccio. Sul web rimangono vecchie schede di vendita, ma le copie risultano esaurite. È il caso, per esempio, di un 1979 precedentemente offerto a 40 euro.

Possiamo quindi evitare l’abusato aggettivo “rarissimo”, ma affermare qualcosa di più preciso: Curarsi con il vino è attualmente un libro di difficile reperibilità sul mercato. Ed è notevole pensando che soltanto dieci anni fa una copia della prima edizione veniva proposta a sette euro.

 

La terza vita: da manuale medico a libro di culto

Cosa è successo? Una risposta definitiva non c’è, ma negli stessi anni in cui le quotazioni cominciano a salire il libro acquista una nuova e curiosa visibilità. Il musicista e collezionista Auroro Borealo, ideatore del progetto Libri Brutti, lo ha indicato come uno dei titoli prediletti della propria raccolta, definendolo «mitologico», «rarissimo e molto ricercato» e raccontando di averlo inseguito per anni prima di riuscire a trovarne una copia.

Nel 2023 la Repubblica, raccontando la collezione di Borealo, sceglie proprio Curarsi con il vino come libro rappresentativo degli anni Settanta. Curiosamente l’articolo gli attribuisce 300 pagine, mentre il volume ne conta circa 143-144.

Nel settembre 2024 arriva persino a Festivaletteratura di Mantova. Nella classifica dedicata da Borealo alla categoria «Salute e benessere», davanti a titoli improbabili come La mia amica ulcera, Muoviti, anziano e Curarsi con la candeggina?, al primo posto compare proprio Curarsi con il vino. Festivaletteratura osserva inoltre che alcuni di questi libri sono diventati titoli di culto, difficili da reperire e talvolta costosi.

Il volume è diventato anche protagonista di un’intera puntata del Libri Brutti Podcast. Non è possibile dimostrare che questa nuova notorietà abbia provocato direttamente l’aumento delle quotazioni. La coincidenza temporale, però, è certamente degna di essere osservata: mentre il libro entra nella cultura popolare del collezionismo bizzarro, le copie disponibili diminuiscono e i prezzi realizzati aumentano.

 

E nel 2026 torna perfino fra i medici

La parabola si chiude quasi perfettamente il 6 ottobre 2026. L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Forlì-Cesena rilancia sul proprio sito un articolo proveniente da Il Cacofonico dal titolo: C’era una volta: curarsi con il vino.

È importante precisarlo: non si tratta di uno studio scientifico dell’Ordine né di una rivalutazione delle terapie di Fasola. È una segnalazione ripresa da un’altra fonte. Ma è comunque curioso che, quasi cinquant’anni dopo, Curarsi con il vino sia tornato proprio sul sito di un Ordine professionale medico. Il testo ricorda Vittorio Fasola, pediatra friulano e autorevole conoscitore di enologia, e alcune delle indicazioni contenute nel volume: Merlot o Cabernet contro ansia e tachicardia e, soprattutto, la singolare tabella che associava a malattie e sintomi determinati vini, indicando persino la quantità in bicchieri al giorno. Lo stesso articolo definisce il libro «ormai introvabile».La nostra ricerca sul mercato, effettuata indipendentemente, sembra per il momento dargli ragione.

 

 

Un libro sopravvissuto alle proprie teorie

Ed è forse questo il vero fascino di Curarsi con il vino. Nel 1977 veniva acquistato perché un medico spiegava come il vino potesse contribuire al benessere e alla cura di numerosi disturbi. Nel 2026 viene ricercato anche perché quelle stesse convinzioni appartengono ormai a un’altra stagione della medicina. Il libro è sopravvissuto al progressivo ridimensionamento scientifico della propria tesi centrale.

Prima manuale divulgativo, poi comune libro usato da pochi euro, infine oggetto di culto, protagonista di podcast e articoli, inseguito dai collezionisti e capace di raggiungere su eBay quotazioni intorno ai 250 euro. E forse è proprio questa trasformazione a spiegare perché oggi sia così difficile trovarlo.

Il vino non è diventato la medicina promessa dal titolo. Il libro, invece, con il passare degli anni sembra aver trovato una seconda giovinezza.

 

 

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