"Ogni libro par che dorma, eppur sua è ogni orma"
Interviste  /  
27 Maggio 2021

Cinque domande a Pietro Orlandi sul libro “Il Triplice Complotto” di Jona Andronov (1984) sulla scomparsa di Emanuela

 

Dopo l’apparizione di un libro misconosciuto sui misteri del Vaticano

 

Un cacciatore di libri ne ha sempre di storie e cacce da raccontare. A volte il semplice atto di mettere in vendita un pezzo raro della propria collezione può essere motivo scatenante di una serie di eventi.
Così è successo l’altro ieri, 23 maggio 2021, quando fu deciso di caricare sul sito una copia dell’introvabile Il Triplice Complotto di Jona Andronov (Sofia Press, 1984).

 

Il libro in questione è una ormai rarissima pubblicazione del giornalista (ma agente del KGB) Jona Andronov che verte sui misteri della morte di Papa Luciani (fa nomi e cognomi di alti prelati e diplomatici a suo dire responsabili), sull’attentato a Papa Giovanni Paolo II e sui mandanti di Ali Agca, i famigerati “lupi grigi” della falsa pista bulgara.

Nel testo si fanno anche ampi riferimenti al caso della scomparsa di Emanuela Orlandi e al ruolo di Tommaso Buscetta nelle operazioni finanziarie vaticane di quegli anni.

Il Triplice complotto è il primo se non l’unico libro che indica il ruolo chiave del diplomatico americano Frederick Vreeland negli anni cruciali 1978-1983 per quanto riguarda fatti e misfatti della diplomazia americana a Roma e presso la Santa Sede.

Secondo l’autore, Vreeland sarebbe stato un agente della CIA con ampi poteri e discrezionalità; forse l’unico che oggi conosce la verità su quello che è successo in quegli anni. Abbiamo scoperto, infatti, che Vreeland è ancora in vita, ultra novantenne.

Il libro è stato immediatamente preso d’assalto dai cultori della materia e dai collezionisti che da anni lo cercavano.

Tra di essi è però spuntato un nome che non poteva passare inosservato, visti gli argomenti trattati. Trattasi di Pietro Orlandi, fratello della ragazza, all’epoca dei fatti quindicenne, che dal 22 giugno 1983 scomparve nel nulla.

Negli anni sono state innumerevoli le presunte segnalazioni, gli avvistamenti di sedicenti beneinformati, o di mitomani in cerca di pubblicità. Sta di fatto che la verità su quello che successe quel giorno non è mai trapelata.

Il libro è quasi sconosciuto, sono pochissime le biblioteche che ne detengono realmente una copia. Il fatto che sia stato stampato in Bulgaria, ma in lingua italiana, lo ha nascosto ai più. Rendendolo un vero e proprio oggetto non identificato.

Chissà se qualche elemento degno di attenzione non sia contenuto proprio in queste misere 42 paginette dove un traduttore italiano un po’ maldestro ha trascritto la versione dei fatti di una spia del servizio segreto dell’allora Unione Sovietica.

Cinque domande a Pietro Orlandi

Abbiamo preso al volo l’opportunità per fare qualche domanda a Pietro Orlandi su questo libro e su altri dello stesso argomento.

 

Signor Orlandi, sono molti anni che stava cercando questo libro di Jona Andronov?

No, a dire il vero non lo conoscevo, è stata una coincidenza molto particolare. La scorsa settimana ho partecipato ad un evento online “Intelligence week”, una settimana di incontri dedicati ,tra l’altro, anche ai servizi segreti internazionali. in uno di questi incontri si parlava della vicenda di mia sorella Emanuela, partecipava tra gli altri anche Francesco Pazienza ex consulente del SISMI. Durante quell’incontro ho raccontato, non credo di averlo mai fatto in precedenza, di quella volta che Jona Andronov si recò dall’Avvocato Egidio, all’epoca avvocato della nostra famiglia, per un’intervista sulla vicenda di Emanuela, presentandosi come giornalista della Literaturnaja Gazeta. In seguito scoprimmo che in realtà era un colonnello del sevizio segreto KGB, anche se Francesco Pazienza a seguito di questa mia dichiarazione mi corresse dicendomi che lui conosceva bene Andronov e non era del KGB ma del GRU (servizio segreto militare).
Pochi giorni dopo questo evento, un mio amico mi chiama dicendomi di aver visto sul vostro sito la vendita del libro di Andronov e nella foto pubblicata di una pagina del libro stesso si faceva proprio riferimento a quell’incontro tra Andronov e l’avvocato Egidio raccontato da me nei giorni precedenti. Magari, anzi sicuramente, è solo una coincidenza, ma io l’ho voluta percepire come un segnale per approfondire la lettura di questo volume e trarne qualcosa di utile.

Lei con Andronov mi ha detto di averci parlato brevemente negli anni ’80; che impressione ne ricavò all’epoca?

Quando si presentò dall’avvocato Egidio, fu soprattutto lui a parlarci, per noi in quel momento era solo un giornalista in cerca di notizie ma era comunque importante il fatto che ci fosse interesse sulla vicenda anche fuori dall’Italia, ci chiedevamo ovviamente il perché da Mosca avessero mandato un giornalista a chiedere informazioni sulla vicenda. In quel periodo va considerato che Mosca era il principale indiziato sull’attentato al papa e di riflesso sul rapimento di Emanuela.

Ad un primo esame del libro ha trovato qualcosa che può rivelarsi degna di interesse?

Ci sono spunti interessanti soprattutto per quanto riguarda la morte di Papa Luciani anche perché racconta alcuni passaggi della vicenda con molta precisioni, anticipando di un anno molti particolari raccontati nel libro In nome di Dio di David Yallop.

Anche nel raccontare la vicenda dell’attentato ha le idee ben precise ma va ricordato che siamo in piena guerra fredda e le sue idee “ben precise” potrebbero nascere dal ruolo che lo stesso Andronov ricopriva a Mosca. Per quanto riguarda la vicenda di mia sorella, racconta dell’incontro con l’avvocato Egidio e devo dire che anche all’epoca mi colpì il fatto che fu il primo, mentre gli inquirenti puntavano sull’ipotesi legata alla liberazione di Ali Agca, a formulare l’ipotesi legata alle sovvenzioni a Solidarnosc, anche se non sono d’accordo quando ipotizza che mio padre potesse avere un coinvolgimento in questa operazione economica verso Solidarnosc, motivo per il quale Emanuela sarebbe stata rapita per ridurlo al silenzio. Un’ipotesi ovviamente inverosimile ma consideriamo che siamo quasi agli inizi della vicenda e chi era estraneo e non a conoscenza del lavoro di mio padre, poteva pensare a simili ipotesi. Magari la sua era una provocazione nei confronti dell’avvocato per indurlo a dire qualcosa in più.
Ci sono libri misconosciuti, a bassa tiratura, prodotti all’epoca dei fatti, che sta ancora cercando e che potrebbero rivelarsi di qualche interesse per la vicenda, almeno a livello documentario?

Non conoscevo il vostro sito, molto interessante. Al momento non sono alla ricerca di libri particolari, anche se sono certo che nel mondo dell’editoria c’è sicuramente un libro da qualche parte, che potrebbe celare al suo interno, fatti dell’epoca, non propriamente riferibili ad Emanuela, che potrebbero accendere quella lampadina capace di illuminare la strada giusta. Qualora dovessi individuare un libro simile non esiterei a contattarvi.

Qual è il libro più interessante sull’argomento; quello realizzato meglio e più attinente alla verità dei fatti secondo lei?

Di libri ne sono stati scritti molti e forse la verità è stata raccontata inconsapevolmente in uno dei tanti libri. Naturalmente come spesso accade alcuni sono stati scritti non basandosi su fatti comprovati o scritti basandosi esclusivamente sulle ipotesi dell’autore. Questo perché purtroppo la verità non è ancora emersa ma i tanti indizi e piste seguite nel corso degli anni, oltre a creare molta confusione hanno dato sfogo alla fantasia di molti. Diciamo che ci sono libri scritti con coscienza e onesta intellettuale e ci sono libri che sicuramente sconsiglierei ma essendo un’opinione personale sarebbe poco corretto nominare l’autore e il titolo degli uni e degli altri.

 

 

Disponibilità di libri sul caso della scomparsa di Emanuela Orlandi (sempre aggiornato)

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