"Sull'inutilità di certi libri sarebbe utile scrivere un libro"
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27 Settembre 2020

Alla scoperta di Kiribiri e della Editrice Bataclan di Firenze, in odor di Futurismo

Il “portacenere” e gli altri “peccati” di Tullio Alpinolo Bracci

di Aldo Lo Presti

 

Il portacenere del peccato, di Kiribiri (Firenze, Editrice Bataclan, 1929).

La mia improvvisa incursione nel blog nasce da questa casa editrice e dal suo (probabilissimo) proprietario: Tullio Alpinolo Bracci, in arte Kiribiri, che però appare più il suono onomatopeico di un buffetto che lo pseudonimo di un futurista!

Un libro orribile (ma quanto mai fertile biblio/graficamente parlando) quello intitolato Il portacenere del peccato di Tullio Alpinolo Bracci, cioè di un ex pittore futurista, poeta, commediografo e giallista, in arte Kiribiri, che usò per la corrispondenza fogli intestati «KIRIBIRI- Ridens – Memento mori» con un disegno raffigurante un teschio col cilindro, un cravattino ed una sigaretta.

E proprio alle marche di sigarette più in voga negli anni ’20 del Novecento il nostro scrittore dedicò nel 1929 gli undici capitoli del libro citato, pronto a sfoggiare per i titoli e l’epigrafe (“Ad Elsa Merlini, inimitabile artista dall’anima poliedrica […] offro questo eterogeneo pacchetto di sigarette per le sue ore di siesta spirituale”) il carattere ideato da Eric Gill nel 1926, il Gill Sans nella versione Ultra Bond, risultando aggiornatissimo nel campo grafico.
Questi, invece, i nomi esotici delle sigarette che nascondono le protagoniste degli undici racconti kiribeschi così come rintracciabili nell’indice: Eva, Abdulla, Zara, Giubek, Muratti, Hygis, Macedonia, Ciysma [un refuso, in quanto in realtà il nome esatto è “”, come correttamente riportato a p. 163], Sultana, Hiram [ovvero le Ogden’s Guinea Gold Cigarettes, ‘ndr’], Kentucki.
E ciò permette a chi scrive di esercitare ancora un volta una passioncella segreta, quella di comprare oggetti citati nei libri che stiamo leggendo (come il biglietto da cento franchi consustanziale nella “Ricerca” di Proust) con i quali imbottirne le pagine, oppure circondarci dalle “stampe” egualmente presenti nelle narrazioni che andiamo raccogliendo per le nostre librerie, o i cani, come il “mastino” tale e quale a quello dei Baskerville, o, per l’appunto, i pacchetti di sigarette appena evocati.
La casa editrice del volume, la Bataclan di Firenze, stampò il nostro libro in quel di Siena presso la Società Stampa Senese nel luglio del 1929, e si tratta di un nome, quello del Bataclan, oggi tristemente famoso per l’attentato del 13 novembre 2015.
Una copia de Il portacenere del peccato in prima edizione (ahinoi senza copertina) risulta forse ancora in vendita (vedi in calce all’articolo le disponibilità aggiornate), e presenta un grazioso ex libris a forma di …libro! come quelli citati a p. 105: “La biblioteca del marchese Stanislao Scarampi. Alti scaffali inzavvorati di vecchi libri, rilegati in tutte le pelli, giganteggiano alle pareti”.
Nel dicembre del 1926 uscì una rivista dallo stesso nome della Casa Editrice fiorentina, ossia ancora Bataclan, stampata presso lo Stabilimento Tipografico Bandettini di Firenze, diretta dal nostro Kiribiri, una rivista definita dall’Hermet una tra le molte “carte ebdomadarie di lento metro” che nella seconda metà degli anni Venti “ s’aprirono ai cieli italiani”, ma senza brillare.
Nel campo della letteratura gialla, infine, Kiribiri – come ricorda Tiziano Agnelli – curò una collana settimanale di romanzi tascabili stampati a partire dal dicembre del 1940 (e sino al 16 agosto dell’anno successivo per 29 numeri) dallo stesso Stabilimento Tipografico Bandettini per le Edizioni Gialli Tascabili, basata quasi interamente sulle opere dello stesso Bracci, che si firmò con vari pseudonimi, come lo stesso Kiribiri, Kappa ma anche col suo vero nome.
E forse, dietro all’attivismo frenetico del talentuoso Bracci si nasconde la proprietà sia della Casa Editrice Bataclan, sia della rivista omonima che delle appena citate Edizioni Gialli Tascabili, a segno d’una passione inguaribile ed originalissima per la carta stampata ed i fatti “letterari”, ma senza qualità.
Tullio Alpinolo Bracci, in arte Kiribiri, fu anche autore per altre case editrici come l’Istituto Tipografico Editoriale di Milano e La Bottega del Romanzo e le bellissime copertine dei suoi “gialli” fanno oggi spesso bella mostra di sé presso le vetrine delle librerie dell’usato. Eccone una galleria, solo rappresentativa:

 

Disponibilità dei libri citati (sempre aggiornato)

 

 

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