Anche i bibliofili hanno bisogno dei profumi
Ci sono libri che si limitano a elencare note, piramidi e concentrazioni, e libri che cercano di raccontare cosa succede davvero quando un profumo incontra chi lo indossa. “Le immagini del profumo” di Matteo Fumagalli, pubblicato da L’Ippocampo nel 2026, appartiene alla seconda categoria: un volume illustrato che tenta di tradurre in scene e atmosfere quello che normalmente resta confinato in schede tecniche e descrizioni da e-commerce.
Matteo Fumagalli è uno dei divulgatori più riconoscibili della nuova generazione: youtuber, responsabile della comunicazione per L’Ippocampo e docente di storia del cinema e del video alla NABA di Milano, con un passato da filmmaker e critico cinematografico. Ha già firmato un saggio sul “trash” culturale (Travolti dal trash nell’immenso mare del brutto – Cairo Editore, 2021) e negli anni ha costruito una comunità che lo segue tanto per i libri quanto per i profumi, mescolando ironia e competenza senza scivolare nel tecnicismo puro. In questo progetto affianca l’illustratore Daniele Catalli, chiamato a dare un volto visivo alle immagini evocate dalle fragranze.
“Le immagini del profumo” è una guida illustrata che raccoglie oltre 300 fragranze, dalle grandi icone alle creazioni più audaci, organizzate in otto “mondi visivi”: Buio e Luce, Eros e Thanatos, Città e Paesaggio, Ricordi e Futuro. L’idea centrale è che ogni profumo non sia solo un insieme di note, ma una scena: due giovani amanti stesi su un prato, un tè nero bevuto lentamente all’ombra di un cedro, la fine di un acquazzone nella foresta pluviale, una rosa che si schiude al primo raggio di sole. Il lettore non deve imparare un linguaggio tecnico, ma riconoscere se stesso nelle situazioni evocate, usando le categorie visive come bussola per orientarsi nel proprio gusto olfattivo.
E per chi proviene dal mondo dei libri?
Chi arriva da una libreria piena di narrativa e saggistica trova qui un oggetto ibrido: un libro che si legge in sequenza come un viaggio e si consulta a salti come un atlante. Ogni sezione raccoglie fragranze che, al di là della famiglia di appartenenza, condividono un certo tipo di atmosfera, dalla sensualità esplicita al silenzio rarefatto, dalla metropoli notturna alle campagne bagnate dalla pioggia. Chi arriva invece da anni di flaconi e campioncini troverà un modo diverso di guardare al proprio parco profumi: non solo per ingredienti e performance, ma per le immagini che si attivano nella testa quando si spruzza qualcosa sulla pelle.
La scelta di L’Ippocampo come editore colloca subito il libro in una certa fascia del mercato: quella dei volumi illustrati curati, spesso destinati a una vita di catalogo più lunga della novità da supermercato. Il formato, la presenza delle illustrazioni e la cura grafica seguono la tradizione dell’editore di trasformare ogni titolo in un oggetto che chiede di restare in vista, sul tavolo o sul ripiano di mezzo, non relegato a manualetto da scaffale basso. Al momento “Le immagini del profumo” è proposto in edizione standard, in brossura, con prezzo di copertina indicato intorno ai 25 euro sui maggiori siti di libreria online (Maggio 2026).
Per chi osserva con occhio bibliofilo, non ci sono, allo stato attuale, elementi che lo trasformino in oggetto raro per scelta premeditata: non risultano tirature numerate, edizioni firmate o varianti di copertina dedicate a librerie specifiche. L’interesse sta piuttosto nell’essere uno dei primi tentativi italiani di raccontare il mondo dei profumi di nicchia e di massa attraverso un linguaggio visivo e letterario, firmato da un autore che incarna bene la stagione dei “creator” che entrano nei cataloghi degli editori tradizionali. In una raccolta dedicata alla saggistica di costume degli anni Venti del Duemila, a cavallo fra booktube, profumeria e cultura pop, avrebbe buona probabilità di essere considerato un titolo rappresentativo.
E in rete come viene accolto? Nelle prime settimane dall’uscita, i contenuti collegati al libro sui social e su YouTube insistono proprio sull’aspetto “poetico” del progetto: più volte lo stesso Fumagalli ribadisce che non si tratta di un manuale tecnico, ma di un viaggio emotivo dentro il potere evocativo del profumo, con le immagini come alleate. I lettori che lo mostrano e ne parlano nei reel e nei post sottolineano soprattutto la cura dell’oggetto e la ricchezza del repertorio di fragranze, percependolo come uno strumento da consultare a più riprese piuttosto che da leggere una sola volta. Sui principali store online, al momento, prevalgono commenti sintetici ma molto positivi, con valutazioni alte nelle prime schede e un’attenzione specifica all’equilibrio tra testo e illustrazioni, considerato riuscito da chi cercava un’introduzione non scolastica al tema.
“Le immagini del profumo” è, in definitiva, un libro che si colloca più dalla parte degli strumenti che da quella dei trofei: serve a chi vuole orientarsi nel proprio gusto olfattivo, a chi ama i libri-oggetto curati e a chi segue il percorso di Fumagalli tra cinema, libri e fragranze. Per il momento non è una preda da rincorrere sul mercato secondario, ma un tassello interessante per chi colleziona libri che raccontano le nicchie culturali contemporanee, in quel punto di confine dove il volume illustrato da coffee table incontra l’atlante personale di un appassionato.
Disponibilità del libro (sempre aggiornato)
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