"non esiste l'ultimo libro, ma solo il più recente"

 

Un figlio di Sicilia con l’indole europea

 

L’8 Gennaio di cento anni fa nasceva Leonardo Sciascia (1921-1989), siciliano di Racalmuto, poi divenuto uno scrittore, drammaturgo e poeta, nonché politico – è considerato una delle grandi figure del Novecento italiano ed europeo.

Analista lucido, disincantato e libero da preconcetti e condizionamenti, ha sempre vagliato al lume della ragione i fatti, la politica e i movimenti culturali del suo tempo.

In lui si nota certamente l’influenza iniziale del drammaturgo e scrittore Luigi Pirandello (1867-1936), grande conterraneo che lo precedette di due generazioni, da cui sicuramente prese il relativismo conoscitivo, ma al quale seppe sapientemente accostare il suo personale umorismo, con la consapevolezza ultima che la realtà non è quasi mai osservabile in totale obiettività: esiste sempre un intreccio – di cui non è facile comprendere l’armonia – tra menzogna e verità.

 

I due primi (introvabili) libri di Sciascia

 

La presente carrellata di libri di Leonardo Sciascia non ha pretese di esaustività, ma anzi, vuole essere un primo assaggio di sue prime edizioni ed edizioni particolari che possa essere di aiuto non solo per il libraio ma anche per il collezionista, lo studioso e l’appassionato di letteratura. Si discorre in tono sommario e puramente indicativo sopra una dozzina di libri, considerati tra i più interessanti da cercare, alcuni ormai ai limiti della trovabilità, sperando di offrire le basi per un territorio di ricerca alle nuove generazioni di cacciatori di libri.

Le prime due opere di Leonardo Sciascia sono rarissime, essendo frutto di edizioni numerate rispettivamente di 222 e 111 esemplari. Non si ricordano vendite recenti di questi volumi sui principali canali.

[foto: http://www.umbertocantone.it]

Come scrittore, infatti, Sciascia esordisce nel 1950 con un volumetto di appena 35 pagine dal titolo Favole della dittatura (Roma, Bardi Editore, 1950). L’edizione fu curata da Mario Dell’Arco [Mario Fagiolo] (e immediatamente recensita da Pier Paolo Pasolini); il libricino fu stampato in appena 222 copie proclamate numerate; è accertato però che ce ne siano alcune senza il numero. Appena nove le biblioteche aderenti all’OPAC SBN che ne conservano una copia.

Come osserva Umberto Cantone nel suo sito, questa prima opera di Leonardo Sciascia è costituita da 27 testi brevi in prosa, tutte composizioni con un dichiarato intento satirico antifascista. La prima fiaba è la riscrittura di Il lupo e l’agnello.  Fu stampato dalla Tipografia del Senato del dott. Giovanni Bardi.

Scrive Valerio Cappozzo, Assistant Professor of Italian e Direttore del programma di Italianistica dell’University of Mississippi, su Altritaliani.net:

“in ognuna [di questa favole] il protagonista è un animale pensante e parlante che descrive, con la sottigliezza della poesia e l’efficacia del tono prosastico, il nesso segreto tra immaginazione e natura.”

[foto: http://www.fondazioneleonardosciascia.it]

Fa seguito, due anni più tardi, La Sicilia, il suo cuore, di Leonardo Sciascia; disegni di Emilio Greco (Roma, Bardi Editore, 1952). Anche quest’opera, di 41 pagine, è stampata da Giovanni Bardi, stavolta in 111 esemplari firmati.

È – ricorda ancora Valerio Cappozzo – la silloge che raccoglie le uniche poesie di Sciascia.

Entrambe le opere sono state poi ristampate, in tempi più recenti, sia dallo stesso editore, che da Kalos di Palermo e Adelphi. L’edizione del 1996 di La Sicilia, il suo cuore fu comunque ritirata e andò al macero, per cui anche questa non è più trovabile.

 

 

 

I primi due saggi e un’omonimia curiosa

 

Sfatiamo subito un mito. Lo scrittore Leonardo Sciascia e l’editore Salvatore Sciascia non hanno alcun vincolo di parentela.”

 

Durante la permanenza a Caltanissetta Leonardo conosce Salvatore Sciascia, quello che diventerà uno dei suoi editori di riferimento, con il quale nascerà una lunga collaborazione e un’amicizia profonda e sincera.

Il primo libro che il suo omonimo commissiona a Leonardo Sciascia è un saggio, in qualità di curatore, sulla poesia romanesca. Il libro è Il fiore della poesia romanesca: Belli, Pascarella, Trilussa, Dell’Arco, [a cura di] Leonardo Sciascia; premessa di Pier Paolo Pasolini (Caltanissetta, Salvatore Sciascia, 1952).

Farà seguito Pirandello e il pirandellismo, di Leonardo Sciascia; con lettere inedite di Pirandello a Tilgher (Caltanissetta, Salvatore Sciascia, 1953), con il quale l’autore vincerà il Premio Pirandello nello stesso anno.

Il saggio del 1953 è veramente da considerarsi raro, di norma non reperibile.

 

Un libro “fantastico”

 

[foto: http://www.fondazioneleonardosciascia.it]

Ma il libro più suggestivo, più intrigante e anche tra i più significativi del grande siciliano di Racalmuto – e non soltanto nella sua prima fase produttiva –  è quello che esce nel 1956. Si tratta di Le parrocchie di Regalpetra, di Leonardo Sciascia (Bari, Laterza, 1956). Il libro ha un’ambientazione fantastica, ma essendo un saggio non trova spazio nel genere suddetto. Eppure bisognerebbe quasi fare un’eccezione. Infatti, non esiste nessuna località in Sicilia o altrove con questo nome. Ma mentre illustri del passato (e del futuro) coniarono e conieranno città fittizie pensando a città vere che non vogliono nominare – un po’ come la Vigata di Montalbano immaginata da Camilleri per non nominare Porto Empedocle o la Bitene che Vincenzo Vacirca creò in luogo di Chiaramonte Gulfi , per non parlare della Montelusa di Pirandello (al posto di Agrigento) – la cittadina di Sciascia è il nome di una, nessuna e centomila possibili cittadine. A Regalpetra, inoltre, lo si apprende immergendoci nella lettura di queste pagine che sembrano quasi Orwelliane, avvengono fatti assolutamente verosimili, se non realmente accaduti: l’opera vuol essere una narrazione dei paradossi e delle ingiustizie della Sicilia, che potrebbero risultare inconcepibili per chi non ne conoscesse la realtà.

Il libro in questione è estremamente raro in prima edizione. Ristampato più volte, a partire dal 1963.

 

Tra i primi racconti c’è un piccolo capolavoro

 

Gli anni ’50 terminano con un nuovo libro dell’autore siciliano (ed un nuovo editore, grazie all’amico Italo Calvino), Gli zii di Sicilia, di Leonardo Sciascia (Torino, Einaudi, 1958). È la prima raccolta di racconti (scevra di Antimonio nella prima edizione).

In questa raccolta c’è forse uno dei periodi più belli e pregni di significato di tutta la produzione di Sciascia:

E mi sentivo come un acrobata che si libra sul filo, guarda il mondo in una gioia di volo e poi lo rovescia, si rovescia, e vede sotto di sé la morte, un filo lo sospende su un vortice di teste umane e luci, il tamburo che rulla morte. Insomma, mi era venuto il furore di vedere ogni cosa dal di dentro, come se ogni persona ogni cosa ogni fatto fosse come un libro che uno apre e legge: anche il libro è una cosa, lo si può mettere su un tavolo e guardarlo soltanto, magari per tener su un tavolino zoppo lo si può usare o per sbatterlo in testa a qualcuno: ma se lo apri e leggi diventa un mondo; e perché ogni cosa non si dovrebbe aprire e leggere ed essere un mondo?

Libro di difficilissimo reperimento in prima edizione assoluta; è stata fatta, nel 2005, un’edizione in facsimile della prima, tra le tante altre.

 

Un libro abbastanza misterioso

 

Nella produzione di Sciascia c’è almeno un “oggetto volante non identificato”, che è L’onorevole Sciascia ha facoltà di parlare: gli interventi parlamentari del grande scrittore siciliano, a cura di Orazio Barrese; Jole Valapso; introduzione di Alfonso Madeo (Roma, Euros Documenti, [196?]). L’anno di stampa assegnato dal compilatore dell’OPAC SBN nell’unica copia schedata dal Sistema Bibliotecario Nazionale, quella presso la Biblioteca “P. Angelo Carrara SJ” dell’Istituto di formazione politica Pedro Arrupe di Palermo, riporta erroneamente “196?”, ma l’attività parlamentare di Sciascia non aveva ancora avuto luogo. I suoi interventi al Parlamento sono datati alla metà degli anni ’70, pertanto il saggio non può che essere stato stampato a partire dalla fine degli anni ’70 in avanti.

Il mistero si è sciolto solamente controllando la Bibliografia degli scritti di Leonardo Sciascia di Antonio Motta (Palermo, Sellerio, 2009), dove si è trovato l’anno di stampa giusto, il 1993. Resta il fatto che il lavoro è misconosciuto, non si conosce neppure la copertina.

 

Sciascia romanziere nasce con l’impegno contro la mafia

 

Con Il giorno della civetta (Torino, Einaudi, 1961) Leonardo Sciascia dà il via alla sua produzione letteraria ed allo stesso tempo inaugura la stagione dell’impegno contro la mafia che contraddistinguerà quasi totalmente il suo percorso.

Questo romanzo breve prende infatti ispirazione da un fatto di cronaca efferato, l’omicidio di Accursio Miraglia, un sindacalista comunista, assassinato a Sciacca nel gennaio del 1947 ad opera di Cosa Nostra.

 

 

Va segnalata una importante successiva edizione di questo libro (Einaudi, 1972) in cui Sciascia inserì al testo un’Avvertenza, in quanto quell’edizione, sempre di Einaudi, era all’interno della collana Letture per la scuola media, ed essendo destinata agli studenti, sentì suo dovere ricordare in questa breve appendice come nel 1960, anno in cui fu scritta l’opera, il governo negasse l’esistenza della mafia, malgrado esistessero documenti che ne dimostravano la presenza.

 

 

 

 

L’opera più ricercata

 

Ad oggi l’opera di Leonardo Sciascia più ricercata e le cui valutazioni sono più alte – eccezion fatta dei primi due libricini (introvabili) del 1950 e 1952 – è senz’altro Feste religiose in Sicilia; testo di Leonardo Sciascia; fotografie di Fernando Scianna (Bari, Leonardo da Vinci, 1965).

Come sempre, vale la regola che per l’autore importante, l’edizione fatta con un piccolo editore che si insinua nella sua produzione editoriale, determina quasi sempre un libro raro nel tempo. O comunque meno comune di altri. Così è nella fattispecie, La forbice di valutazione di questo titolo, infatti, è sempre di svariate centinaia di euro, specialmente per copie autografate o con dedica.

C’è poi il secondo fattore che determina la ricercatezze di in libro e pertanto la sua alta valutazione: la presenza di illustrazioni o fotografie di artisti o fotografi importanti. Ed eccoci quindi ad aver trovato di colpo la risposta che cercavamo. Ferdinando [Fernando] Scianna (nato a Bagheria nel 1943) è oggi uno dei fotografi e fotoreporter italiani più quotati. Il libro in questione offre ben 113 scatti in bianconero del grande interprete dell’immagine del Novecento e sebbene il libro non sia un formato particolarmente grande (alto 19 cm) risulta un’opera pregevole anche sotto il punto di vista editoriale e tipografico.

Inoltre, il libro venne condannato dalla Chiesa per le immagini molto crude e intense di Scianna.

 

Qualche edizione straniera degli anni ’60

 

Sovji dan: roman, di Leonardo Sciascia; traduzione di Ciril Zlobec (Ljubljana, Mladinska knjiga, 1963). È la prima traduzione slovena [Jugoslavia, al tempo] de Il giorno della civetta (Torino, Einaudi, 1961). Edizione di difficile rinvenimento. Potrebbe essere questa la prima traduzione in libro delle opere di Sciascia.

Codicele egiptian [trad. “Codici egiziani”], di Leonardo Sciascia; traduzione e prefazione di Stefan Aug. Doinas (Bucureʂti, Editura pentru literatură universală, 1966). È la traduzione in rumeno de Il Consiglio di Egitto (Torino, Einaudi, 1963). Edizione che si rinviene ancora con qualche difficoltà in rete.

Le Conseil d’Egypte: roman, di Leonardo Sciascia; traduzione di Jacques de Pressac (Paris, Denoel, 1966). È la tradizione francese de Il Consiglio di Egitto (Torino, Einaudi, 1963).

 

A spasso tra i “misteri italiani”: da Majorana a Moro

 

Negli anni ’70, in concomitanza con il suo impegno politico, prima nelle file del P.C.I. e poi in quelle del Partito Radicale di Marco Pannella, Sciascia si cimenta in due casi eclatanti, sia pur diversissimi fra di loro, che coinvolgono politica, sentimento popolare e mondo accademico: la scomparsa del fisico siciliano Ettore Majorana, avvenuta nel marzo del 1938, e il rapimento, la strage della scorta e successivo omicidio del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, nel marzo-maggio 1978.

Si comincia con La scomparsa di Majorana (Torino, Einaudi, 1975), dove in un libricino di appena 77 pagine lo scrittore riversa tutta la sua verve narrativa, che si condensa in un piccolo capolavoro di genere indefinibile ma che proietta il mistero della scomparsa del grande fisico in un limbo metafisico di congetture e piste da seguire.

La ricostruzione dei fatti operata da Sciascia è la più precisa, la più avvincente, la più sintetica prodotta sullo spinoso argomento.

 

 

 

 

Seguirà L’affaire Moro (Palermo, Sellerio, 1978), uscito in prima edizione nel mese di ottobre, quando in Italia infuria la polemica politica. Tra prima e seconda edizione, verrà stampato in circa centomila copie diventando un bestseller assoluto.

Di questo libro sono ricercatissimi, anche se quasi introvabili, gli esemplari della tiratura speciale di 120 copie contenenti una incisione dell’artista Fabrizio Clerici, riprodotta anche nell’immagine di copertina.

 

 

 

Alcuni libri sui libri di Leonardo Sciascia

 

Se volete addentrarvi in maniera dettagliata nella bibliografia di Leonarda Sciascia, il vostro autore di riferimento deve essere assolutamente Antonio Motta, uno studioso che vive a San Marco in Lamis sul Gargano, dove ha fondato il Centro Documentazione Leonardo Sciascia / Archivio del Novecento, che dirige la rivista di letteratura Il Giannone. Motta è autore innanzi tutto del già citato Bibliografia degli scritti di Leonardo Sciascia (Palermo, Sellerio, 2009), opera di partenza per dirimere ogni controversia e sciogliere qualsiasi dubbio.

 

Uno dei suoi libri più belli, dov’egli racconta della sua passione per i libri di Sciascia e di come si è procurato tutti i titoli della sua davvero invidiabile raccolta – una lettura bibliofila arguta, rigorosa ma anche molto “umana” – è Legature: alla ricerca dei libri di Leonardo Sciascia (Palermo, L’Epos Società Editrice, 2009).

Ma dello stesso autore sono noti almeno altri dieci lavori sotto forma di libro su Leonardo Sciascia, pubblicati con vari editori (Sellerio, Le Monnier, Casagrande), più innumerevoli articoli e monografie apparse su riviste e periodici.

 

Ultima suggestione: ma Leonardo Sciascia conosceva Egidio Ferrero?

 

Egidio Ferrero, il quasi sconosciuto scrittore e poeta piemontese (lo “scrittore operaio”) – per cui stravedevano Elio Vittorini, Raffaele Crovi, Salvatore Sciascia e Cesare Pavese, conosceva Leonardo Sciascia? La risposta è sicuramente sì! Fu proprio Leonardo Sciascia a curare l’unica raccolta di poesie pubblicata da Ferrero, dal titolo: La mia vita è la vostra, di Egidio Ferrero (Caltanissetta – Roma, Edizioni Salvatore Sciascia, 1959).

Ma Ferrero non amava apparire, non amava pubblicare. Si eclissò, dopo quel libricino, ricomparendo tredici anni più tardi col romanzo Il mal del padrone (Milano, Vangelista Editore, 1972). E poi più nulla. Uno dei tanti misteri della nostra letteratura potenziale.

Da La mia vita è la vostra, scrive Raffaele Crovi sul risvolto di copertina:

Caro Leonardo [Sciascia], è venuto da me, due mesi fa, un operaio con una raccolta di poesie. Si chiama Egidio Ferrero: ha trentotto anni, lavora a Corsico, vicino a Milano, vuoi sapere qualcos’altro di lui? Trascorre il sabato pomeriggio a leggere libri e riviste alla Casa della Cultura, le sere in un vecchio magazzino della sua officina a modellare teste di creta, fuma quaranta sigarette al giorno. In queste poesie che mi ha pregato di inviarti, con un linguaggio semplicissimo, vivo, comunicativo, ricco di musica, racconta la vecchia storia di come l’uomo duri fatica a trovare compagnia tra gli uomini e come cresca, per questa fatica, il suo piacere di riuscire a conquistarla. Di come l’uomo si difenda dalla solitudine amando le cose e i sentimenti ridotti a «natura»; e come nutra dentro di sé, per questo amore, un lucido furore contro l’offesa di miseria, paura, sfiducia, che macchia la sua pelle. Credo di aver scoperto un poeta: uno dei migliori, fra i tanti di cui mi è capitato di ascoltare in questi anni la parola. Un’affettuosa stretta di mano.”

Egidio Ferrero, uno scrittore scomparso, dimenticato, sottovalutato!

 

 

 

Disponibilità dei libri citati (sempre aggiornato)

 

Il fiore della poesia romanesca. Premessa di Pier Paolo Pasolini. SCIASCIA, Leonardo. S. Sciascia, Caltanissetta, 1952.

EUR 56,00
Disponibile su ABEBOOKS
Compralo Subito per soli: EUR 56,00
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Le parrocchie di Regalpetra, Sciascia, Leonardo, Laterza, 1963

EUR 20,30
Disponibile su ABEBOOKS
Compralo Subito per soli: EUR 20,30
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CODICELE EGIPTIAN, LEONARDO SCIASCIA, EDITURA PENTRU LITERATURA UNIVERSALA, BUCURESTI, 1966, CODICELE EGIPTEAN

EUR 4,00 circa
Disponibile su OKAZII
Compralo Subito per soli: EUR 4,00 circa
Compralo Subito

 

 

Leonardo Sciascia SOVJI DAN 1963

EUR 3,00
Disponibile su BOLHA
Compralo Subito per soli: EUR 3,00
Compralo Subito

 

 

Le conseil d’Egypte, SCIASCIA Leonardo. Denoël, “Les Lettres Nouvelles”, 1966, édition originale de la traduction française, un des exemplaires destinés aux amis

EUR 10,00
Disponibile su ABEBOOKS
Compralo Subito per soli: EUR 10,00
Compralo Subito

 

 

Bibliografia degli scritti di Leonardo Sciascia, di Antonio Motta, Sellerio Editore Palermo, 2009

EUR 19,00
Disponibile su IBS
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