Il 9 ottobre 2025 è venuta a mancare Donatella Ziliotto, classe 1932. Di questa figura centrale – se non unica – dell’editoria per ragazzi in Italia si ricorda, giustamente, l’operato a tutto tondo (scrittrice, curatrice, traduttrice). Mi si conceda tuttavia un ricordo personale, un debito da onorare, che non sarà mai propriamente estinto. Come ripagare infatti il piacere e l’emozione provati da bambino leggendo i suoi adattamenti di Hawthorne, Irving, Poe, Wells, M. R. James, Maupassant, Conan Doyle, W. F. Harvey e Saki per l’antologia Paura! Racconti col brivido (Trieste, EL, 1987)? E cosa dire dello straordinario Manuale del cacciatore di fantasmi (Firenze, Salani, 1988), allestito assieme a Francesca Lazzarato (1947), degno di stare accanto agli equivalenti angloamericani senza sfigurare affatto? È in tale libro che per la prima volta, grazie ad alcuni evocativi estratti, mi sono imbattuto nella scrittura di Dickens e Le Fanu. Paura! mi fu comprato da mia madre presso la Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, il Manuale da mio padre alla Libreria Senese in Via di Città a Siena. All’interno della fortunata collana Gl’Istrici, lanciata da Ziliotto nel 1987, fu proposto ai giovani lettori italiani Il fantasma di Thomas Kempe (Firenze, Salani, 1988), traduzione, firmata dalla stessa Lazzarato e da Lorenza Manzi, di un’avvincente storia di poltergeist pubblicata nel 1973 da Penelope Lively. D’estate ne trovai una copia in un’edicola-libreria-bazar di Marina di Grosseto. Grazie a lei, Signora Ziliotto (e grazie anche alla Signora Lazzarato), il – mio – biennio 1987-88 fu senz’altro memorabile.
Fabrizio Foni
