"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Autore acclamato di 10 romanzi e mezzo!

 

di Livio Codato

 

A. M. Gianella, Autoritratto a carboncino di schiena.

Anche su Aristide Marino Gianella non abbiamo un granché di notizie biografiche, né un’immagine fotografica, ma solo questo autoritratto a carboncino di schiena. Nacque il 21 agosto 1878 a Lerici (provincia di La Spezia), un piccolo comune costiero che influenzò probabilmente il suo immaginario legato al mare e alle avventure.Non emergono dettagli sulla sua famiglia d’origine o sull’infanzia, ma si sa che ebbe almeno una figlia di nome Liana, con la quale mantenne un rapporto affettuoso: in un ricordo personale, Liana rammentava con commozione l’orgoglio del padre per i propri successi professionali, notando come gli “luccicassero gli occhi” nel rievocarli anni dopo. Gianella si formò in un contesto letterario e giornalistico influenzato dal verismo e dall’avventura popolare italiana di fine Ottocento. Fu profondamente segnato dalla figura di Emilio Salgari, di cui divenne una sorta di erede spirituale: non solo ne adottò lo stile narrativo ottimista e avventuroso, con eroi che superano le avversità grazie a ingegno e colpi di fortuna, ma ne fu anche collaboratore diretto. Iniziò la sua carriera nel 1904 come giornalista di Per terra e per mare, settimanale genovese fondato e diretto proprio da Salgari, dove fu scelto come principale collaboratore, affinando le sue abilità in un ambiente di narrativa popolare e di evasione.

 

Dopo la chiusura della rivista, si dedicò pienamente al giornalismo e alla scrittura, spostandosi tra Genova (dove pubblicò i suoi primi romanzi) e Milano, città in cui visse per gran parte della vita e dove frequentò ambienti intellettuali, artistici ed editoriali. Nel 1915, su incarico di Bemporad, completò un manoscritto lasciato incompiuto da Salgari dopo la morte (Straordinarie avventure di Testa di Pietra), dimostrando la fiducia riposta in lui come continuatore della tradizione salgariana. Un altro momento chiave della sua carriera fu nel 1917, quando creò la rubrica “La realtà romanzesca” sulle pagine de La Domenica del Corriere, il settimanale illustrato per eccellenza dell’epoca. Questa colonna, che occupava una pagina intera con episodi avventurosi e polizieschi basati su fatti reali ma romanzati, ebbe un successo immediato: nei primi anni, provocò addirittura code alle edicole, diventando un appuntamento fisso per i lettori che apprezzavano le trame verosimili, gli espedienti ingegnosi e i finali ottimisti, in cui i protagonisti si salvavano da situazioni disperate. Gianella la gestì per decenni, fino al pensionamento. Parallelamente al giornalismo, coltivò anche la passione per la pittura, partecipando a esposizioni come la Mostra Permanente di Milano nel 1933, dove i suoi lavori furono apprezzati per il loro valore artistico. Aristide Marino Gianella morì nel 1961 a Sospiro (un comune in provincia di Cremona) all’età di 83 anni. Questi i suoi undici romanzi, anzi, dieci e mezzo….

Il giaguaro. Romanzo di avventure, Genova, Donath, 1907
La torpediniera da preda. Racconto d’avventure, Genova, Spiotti, 1907
Mandrin. Avventure d’un contrabbandiere, Genova, Spiotti, 1907
L’incrociatore senza nome. Avventure, Firenze, Bemporad, 1908
Gli apaches. I selvaggi di Parigi, Firenze, Nerbini [1910?], 2 volumi
Straordinarie avventure di Testa di Pietra, Firenze, Bemporad, 1915
L’ammiraglio naufragatore. Avventure, Firenze, Bemporad, 1918
Coda di Leone. Avventura, Carabba, [192.]
L’uomo e le belve, Milano, Ravagnati, 1922
Gli orfani della nave in fiamme. Romanzo, Milano, Sonzogno, 1925
L’impero fatale. Romanzo di avventure, Milano, Vallardi, 1932

 

 

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