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Un libro chiave del fascismo corporativo

 

Intellettuali e fascismo. Dieci anni di sindacalismo fascista tra professionisti ed artisti è un saggio di Giacomo Di Giacomo pubblicato dalla Libreria del Littorio a Roma nel 1931, con una seconda edizione ampliata uscita nel 1932. Si tratta di un testo cardine per la storia delle corporazioni fasciste e del rapporto tra intellettuali, professioni liberali e regime mussoliniano, spesso citato nella storiografica contemporanea come fonte primaria sui sindacati fascisti dei professionisti.

Di Giacomo offre un quadro sintetico ma articolato dell’evoluzione del “sindacalismo fascista” nel decennio 1921‑1931, con un’attenzione specifica alle corporazioni degli intellettuali e delle professioni (medici, avvocati, ingegneri, artisti, giornalisti ecc.). Il focus è sull’organizzazione fascista degli “intellettuali” in seno alla Confederazione nazionale dei sindacati dei professionisti, di cui lo stesso Di Giacomo è esponente, sottolineando come il fascismo tenda a nazionalizzare e disciplinare il lavoro intellettuale, affiancando all’azione politica e sindacale una ideologia di “corporativismo etico”.

Il testo è interessante anche per la lettera introduttiva di Giuseppe Bottai, che ne legittima l’impostazione ideologica e la qualifica come contributo alla costruzione della “nuova” professionalità fascista. Per la storiografia, la sua importanza risiede nel punto di vista prossimo al regime, che permette di leggere, in modo trasparente, la retorica del fascismo nei confronti delle professioni intellettuali, oltre che di ricostruire la dialettica interna alle corporazioni fasciste.

Giacomo Di Giacomo era un giurista e dirigente sindacale fascista, attivo nel mondo delle corporazioni degli intellettuali. È noto in storiografia come esponente di rilievo della Confederazione nazionale dei sindacati dei professionisti, e figura più volte in studi specialistici su fascismo, professioni e corporazioni. Il suo nome ricorre in lavori come “I intellettuali e il fascismo negli anni Trenta” (Editori Riuniti, 1983) e in saggi su corporazioni e professioni liberali, dove il volume del 1931 è citato come fonte chiave.

La Libreria del Littorio è una casa editrice romana strettamente legata al regime fascista, attiva nel primo Novecento e nel periodo ventennale. È famosa soprattutto per la “Libreria del Pellegrino” e per la “Biblioteca del Littorio”, collana che ospita testi di propaganda ideologica e di formazione politica fascista. Il libro di Di Giacomo rientra pienamente in questo contesto editoriale, offrendo una narrazione ufficiale e autorizzata del rapporto tra fascismo e professioni intellettuali.

Prima edizione: Roma, Libreria del Littorio, 1931, con l’aggiunta di “dieci anni di sindacalismo fascista tra professionisti ed artisti”.

Seconda edizione: Roma, Libreria del Littorio, 1932, ampliata, come indicato nelle schede bibliografiche.

Non sono state reperite (a marzo 2026) ristampe recenti: Non esistono edizioni moderne note di questo volume; non è presente alcuna ristampa. La collocazione del testo in cataloghi universitari e in biblioteche specializzate (es. BDL Servizirl, WorldCat) è limitata, e la presenza di copie in rete disponibili per la vendita è molto scarsa.

La prima edizione del 1931 è oggi molto rara, e la sua presenza in rete è limitata. Le schede bibliografiche indicano che il volume è presente solo in alcune biblioteche specializzate (Servizio studi legislativi, biblioteche accademiche), ma non in rete commerciale ufficiale. La scarsità di riferimenti di prezzo o di offerte su AbeBooks o eBay suggerisce che la vera prima edizione sia particolarmente rara, con valore collezionistico quantificabile in circa un centinaio di euro o più.

Per un collezionista di fascismo e storiografia contemporanea, Intellettuali e fascismo rappresenta un pezzo di notevole interesse, date le sue referenze storiografiche e la sua posizione unica nel panorama delle corporazioni fasciste. La prima edizione del 1931 è da considerare rara e ricercata, e la sua assenza di riferimenti di mercato indica che le offerte occasionali sono sporadiche e valutate caso per caso.

 

 

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