"la strada percorsa per trovare un libro è il vero scopo della ricerca"

 

Quando una copertina incuriosisce al primo sguardo

 

Avete mai sentito parlare delle copie staffetta? Quando un editore si appresta a stampare un libro di cui c’è molta attesa, per esempio quello di un autore famoso – ordina alla tipografia di stampare un certo quantitativo di copie in anticipo rispetto alla stampa della prima edizione. Queste copie saranno poi gestite dalla redazione della casa editrice che le invierà a giornalisti e scrittori per le recensioni di rito.

Fin qui niente di strano. Il fatto è che talvolta le copie staffetta sono delle copie dove l’unica cosa che è stata messa a posto è il testo. Tanto i giornalisti devono solo leggerle alla fine; mica la pagano! Per tutto il resto, invece, di solito è un cantiere aperto. Può mancare la sovraccoperta (se non è stata ancora realizzata), può mancare il codice ISBN (perché deve ancora essere assegnato); a volte manca perfino il logo editoriale. Insomma, non sono rifinite. L’unico loro scopo è avere una parvenza di libro per essere lette in fretta e furia dal giornalista di turno per poi alla fine (si augura la casa editrice) essere buttate via.

E invece no! Molte di queste copie staffetta sopravvivono e – anni dopo, decenni dopo – vanno a “inquinare” il cosiddetto mercato online, talvolta creando dei veri e propri piccoli casi. Talvolta vengono classificati come errori editoriali, ma altre volte è evidente la loro origine.

Ecco che, sulla falsariga di quanto sopra scritto, ricevo qualche settimana fa la segnalazione da Silvia di una probabile copia staffetta di La montagna incantata, di Thomas Mann (Milano, Corbaccio, 1992?). Non si tratta di una prima edizione, per quella bisognerebbe risalire agli anni ’30 del XX secolo (Modernissima, Dall’Oglio), bensì di una onesta riedizione recente (anni ’90)  fin qui conosciuta con la sovracopertina che mostra il severo rilievo di una montagna con sulla sfondo un cielo chiaro. Nulla si sapeva, invece, di una copertina con la montagna e un cielo nero.

La copertina standard è stata poi utilizzata anche in varie edizioni successive, come quelle del 1993, 1994, 1997, 1999, fino almeno al 2009. Diciamo che il libro non era molto atteso all’epoca, non si tratta del ritorno di un’opera che mancava da decenni, il che non avvalorerebbe l’ipotesi di una copia staffetta, però ci dobbiamo arrendere all’evidenza. Ci si chiederà: perché il cambio di copertina? Cose da grafici, forse la verità è più banale di quello che non sembri. Chissà, evidentemente all’ultimo si è optato per una immagine più rassicurante e meno cupa. Oppure c’era una questione di diritti sulla prima immagine. Vale anche l’ipotesi di un’edizione pirata di un libro evergreen.

 

 

 

Disponibilità di alcune edizioni del libro (sempre aggiornato)

 

 

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