"Se un libro scompare, magari vuole solo essere lasciato in pace"

Tra il serio e il faceto, però…

Quando i non-bibliofili riescono davvero a infastidirci

A tutti gli amanti dei libri (bibliofili, collezionisti, cacciatori di libri) sarà capitata qualcuna delle seguenti situazioni, nelle quali la persona (non appartenente a un sesso specifico) ci infastidisce con annotazioni, commenti o allusioni che riguardano il nostro personale rapporto coi libri.

Frasi apparentemente innocenti o comunque solo interlocutorie, possono davvero essere recepite in maniera vessatoria. Perché, diciamocela tutta, in tutti noi amanti dei libri c’è un sottile, sopito ma sempre presente, senso di colpa. Sì, perché siamo perfettamente consapevoli che il comune mortale ci vede come esseri infelici, in preda a un virus che non ci dà scampo, o addirittura come drogati senza possibilità di cura.

Pertanto, quando ci viene fatta sentire sulla pelle questa “differenza”, ecco che il lato permaloso e suscettibile di noi può facilmente prendere il sopravvento e scatenare liti furibonde che – ovviamente – lasciano allibita la controparte e ancora di più convinta che – sotto l’influsso dei libri – siamo davvero delle brutte bestie!

Beh, siete avvertiti! Ecco quindi  le 5 frasi da non pronunciare mai al cospetto di un vero amante dei libri:

Accidenti, ma quanti libri hai?

Il numero dei libri posseduti dal bibliofilo è di un ordine di grandezza impensabile per il comune mortale; ma siccome noi non stiamo a valutare nella “controparte” il numero di scarpe o di borsette contenute nell’armadio, o di sigarette fumate, o di cioccolatini mangiati, gradiremmo che la stessa delicatezza fosse riservata anche a noi.

Una curiosità, ma quanto spendi per libri?

Situazione delicatissima. Fare i conti in tasca su un bene necessario come i libri equivale davvero a esporsi a risposte poco gradevoli. Anche le sigarette, o gli accessori per l’auto sempre nuovi, o le cene al ristorante tre volte alla settimana o l’abbonamento alla squadra del cuore fanno spendere tanti soldini.

Me lo presti questo libro?

No, signori. Lo volete capire una volta per tutte? I libri non si prestano mai. Non sono penne od occhiali. Il libro, specialmente certi libri, hanno una storia dietro. Frutto di acquisizioni spesso difficilissime, se non irripetibili, contatti privilegiati, acquisti fortunatissimi. Prestereste il vostro gatto, il cagnolino o vostro figlio a qualcuno?

Scusa, ma adesso non vorrai entrare in quella libreria?

Scusate, io non vi fermo nel momento in cui state per entrare in una pasticceria, o in un negozio di scarpe o dal tabaccaio. Voi non osate dirmi “se” devo o non devo entrare in una libreria che si è materializzata per incanto in una viuzza. Mettetevi l’anima in pace, fatevi un giretto, l’amante o quant’altro. Adesso io devo entrare in quella libreria. Senza se e senza ma. Punto.

Domani ci vediamo o devi leggere un libro?

Allora, caro bello o bella, se domani ci vediamo o no dipende anche dalle parole che stai usando adesso. Leggere un libro non è un passatempo per perditempo. Ma una magnifica ossessione che arricchisce la mia giornata. Se per te è un fastidio anche solo il pensiero che io stia in casa a leggere, ho l’impressione che in futuro leggerò sempre di più.

 

 

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