"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Il mio Ferrari: memorie di una signora della formula 1, di Fiamma Breschi (Milano, Mursia, 1998).

 

Rarissimo e ricercato libro di memorie – mai più ristampato – di Fiamma Breschi. Nata a Firenze il 24 aprile del 1934 dove si è spenta il 20 novembre 2015. Aveva conosciuto il pilota romano Luigi Musso quando lei aveva diciassette anni e ne rimase affascinata. Lui era già sposato; la loro unione fu uno scandalo a quel tempo, perché lui lasciò moglie e figlia. Dopo la morte di Musso si dice che fosse stata amata anche dallo stesso Enzo Ferrari, di cui divenne consigliera per molti anni. [da: “Un ricordo di Fiamma Breschi, per trent’anni ombra di Enzo Ferrari“, di Fabio Avossa; www.italiaonroad.it/]

Una copia de Il mio Ferrari di Fiamma Breschi è stata venduta su eBay a luglio 2022 per 120 €.

 

L’unicità del libro

Il libro “Il mio Ferrari” è una testimonianza unica nel mondo del motorsport, in cui a raccontare le gesta dei piloti più famosi del dopoguerra è una donna. Fiamma Breschi, compagna del pilota Luigi Musso, mette ordine nei suoi ricordi e ci regala una visione particolare dei protagonisti di una saga indimenticabile.

Il romanzo inizia con una dolce e romantica storia d’amore tra Fiamma e Luigi, che condividevano la passione per le corse automobilistiche. La Breschi segue il suo compagno in tutte le gare del mondo, dagli Stati Uniti al circuito di Monaco, dalla Maserati alla Ferrari.

Ma la vita in Ferrari non è facile: la rivalità tra i piloti della scuderia è molto agguerrita e le pressioni per vincere sono enormi. La Breschi non esita a svelare i retroscena poco edificanti del mondo delle corse, denunciando la freddezza e l’indifferenza di Enzo Ferrari verso i propri collaudatori e il duro confronto interno tra i piloti.

Il libro è anche un’occasione per scoprire il vero Enzo Ferrari, descritto dalla Breschi come una persona dozzinale e con modi poco eleganti. Tuttavia, la scrittrice fa ammenda affermando di aver appreso molto da lui, non tanto per quello che le ha detto ma per quello che le ha fatto vedere.

In “Il mio Ferrari” ci sono anche aneddoti divertenti e curiosità sulle automobili delle corse, come l’episodio in cui il pilota Musso ed altri quattro complici spostano l’auto di Fangio nel parcheggio dell’albergo, con tanto di scritta “in vendita” sul parabrezza.

Il libro, pubblicato nel 1998 e edito dalla casa editrice Ugo Mursia, conta 110 pagine ed è stato scritto dalla stessa Fiamma Breschi, la quale è stata un tempo consulente personale di Enzo Ferrari.

 

Un libro diventato documento

A distanza di anni dalla pubblicazione, Il mio Ferrari appare forse ancora più interessante di quanto potesse sembrare nel 1998. Non è soltanto un libro di memorie legato alla Ferrari e alla Formula 1, ma la testimonianza diretta di una donna che ebbe accesso a un ambiente quasi interamente maschile e che vi entrò non come semplice spettatrice. Fiamma Breschi fu compagna di Luigi Musso, ma dopo la morte del pilota rimase per decenni vicina a Enzo Ferrari, diventandone confidente e interlocutrice. Le oltre 150 lettere scambiate con Ferrari, rese pubbliche in occasione dell’asta del suo archivio personale nel 2017, mostrano quanto questo rapporto fosse stretto e protratto nel tempo.

La Breschi non frequentava Maranello soltanto per ragioni sentimentali o mondane. Ferrari si serviva anche del suo giudizio: la mandava a osservare piloti, ascoltava le sue impressioni, discuteva con lei automobili, colori e scelte della casa. Le viene attribuito anche un ruolo nella scelta del celebre Giallo Fly, ispirato a un suo tailleur. È quindi una testimone interna, ma nello stesso tempo abbastanza estranea alla struttura aziendale da conservarne una visione personale e talvolta assai poco indulgente.

Proprio questa natura memorialistica impone tuttavia una precauzione. Il mio Ferrari non va letto come una cronaca infallibile degli avvenimenti. Alcuni studiosi e appassionati hanno rilevato nel testo errori di date, vetture, incarichi e circostanze sportive: tra gli esempi segnalati figurano attribuzioni inesatte riguardanti Alberto Ascari, Stirling Moss, Clay Regazzoni e alcuni dirigenti Ferrari. Sono imprecisioni che non annullano il valore della testimonianza, ma aiutano a definirne meglio la natura: è innanzitutto un libro di ricordi, scritto quarant’anni dopo molti degli avvenimenti narrati.

 

L’archivio di Fiamma Breschi

Dopo la morte della Breschi, avvenuta nel 2015, una parte consistente dei suoi ricordi personali venne dispersa sul mercato. Nel maggio 2017 Maison Bibelot mise all’asta a Firenze circa 380 lotti provenienti dalla sua raccolta: lettere di Enzo Ferrari, fotografie, documenti, oggetti appartenuti a Luigi Musso, automobilia e altri cimeli accumulati nel corso di una vita trascorsa accanto al mondo delle corse.

Fra quei materiali comparve anche qualcosa di straordinariamente interessante per il bibliofilo: il manoscritto originale di Il mio Ferrari con le correzioni autografe dell’autrice. Maison Bibelot lo presentò con una stima di 100-120 euro e risulta venduto. Il libro pubblicato da Mursia acquista così anche un piccolo retroterra archivistico oggi documentabile: esisteva ancora, almeno nel 2017, il materiale di lavoro utilizzato dalla Breschi per arrivare al testo definitivo.

Curiosamente, l’asta non ottenne complessivamente il successo che ci si sarebbe potuti aspettare. Ruoteclassiche parlò addirittura di una “svendita”: molti dei 388 lotti trovarono pochi contendenti e furono aggiudicati a prezzi modesti. È un precedente interessante, perché dimostra ancora una volta quanto il valore storico di un oggetto e il suo valore commerciale possano seguire strade completamente diverse.

 

Un libro che il mercato ha riscoperto

Nel marzo 2023 avevamo segnalato su Cacciatore di libri una copia venduta su eBay nel luglio 2022 per 120 euro. Oggi possiamo aggiungere un elemento interessante: nei feedback di un venditore eBay risultano almeno due ulteriori acquisti verificati, nell’ultimo anno, di copie descritte come “IL MIO FERRARI – FIAMMA BRESCHI – MURSIA – PRIMA ED UNICA EDIZIONE – 1998”.

Sul mercato compare inoltre attualmente una copia con dedica autografa proposta a circa 450 euro (settembre 2026). Anche qui, naturalmente, siamo davanti a un prezzo richiesto e non a una vendita conclusa: la presenza dell’autografo rende inoltre quell’esemplare non confrontabile con una normale copia.

Il dato più significativo è un altro. Il mio Ferrari continua a circolare poco, ma continua a essere cercato. La mancata ristampa ha lasciato come unica possibilità per chi voglia possederlo l’edizione Mursia del 1998. In questo caso, dunque, “prima edizione” ed “edizione disponibile” finiscono sostanzialmente per coincidere, e ogni copia che entra sul mercato si rivolge contemporaneamente agli appassionati di libri, ai collezionisti Ferrari e a quelli di automobilia.

 

Il punto di vista del Cacciatore di libri

È proprio l’incrocio fra questi diversi collezionismi a rendere Il mio Ferrari un caso particolarmente interessante. Non abbiamo soltanto un libro fuori catalogo: abbiamo un volume relativamente breve, mai diventato un bestseller, scritto da una testimone diretta e difficilmente sostituibile, dedicato a uno dei marchi italiani più collezionati al mondo e a personaggi entrati nella storia dell’automobilismo.

C’è poi un particolare che, con il passare degli anni, acquista peso. Fiamma Breschi non era una scrittrice professionista che aveva scelto Ferrari come argomento: era una parte di quella storia che, a un certo punto, decise di raccontarla. Non esiste quindi una sua vasta bibliografia dalla quale scegliere, né una serie di libri successivi che abbia diluito l’interesse di questo titolo.

Questo non significa che qualsiasi prezzo richiesto sia giustificato. I 120 euro della vendita del 2022 costituiscono un dato concreto; i 450 euro richiesti oggi per una copia autografata appartengono invece a un’altra categoria. Come sempre, una copia offerta a un certo prezzo non stabilisce da sola il valore di mercato di un libro. Ma nel caso di Il mio Ferrari la rarità commerciale sembra accompagnarsi a qualcosa di più sostanziale: l’irripetibilità della testimonianza. Ed è forse questo, più ancora della Ferrari stampata sulla copertina, che continua a riportare i collezionisti sulle tracce di questo piccolo volume Mursia del 1998.

 

 

Disponibilità del libro (sempre aggiornato)

 

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