Father fucker di Shungiku Uchida: un Marsilio ipervalutato
Titolo: Father fucker. Autrice: Shungiku Uchida. Curatrice: Maria Gioia Vienna. Editore: Marsilio. Luogo di pubblicazione: Venezia. Anno: 2003. Collana: Farfalle; 83. Descrizione fisica: 159 pagine, 21 centimetri.
Un libro che oggi si vende fino a 150 euro
Su Vialibri, il principale motore di ricerca internazionale per libri rari e usati, compaiono attualmente solo quattro copie di Father fucker nell’edizione Marsilio del 2003. I prezzi richiesti oscillano fra 89 e 150 euro. Per un volume pubblicato ventitré anni fa, di formato medio e senza illustrazioni particolari, si tratta di una quotazione molto alta. La domanda è inevitabile: perché un libro apparentemente così “normale” è diventato così raro e costoso?
Shungiku Uchida e il caso giapponese
Shungiku Uchida, nata nel 1959 a Nagasaki, è una delle figure più iconoclastiche della cultura giapponese contemporanea. È stata mangaka, romanziera, saggista, attrice e cantante. Il suo nome è legato a opere che hanno volutamente sfidato i tabù sociali, in particolare quelli legati alla famiglia, alla sessualità femminile, alla maternità e al potere patriarcale.
Nel 1993 pubblicò in Giappone il romanzo autobiografico Fatherfucker (ファザーファッカー, Fazāfakkā), un testo che divenne immediatamente controverso. Il libro racconta in forma romanzata la sua esperienza di abusi sessuali subiti da bambina e adolescente da parte del patrigno, con la complicità passiva della madre. Uchida descrive senza filtri la violenza, la fuga da casa, la precarietà, la sessualità precoce e la ricerca di una libertà faticosa.
Il romanzo vendette circa 300.000 copie in Giappone, ebbe diciotto ristampe in pochi mesi e nel 1995 fu trasposto in un film dal titolo The Girl of Silence. Il titolo stesso, volutamente provocatorio, divenne un simbolo della rottura del silenzio sugli abusi intrafamiliari.
In Germania il libro fu tradotto nel 1994 con un titolo molto più attenuato, Wenn der Morgen kommt, werde ich traurig (“Quando verrà il mattino, sarò triste”), pubblicato prima da Hoffmann und Campe e poi da Rowohlt. La scelta di smussare il titolo originale dice molto della difficoltà di accogliere un testo così esplicito in contesti editoriali diversi.
L’edizione italiana Marsilio del 2003
L’edizione Marsilio del 2003 è la prima e unica traduzione italiana del romanzo. La curatela è affidata a Maria Gioia Vienna, traduttrice e studiosa di letteratura giapponese. Il volume entra nella collana Farfalle, una serie Marsilio dedicata a narrativa breve, testi intensi, spesso con una forte componente psicologica o esistenziale.
Non esistono, a oggi, altre edizioni italiane del libro. Non ci sono ristampe Marsilio successive, né edizioni economiche, né riedizioni in altri marchi del gruppo editoriale. L’assenza di ristampe è un elemento decisivo per comprendere la rarità attuale.
Perché è diventato raro
La scarsità di copie sul mercato non è casuale. Diversi fattori concorrono a spiegare la situazione.
La collana Farfalle non era una collana di grande diffusione commerciale. I titoli erano spesso proposti a un pubblico specializzato, interessato a letteratura straniera, testi forti, opere di nicchia. È plausibile che la tiratura iniziale non fosse elevata.
A differenza di altri titoli Marsilio della stessa collana, Father fucker non sembra essere stato ristampato. L’assenza di nuove tirature ha progressivamente ridotto il numero di copie disponibili sul mercato dell’usato.
Il titolo stesso, Father fucker, è volutamente scandaloso. Il contenuto, basato su abusi sessuali intrafamiliari, rende il libro poco “commerciale” per certi circuiti. Molti lettori possono averlo acquistato per curiosità e poi non conservato, o averlo prestato e perso. La combinazione di tema forte e formato “da lettura” ha favorito la dispersione delle copie.
Negli ultimi anni c’è stata una crescente attenzione internazionale per le autrici giapponesi che hanno trattato temi di violenza di genere, abusi e sessualità femminile. Uchida è citata in studi accademici come esempio di scrittrice che ha infranto il silenzio sulla violenza domestica. Questo ha aumentato l’interesse retrospettivo per il suo romanzo più noto.
La presenza su Vialibri di poche copie a prezzi elevati crea un circolo vizioso: i collezionisti vedono la scarsità, i venditori alzano i prezzi, la percezione di rarità si rafforza. Il libro diventa così un oggetto da “caccia”, non più solo un testo da leggere.
Il contenuto: un romanzo di formazione traumatico
Father fucker non è un libro facile. È un romanzo di formazione basato su una storia reale di abusi, fuga, sopravvivenza e ricerca di identità. La protagonista, Shizuko, è una versione romanzata dell’autrice stessa. Il libro alterna momenti di violenza estrema a riflessioni sulla libertà, sulla sessualità, sulla scrittura come strumento di liberazione.
Uchida non cerca la pietà del lettore. Il suo tono è spesso distaccato, ironico, a volte cinico. La scrittura è diretta, senza abbellimenti, e questo rende il testo ancora più disturbante. Non c’è redenzione facile, né consolazione. C’è soltanto la testimonianza di una vita spezzata e ricostruita con fatica.
Per questo motivo il libro non è adatto a tutti. È un testo che lascia il segno, ma che può anche risultare insopportabile per chi non è preparato ad affrontare certi temi.
Recensioni e commenti
Le recensioni italiane del 2003 sono poche, ma significative. Il libro fu notato per il suo coraggio tematico e per la qualità della traduzione. Maria Gioia Vienna riuscì a mantenere la forza del testo originale senza cadere in eccessi o moralismi.
Un blog specializzato in cultura giapponese, NipPop, ha recentemente riproposto il libro come “un romanzo di formazione dai toni autobiografici, una storia di abusi e violenza, ma anche di libertà e ribellione di fronte alle menzogne che spesso ci raccontano o che raccontiamo a noi stessi”.
Su Goodreads le recensioni sono poche, ma tutte concordano sul carattere potente e disturbante del libro. Alcuni lettori lo definiscono “indimenticabile”, altri “troppo duro”.
Valutazione per il collezionista
Una copia dell’edizione Marsilio 2003 in ottime condizioni, con la copertina originale integra e senza segni di lettura, può oggi valere fra 80 e 120 euro. Una copia realmente nuova, mai letta, con sovraccoperta (se presente) e senza difetti, può raggiungere i 150 euro richiesti da alcuni venditori su Vialibri.
I prezzi superiori a 150 euro appaiono al momento speculativi, non sostenuti da una domanda realmente consolidata. È probabile che, con il tempo, il valore possa aumentare se il libro continuerà a essere citato in studi accademici o se ci sarà una nuova attenzione per Uchida in Italia.
Per il collezionista, la copia ideale è quella con copertina originale integra, senza strappi o scolorimenti, interno pulito, senza sottolineature o timbri, eventuale dedica dell’autrice o della curatrice (estremamente rara), provenienza documentata (biblioteca privata, collezione specializzata).
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)
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