"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Zero copie in vendita: il caso “Oggetto d’amore” di Pasquale Panella

 

Autore principale Panella, Pasquale. Titolo Oggetto d’amore. Pubblicazione Roma, Minimum fax, 1998. Descrizione fisica 176 pagine, 19 centimetri. Collezione Sotterranei, numero 18. ISBN 88-86568-52-5.

 

Dietro questa scheda asciutta si nasconde uno dei casi più netti di rarità involontaria dell’editoria italiana recente: un libro che non ha quarant’anni, non ha una tiratura numerata, non ha nulla della fisionomia classica del pezzo antiquario, e che tuttavia oggi risulta introvabile sul mercato dell’usato, con zero copie in vendita su eBay e su Vialibri al momento in cui scriviamo (settembre 2026), esattamente come già segnalato da chi ci ha presentato questo caso, la prima volta nel 2018.

 

L’autore: Pasquale Panella, il paroliere che si è fatto scrittore

Pasquale Panella, nato a Roma nel 1950, entra nella storia della canzone italiana come l’uomo che ha sostituito Mogol al fianco di Lucio Battisti. Dopo la rottura tra i due e la parentesi con la moglie Velezia sull’album E già del 1982, è Panella a firmare i testi degli ultimi cinque album del cantautore: Don Giovanni nel 1986, L’apparenza nel 1988, La sposa occidentale nel 1990, Cosa succederà alla ragazza nel 1992 e Hegel nel 1994. Sono testi radicalmente diversi da quelli di Mogol: densi di giochi di parole, doppi sensi, sintassi spezzata, costruiti apposta, come Panella stesso ha dichiarato, per allontanare Battisti dalla trivialità melodica del periodo precedente. Il critico Ernesto Assante ha definito Don Giovanni il capolavoro della musica italiana degli anni Ottanta.

Parallelamente alla canzone, Panella firma testi per Amedeo Minghi, Mietta, Mango, Zucchero, Anna Oxa, Mina, fino alla riscrittura italiana del libretto di Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante nel 2002. Ha usato pseudonimi diversi, tra cui Duchesca e Vanera.

La sua vena narrativa e poetica, meno nota al grande pubblico, trova sede in Minimum fax, editore romano allora giovanissimo, dove Panella pubblica il romanzo La corazzata nel 1997 e, l’anno successivo, la raccolta di microracconti Oggetto d’amore. Da allora, dopo un lungo silenzio editoriale, Panella ha ripreso a pubblicare a partire dal 2017 con Poema bianco, per approdare infine a SPedizioni, la casa editrice che ha fondato con il figlio Silvano e attraverso la quale sta oggi ripubblicando e ampliando l’intero corpus.

 

L’opera: cosa è davvero Oggetto d’amore

Oggetto d’amore è una raccolta di microracconti, non un romanzo e non una silloge poetica in senso proprio, benché la scrittura di Panella cancelli costantemente il confine tra le due forme. Il tema è unico e dichiarato dal titolo: l’amore non come sentimento da rappresentare, ma come necessità di essere pronunciato. Come ha scritto la recensione di Rockol al momento dell’uscita, in Panella dire ti amo non serve al senso della frase, serve al bisogno di sentirla detta. È la medesima poetica che anima i testi per Battisti, trasferita dal formato canzone al formato prosa breve: accumulo di immagini, incroci lessicali, condensati di vita alternati a divagazioni di stile che la stessa critica coeva giudicava, con onestà, talvolta fin troppo compiaciute.

Il libro esce nella collana Sotterranei, il cuore dell’identità Minimum fax in quegli anni, la collana che nel 1995 si era aperta con Scene italiane di Lawrence Ferlinghetti e che nel biennio 1997-1998 ospitava perlopiù narrativa americana in traduzione, insieme a poche eccezioni italiane. Collocare un libro di Panella dentro Sotterranei, invece che nella collana Nichel nata poco dopo per la nuova narrativa italiana, è già di per sé un dato di contesto: nel 1998 Minimum fax stava ancora definendo i propri confini editoriali, e il libro di un paroliere colto e fuori norma trovava posto nella collana più sperimentale del catalogo.

Perché questo libro è sparito dal mercato

Qui va fatta una distinzione tecnica che il collezionista informato conosce bene: esistono almeno tre meccanismi distinti di rarità libraria, e Oggetto d’amore ne intercetta uno particolare, diverso da quello delle tirature limitate o delle prime edizioni ottocentesche.

Il primo meccanismo è la rarità di tiratura, tipica del libro antico o della plaquette d’autore: pochi esemplari stampati fin dall’origine. Non è probabilmente questo il caso di un tascabile Minimum fax del 1998, editore che pure in quegli anni operava con tirature contenute rispetto ai grandi gruppi, ma comunque pensate per la normale distribuzione in libreria.

Il secondo meccanismo è la rarità di sopravvivenza, tipica dei libri economici che nessuno ha conservato perché nessuno ne ha percepito, al momento dell’acquisto, un valore che giustificasse la cura. Un tascabile con collana e formato da narrativa di consumo, letto e poi ceduto, prestato, perso, macerato, senza il trattamento riservato agli oggetti che si presume abbiano futuro.

Il terzo meccanismo, quello che nel caso di Panella appare decisivo, è la rarità da nicchia di domanda combinata con l’assenza di ristampa. Panella non è un autore di narrativa in senso tradizionale: è percepito, anche da chi lo ammira, primariamente come paroliere e come figura eccentrica della scena colta romana. Il suo pubblico di lettori di prosa è sempre stato ristrettissimo rispetto al pubblico che ne canta i versi attraverso Battisti. Minimum fax non ha mai ristampato il titolo, che non compare più nel catalogo corrente della collana Sotterranei consultabile oggi sul sito dell’editore. Una domanda di nicchia, unita a una tiratura probabilmente contenuta e non rinnovata, produce nel tempo un effetto di scomparsa silenziosa: non ci sono clamori, non ci sono cronache di rogo o macero, il libro semplicemente esce dai radar della grande distribuzione e via via anche dai magazzini delle librerie indipendenti, senza che nessuno se ne accorga fino a quando qualcuno lo cerca.

A questo si aggiunge un quarto fattore specifico e più recente: la piattaforma SPedizioni, fondata da Panella con il figlio, sta da anni ripubblicando l’intero corpus dell’autore, ma finora fuori da questa operazione di recupero sono rimasti proprio i due titoli storici targati Minimum fax, La corazzata e Oggetto d’amore, verosimilmente per ragioni di diritti editoriali che restano in capo all’editore originario. Il risultato paradossale è che un autore oggi attivo, che sta sistematicamente riportando in vita la propria opera pregressa, lascia scoperto esattamente il titolo che il mercato antiquario non riesce più a fornire.

L’assenza di copie su eBay e sull’aggregatore Vialibri al momento della scrittura (settembre 2026), e la segnalazione già nel 2018 della sua rarità, confermano che non si tratta di una fluttuazione momentanea della disponibilità ma di una condizione strutturale consolidata da almeno un settennio. È il profilo tipico del libro che, quando compare, va comprato subito, perché il tempo medio di attesa fra un’apparizione e la successiva si misura in anni, non in settimane.

 

Valutazioni e indicazioni per il collezionista

In assenza di comparabili pubblici recenti, va detto con onestà che non esiste oggi una quotazione di mercato consolidata per questo titolo: l’assenza totale di copie in vendita rende impossibile costruire una fascia di prezzo fondata su transazioni osservabili, ed è corretto che chi legge questo articolo lo sappia prima di fidarsi di una cifra. Quello che si può fare, con onestà professionale, è un ragionamento per analogia.

Un tascabile Minimum fax degli anni Novanta in collana Sotterranei, in buono stato, privo di rarità particolare, si collocherebbe normalmente in una fascia da libro d’antiquariato minore, pochi euro sopra il prezzo di copertina originale. Ma quando un titolo di questo tipo raggiunge la scomparsa totale dal mercato secondario, il meccanismo di prezzo cambia natura: non è più un problema di condizione fisica del volume, è un problema di incontro tra domanda residua, per quanto piccola, e offerta pari a zero. In condizioni simili, per autori di culto con seguito musicale trasversale come Panella, che porta con sé l’attenzione dei collezionisti discografici oltre a quelli librari, la prima copia che tornerà sul mercato potrebbe ragionevolmente attestarsi in una fascia fra i 40 e i 100 euro se in buone condizioni, con margini superiori in presenza di dedica autografa, elemento che per un autore vivente e ancora pubblicamente attivo aggiunge un moltiplicatore significativo. Questa è una stima ragionata, non un dato di mercato, e va trattata come tale.

Per chi possiede una copia, l’indicazione operativa è di non liquidarla frettolosamente su un canale generalista a un prezzo da tascabile ordinario: la totale assenza di offerta concorrente consente di testare il mercato con calma, magari partendo da un’asta con base prudente su una piattaforma specializzata, piuttosto che con un prezzo fisso stimato al buio.

Per chi la cerca, la strategia è quella tipica dei titoli a rarità da sparizione: allerta permanente su Maremagnum, Vialibri, eBay e Comprovendolibri, monitoraggio dei mercatini dell’usato romani, dato che l’autore e l’editore sono entrambi radicati nella capitale, e attenzione ai lotti di libri Minimum fax anni Novanta che talvolta arrivano in blocco da biblioteche private disperse, canale attraverso cui i titoli minori di collane come Sotterranei tendono a rispuntare.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

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