Il tempo libero costa caro: un Laterza diventato difficile da trovare
Alain Corbin (a cura di), L’invenzione del tempo libero, 1850-1960, Roma-Bari, Laterza, 1996, 455 pp., 12 carte di tavole, ill., 25 cm, collana “Grandi opere”, ISBN 88-420-5048-2. Traduzione italiana dell’opera collettiva francese L’Avènement des loisirs, 1850-1960, pubblicata da Aubier nel 1995.
Trent’anni fa costava quanto un normale volume di saggistica di fascia alta. Oggi L’invenzione del tempo libero, 1850-1960, pubblicato da Laterza nel 1996, presenta una situazione piuttosto curiosa: poche copie disponibili e prezzi che possono andare da poche decine di euro fino a superare i cento.
Al momento della nostra ricerca (settembre 2026) una copia viene proposta su Amazon a oltre 120 euro, mentre su eBay se ne incontrano due, rispettivamente attorno ai 24 e ai 55 euro. Anche lo storico delle offerte racconta un mercato irregolare: dal 2004 su Maremagnum sono transitate circa dieci copie, con richieste comprese fra 17 e 120 euro e una fascia ricorrente attorno ai 30-40 euro. Una scheda tuttora indicizzata registra, per esempio, un esemplare in ottimo stato offerto a 95 euro.
Non siamo quindi davanti a una quotazione stabile. Siamo piuttosto davanti a un libro che compare poco e che, quando compare, viene valutato dai venditori in maniera molto diversa.
Il tempo libero ha una storia
L’idea alla base del libro è meno ovvia di quanto sembri. Il “tempo libero”, così come lo intendiamo oggi, non sarebbe sempre esistito. È soprattutto con l’affermarsi del lavoro industriale, rigidamente organizzato e misurato, che si crea una separazione sempre più netta fra il tempo destinato al lavoro e quello sottratto ad esso. Da questa trasformazione nascono progressivamente le moderne forme dello svago.
Il volume segue il fenomeno dal 1850 al 1960, passando dalle escursioni in montagna alle vacanze al mare, dal tennis delle classi agiate al calcio di massa, dal café-concert al cinema, dal giardinaggio al bricolage, dalla lettura al turismo popolare organizzato. Non si tratta semplicemente di una storia delle vacanze. Attraverso gli svaghi vengono osservati i cambiamenti del rapporto con il lavoro, il corpo, lo sport, il viaggio, la natura e perfino con la misurazione del tempo.
Una recensione apparsa nel 1996 su L’Homme et la Société sottolineava proprio questo aspetto: l’obiettivo degli autori non era tanto ricostruire le lotte per ottenere più tempo libero, quanto raccontare come quel nuovo tempo venne utilizzato e come contribuì alla nascita della società occidentale dei consumi e dei loisirs di massa.
Alain Corbin e la storia delle cose apparentemente secondarie
A curare il volume è Alain Corbin, nato nel 1936, professore alla Sorbonne e uno degli storici francesi più originali della sua generazione. La sua specialità è stata proprio trasformare in oggetti di ricerca storica aspetti della vita che per molto tempo erano sembrati troppo quotidiani per interessare gli storici: gli odori, il silenzio, il paesaggio sonoro, il desiderio della spiaggia, la sessualità, la percezione del clima e naturalmente il tempo libero. Per questo viene spesso definito “storico del sensibile”.
L’invenzione del tempo libero è un’opera collettiva, ma non una semplice raccolta di contributi indipendenti. Accanto a Corbin figurano studiosi come Julia Csergo, Jean-Claude Farcy, Roy Porter, André Rauch, Anne-Marie Thiesse, Gabriella Turnaturi e Georges Vigarello. Una recensione dell’edizione francese osservava proprio come, nonostante la pluralità degli autori, il volume mantenesse una notevole unità di impostazione, rafforzata dagli interventi introduttivi dello stesso Corbin. È probabilmente uno dei motivi per cui il libro continua a comparire nelle bibliografie dedicate alla storia sociale del turismo, dello sport e delle pratiche ricreative.
Dalla Francia alla collana Grandi opere di Laterza
L’originale francese uscì nel 1995 con il titolo L’Avènement des loisirs, 1850-1960, pubblicato da Aubier. L’edizione italiana arrivò già l’anno successivo per Laterza, nella collana Grandi opere. Non era un’edizione economica: 455 pagine, dodici carte di tavole, illustrazioni, formato di 25 centimetri, con traduzioni affidate a diversi collaboratori, fra cui Annalisa e Giampiero Cara. ISBN 88-420-5048-2.
Anche l’oggetto libro ha quindi una certa consistenza. Una copia descritta sul mercato antiquario presenta legatura editoriale in tela e sovraccoperta, particolare da tenere presente nella valutazione: un esemplare completo della sovraccoperta e in buone condizioni dovrebbe essere preferibile, a parità di prezzo, a uno che ne sia privo. L’edizione francese, peraltro, ha continuato ad avere una circolazione maggiore e ha conosciuto anche successive edizioni. È soprattutto la specifica edizione italiana Laterza a essere diventata poco comune.
Vale davvero 120 euro?
Qui i numeri raccontano bene il problema. Se in oltre vent’anni su Maremagnum sono apparse circa dieci copie, L’invenzione del tempo libero non può essere considerato un titolo abbondante sul mercato italiano. Ma la forbice fra 17 e 120 euro dimostra anche che non esiste una quotazione antiquaria consolidata di 100 o 120 euro.
La presenza attuale di esemplari a circa 24 e 55 euro rende ancora più evidente la situazione. Centoventi euro sono una richiesta del venditore, non il valore dimostrato del libro. La fascia storica dei 30-40 euro appare molto più indicativa del normale mercato dell’usato, mentre le richieste di 90-120 euro sembrano riflettere soprattutto la scarsità momentanea di copie. Il volume possiede però alcune caratteristiche favorevoli: è fuori dal normale circuito librario, l’edizione italiana compare con poca frequenza, l’autore conserva un’importante reputazione accademica e il tema continua a interessare discipline diverse, dalla storia sociale agli studi sul turismo e sullo sport. Per il cacciatore di libri la definizione più prudente è quindi quella di volume non comune e di reperibilità discontinua, con prezzi fortemente condizionati dalla disponibilità del momento.
E forse il dato più significativo non è la copia da 120 euro. È quella da 24. Perché dimostra che, almeno per ora, chi lo cerca deve avere più pazienza che denaro.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)
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ALAIN CORBIN - L'INVENZIONE DEL TEMPO LIBERO 1850-1960 - LATERZA, 1996
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