Piccole regole da rispettare coi bibliofili, se non volete scatenare un conflitto mondiale

Potete fare di tutto a chi ama i libri, tranne…

Convivere con un amante dei libri, che sia un grande lettore o un bibliofilo vero e proprio, dedito alla cura delle prime edizioni, non è cosa tanto facile. All’inizio – dall’esterno – può apparire come un’impresa facilmente alla portata. Ma non lo è, ve lo assicuro. Chi non ama particolarmente i libri può illudersi di abituarsi, prima o poi, e che tutto sommato meglio nell’aria l’odore della carta vecchia che il fumo di una sigaretta dopo l’altra. Ma dure esperienze lo attendono.

In realtà la vita dimostra che dividere in maniera permanete uno spazio con un amante dei libri può essere una prova difficile da superare. Non tanto nel breve periodo, bensì nel medio-lungo. Per il temerario che si accinge nell’impresa, andando a convivere sotto lo stesso tetto con un bibliofilo, collezionista o cacciatore di libri, ci sono alcune regole da rispettare in maniera sacra.

Non pensate mai: tanto prima o poi gli/le passerà!

Sarebbe un grave errore. Leggere e collezionare libri non è una moda passeggera. Chi ama i libri li ama per tutta la vita, fino all’ultimo. Aspettarsi, dall’altra parte, che “questa cosa finisca prima o poi” è un clamoroso malinteso, che va sfatato subito. Se si sposa una persona con un colore della pelle differente dal nostro, non ci si aspetta che con il tempo la tonalità di colore cambi, no?

Non ordinate la libreria in sua assenza

Mai, e dico mai, il coniuge o il convivente deve azzardarsi a prendere iniziative che coinvolgono la libreria del bibliofilo, senza una sua espressa indicazione. Mai spolverare, perché spolverare i libri rari e preziosi di qualcun altro richiede una cura che chi non è del mestiere non immagina; mai spostare le file dei libri per guadagnare e ottimizzare spazi. I libri di un altro proprio non dovete toccarli. Anche sfilare un segnalibro dal libro sul comodino è una mossa avventata, da evitare accuratamente.

Non regalategli libri

Abbiate pietà. Ai compleanni, alle feste, agli onomastici, non regalate libri a un bibliofilo. A meno che non siate certi dell’apprezzamento di quel libro in particolare. Tenete conto che dello stesso libro possono esserci più edizioni, e non è proprio la stessa cosa, capite? I libri non richiesti rischiano di non essere graditi, o perché già posseduti o perché non interessanti. Regalereste mai un profiteroles a un pasticcere o un weekend in una capitale a un agente di viaggio?

Non agite sul suo senso di colpa

Dovete capire che i libri danno dipendenza. Esattamente come il tabacco, l’alcool, lo zucchero, Internet o il jogging. Guardatevi pertanto dal far pesare la dipendenza del vostro partner in maniera eccessiva. Se organizzate una vacanza, forse è carino dire (ma pensateci bene se è proprio il caso): “…e poi lì vicino ci sono senz’altro delle librerie interessanti”. Usate tatto e diplomazia. A un fumatore direste mai: “…e lì vicino ci saranno senz’altro dei bellissimi tabaccai”?

Non coprite eventuali “disastri”

Se vi capitasse di buttare via accidentalmente un libro del vostro partner bibliofilo, o di macchiarlo con del caffè, o di usare un detersivo sbagliato sul pavimento e schizzare tutta una fila di costole immacolate, non cercate di riparare il danno (o, peggio, di nasconderlo), sperando che non se ne accorga. Confessate immediatamente, ammettete la vostra leggerezza, fatevi vedere disperati, accettate stoicamente ogni sua reazione. Solo facendo così eviterete una crisi seria.

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