Quando arriva il pezzo raro!
Il fiorentino M. P. ci annuncia di aver finalmente trovato per la sua collezione una prima edizione dello scrittore milanese di origine ucraina Giorgio Scerbanenco che era una sorta di chimera nel mondo dei collezionisti. Da moltissimi anni non se ne vedeva una copia in circolazione: si tratta di Uomini ragno (Milano, Consorzio editoriale “Saturnia”, 1946). Perfino il Sistema Bibliotecario Nazionale ne sembrerebbe sprovvisto.
- 1° ed. 1946: copertina
- 1° ed. 1946: frontespizio
- 2° ed. 2006 Sellerio
- finalmente in collezione!
Uomini ragno, di Giorgio Scerbanenco (Milano, Consorzio editoriale “Saturnia”, 1946). Prima edizione.
Uomini ragno, di Giorgio Scerbanenco; a cura di Roberto Pirani (Palermo, Sellerio, 2006).
Alle origini di una rarità
L’edizione originale di Uomini ragno di Giorgio Scerbanenco – il volumetto del 1946 pubblicato dal Consorzio editoriale “Saturnia” di Milano, che lo mise in circolazione – è oggi una delle presenze più elusive nella bibliografia “bellica” dello scrittore, pur riproposta nel 2006 da Sellerio di Palermo.
Titolo e struttura: Uomini ragno è una raccolta di quattro racconti, pubblicati per la prima volta nel 1946 e ambientati negli anni che vanno dal 1936 al 1944, cioè dal preludio dell’alleanza con Hitler all’occupazione tedesca dell’Italia. Contesto editoriale: l’uscita del 1946 presso un consorzio editoriale (piccolo, di scarsa forza distributiva) colloca il libro in una tipologia di stampa “di ricostruzione”, tirature ridotte, carta povera, diffusione limitata, fattori che spiegano l’alta mortalità delle copie e quindi l’attuale rarità della prima edizione.
Scarso riuso per decenni: per oltre sessant’anni questi racconti non sono stati riproposti in volume autonomo, fino all’edizione Sellerio (Palermo) curata da Roberto Pirani, segno che il titolo è rimasto ai margini del canone scerbanenchiano e, sul mercato, confinato a pochissime copie superstiti.
Perché è un pezzo da cacciatori
Profilo collezionistico: la combinazione di piccolo editore del dopoguerra, carta fragile, assenza di ristampe fino al XXI secolo e collocazione tematica (racconti di guerra “seri”, non gialli) fa sì che la prima edizione di Uomini ragno sia molto meno reperibile dei romanzi neri anni Sessanta oggi canonici, e assai più insidiosa da individuare nelle bibliografie generali.
Riscoperta recente: la ripresa in catalogo di Sellerio, che presenta il volume come opera “diversa” rispetto allo Scerbanenco maestro del giallo, ha acceso l’interesse degli studiosi e dei lettori forti, con inevitabile riverbero sulla caccia alla primissima tiratura del 1946.
Fascia di mercato: il fatto che la raccolta sia ormai facilmente leggibile in edizione moderna spinge i veri appassionati a cercare proprio “la radice”, cioè l’edizione del Consorzio, trasformandola in un classico caso da caccia grossa novecentesca, comparabile – per dinamica – a certe prime di narrativa resistenziale oggi quasi “fantasma”.
Trama e ambientazione dei racconti
Sellerio definisce Uomini ragno “racconti di guerra, ambientati negli anni feroci”, e il libro conferma in pieno l’etichetta. Il filo comune: i quattro testi sono tutti legati alla Seconda guerra mondiale e alla presenza nazista in Italia e in Europa; gli “uomini ragno” del titolo sono i tedeschi, cui Scerbanenco nega deliberatamente l’umanità, trasformandoli in bestie feroci, aguzzini senza pietà.
Il primo racconto: è collocato nel momento in cui sta maturando l’alleanza con Hitler; un giovane capitano dei servizi italiani scopre un complotto nazista, ma il suo zelo “disturba il manovratore” e il potere preferisce sacrificarlo, abbandonandolo ai sicari hitleriani.
Gli altri tre: una caccia solitaria a una spia nazista infiltrata a Napoli; una trappola ordita contro una linea partigiana che aiuta esuli a fuggire; la vendetta contro un agente che deporta italiani attraverso la Svizzera.
Tutti i racconti prendono le mosse da episodi realmente accaduti, ma periferici rispetto alla “grande storia”: drammi senza gloria, che non entrano nei manuali e che Scerbanenco salva dall’oblio letterario.
Un Scerbanenco “diverso”
Uomini ragno mostra un volto di Scerbanenco molto lontano dal giallo metropolitano e dal ciclo di Duca Lamberti. Tono e genere: si tratta di racconti di guerra e di odio, con un forte accento politico-morale, in cui l’autore, reduce lui stesso da fuga in Svizzera nel 1943, riversa un risentimento quasi assoluto verso i nazisti, trasformandoli in figure mostruose contrapposte a piccoli eroi anonimi.
Lontananza dalla produzione più nota: rispetto ai romanzi polizieschi anni Sessanta, questi testi rinunciano a ogni gioco di enigma e si concentrano su paura, tradimento, vigliaccheria delle istituzioni, feroce asimmetria tra vittime e carnefici; è una narrativa “seria”, quasi militante, che dialoga più con la letteratura resistenziale che con il giallo.
Valore storico-letterario: proprio questa distanza dal Scerbanenco “di mestiere” rende il libro prezioso per capire l’evoluzione dello scrittore: dai traumi della guerra, filtrati in racconti asciutti e spietati, matureranno la durezza, il realismo e la pietà disincantata che caratterizzeranno poi i noir milanesi.
Perché non dovrebbe mancare in una biblioteca scerbanenchiana
Tassello mancante del percorso: la raccolta del 1946 rappresenta un laboratorio etico e stilistico da cui discende molta della vena nera successiva; senza Uomini ragno la traiettoria di Scerbanenco dalla narrativa di guerra al giallo moderno resta monca. Doppio valore, di lettura e di oggetto: l’edizione Sellerio offre oggi il testo in forma accessibile; la prima edizione del Consorzio diventa invece, per il cacciatore di libri, l’oggetto-feticcio che incarna fisicamente un momento cruciale della storia italiana e dello stesso autore.
Obiettivo da monitorare: vista la scarsità di copie in circolazione e la lenta ma costante crescita di attenzione critica su Scerbanenco “prima del giallo”, ogni apparizione di Uomini ragno 1946 merita un immediato allarme da caccia: è uno di quei titoli che, una volta sfuggiti, potrebbero non ripassare più tanto presto.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)




