"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

La storia infinita di Michael Ende (Milano, Longanesi, 1981)

MILANO FIERA DI SINIGAGLIA Sabato 7 Luglio 2018 Avvistata una copia della prima edizione (versione bicolore) di La storia infinita di Michael Ende (Milano, Longanesi, 1981). Trattasi della prima edizione in in assoluto in Italia, con la storica traduzione di Amina Pandolfi e i capilettera di Antonio Basoli. Dotata della copertina rigida rossa in seta con impressione del titolo e dell’Auryn, il testo è classicamente bicolore con i capilettera colorati alternati. Sicuramente è l’edizione più rara e ricercata.

[Si ringrazia C. M. di Milano per la segnalazione]

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Un piccolo capolavoro: “La verità sull’editoria” di Stanley Unwin (Garzanti, 1958)

Il ritrovamento di una copia della traduzione italiana di “The truth about publishing” di Sir Stanley Unwin, già presidente del Congresso dell’Unione Internazionale degli Editori; volume curato da Erich Linder per Garzanti nel 1958. Articolo di Oronzo Cilli.

Topolino, la Montedison, Vanni Scheiwiller e Raymond Queneau: e parliamo di bibliofilia!

Alla fine degli anni ottanta del secolo scorso la Montedison (Raoul Gardini) lanciò sul mercato il MaterBi (Mater dal latino madre e Bi da Bios, vita), un tipo di bioplastica biodegradabile ricavata dall’amido di mais. Poi… eh, la storia è lunga! Articolo di Carlo Ottone.

“La banda Meinhoff” di Enrico Nassi a Porta Portese

ROMA PORTA PORTESE Domenica 11 Marzo 2018 su una bancarella è stato avvistato il libro di Enrico Nassi dal titolo: “La banda Meinhoff”, (Fabbri Editori, 1974). Il saggio-inchiesta ricostruisce le vicende del terrorismo nella Germania Occidentale della banda facente capo ad Andreas Baader e Ulrike Meinhoff.

“Beats” di Gabriele Fergola: sempre un pezzo raro e ambito nella galassia Beat

Una prospettiva interessante è la cultura Beat vista da destra. A tal proposito c’è un libro molto interessante, che si intitola Beats, di Gabriele Fergola (Napoli, E.D.A.R.T., 1970). Libro che definire rarissimo è praticamente un eufemismo.

La maledizione italiana de “Il coltivatore del Maryland” di John Barth: questo libro non s’ha da pubblicare…

Ma come se non bastasse già il mancato successo nel 1968 e la morte improvvisa dell’autore otto mesi prima della sua partecipazione al rilancio dell’opera con Minimum fax, ecco che arriva la doccia fredda che nessuno si aspettava. Per un problema alla macchina che stampava il libro, l’intera tiratura sembra sia andata distrutta.