"non esiste l'ultimo libro, ma solo il più recente"

“Marcello Barlocco: una personalità psicopatica a prevalente orientamento paranoicale e querulomane”

 

di Carlo Ottone

Così come su questo titolo, sul numero uno, seconda serie, del Dicembre 1964 la rivista Il Delatore presentava Marcello Barlocco (1910-1972). Il Delatore era un periodico bimestrale, che uscì dal 1958 al 1965, fondato e diretto da Bernardino Zapponi (1927-2000) giornalista, scrittore, sceneggiatore dal 1968 al 1980 dei film di Fellini e di molti altri della commedia italiana. Di Barlocco Il Delatore pubblicò due racconti Un’avventura a Genova e L’amante delle parabole nel 1964. Marcello Barlocco (1910-1972) nacque a Genova, figlio di un farmacista si laureò in chimica e farmacologia. Carattere irrequieto, si allontanò dalla famiglia, tentando la carriera di scrittore. Nel 1950 partecipò al Premio Viareggio con I racconti del Babbuino, che ebbe una menzione speciale dalla giuria giudicatrice. Scrisse anche per il teatro; nel 1960 alcuni suoi atti unici, persi, furono messi in scena da Carmelo Bene; nel 1957 fu accusato di far parte di una banda di spacciatori con il compito di raffinare la droga, fu condannato a quattro anni di reclusione. Sul numero quattro de Il Delatore, Dicembre 1964, l’annuncio:

“È uscito un nuovo straordinario racconto di Marcello Barlocco. Veronica, i Gaspi e Monsignore. Il rilancio del più fantastico scrittore italiano”.

Veronica, i Gaspi e Monsignore. di Marcello Barlocco (Genova, Editrice Ala, 1952) / prima edizione

Veronica, i Gaspi e Monsignore, di Marcello Barlocco (Milano, Edizioni La Cartaccia, 1964)

Pubblicato dalle Edizioni La Cartaccia di Milano; questa edizione era la revisione da parte dell’autore della prima edizione del 1952 per la Editrice Ala di Genova. Nella prefazione del libro gli Editori (Zapponi), tracciano la figura di scrittore del Barlocco di cui:

“…la critica (e non sempre in malafede) ha regolarmente svisato la sostanza narrativa..”. Talvolta si è trovata molto affinità con l’opera Kafkiana: giudizio questo quanto mai erroneo, seppure lusinghiero…Barlocco è tanto lontano da Kafka….l’angoscia di Kafka è fatale, ancestrale, sorge dal nulla..quella di Barlocco invece è dovuta ad un cumulo di cause concrete ben definite. Kafka soffre…con i suoi personaggi; Barlocco al contrario pare godere delle loro sofferenze; pare goderne tanto che… la spinge al di là dei limiti consentiti dalla logica comune, fino a cadere nel grottesco: quel grottesco macabro che è una della armi più genialmente appuntite di cui disponga Barlocco. Più verosimile semmai trovare in lui un qualcerto parallelismo con Poe, benché anche qui analizzando meglio esiste un abisso fra i due… Barlocco.. nel giallo con cade mai per la semplice ragione che è avvinghiato disperatamente al surreale….Barlocco… resta quel che è”.

Marcello Barlocco è uno scrittore di una singolarità e personalità non comune. Singolarità e personalità che sorgono dal suo estro artistico ma più ancora dal suo carattere. Scrive nello stesso modo in cui vive. In Veronica i Gaspi e Monsignore, un romanzo breve con spunti autobiografici, il grottesco e il macabro sono il leit-motiv della narrazione, sono dei racconti in cui il personaggio è un farmacista, di paese, tossicomane, che vive delle situazioni oniriche, allucinanti, paranoiche fino al tentativo di suicidio. Il culmine di questa narrazione sta nel titolo: inoltratosi di notte nel cimitero del paese ha una strano incontro con una famiglia, che vive in una cappella, composta da un rospo colossale che parlava e che gli ricorda un prete (Monsignore) suo precettore in collegio, che gli presenta la sua famiglia: “..dall’ultimo gradino della scaletta…sbucò un gallina che su per giù aveva le dimensioni di uno struzzo di media taglia” che il farmacista chiama Veronica; dall’unione di un rospo e da una gallina nacquero dei figli, diciassette, la cui “…parte anteriore del loro corpo era identica a quella di una gallina..mentre il posteriore era in tutto e per tutto quella di un rospo” che chiama i Gaspi: Ga-llina+Ro-spi=Gaspi.

Veronica, i Gaspi e Monsignore, di Marcello Barlocco (Milano, Greco & Greco, 2005)

Un negro voleva Jole, di Marcello Barlocco (Macerata, Giometti & Antonello, 2020)

Nella letteratura italiana di quegli anni in cui dominava il canone realista e un’avanguardia che tracciava altre strade, non c’era posto per la scrittura di Barlocco, non era ascrivibile a nessuna corrente letteraria, quindi l’argomento è tutto da riscoprire. Nel 2005 la casa editrice Grego & Greco ristampò il libro di Barlocco. Le edizioni Giometti & Antonello di Macerata hanno pubblicato nel 2020 Un negro voleva Iole. Racconti scelti e aforismi, un raccolta degli scritti di Barlocco. Attenzione: potrebbero esserci copertine di una prima tiratura con il nome “Jole” nel titolo. Sempre le edizioni Giometti & Antonello hanno in preparazione la ristampa di Veronica, i Gaspi e Monsignore.

 

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