"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Tre studi su Hoffmann, di Claudio Magris (Milano; Varese, Istituto editoriale cisalpino, 1969).

 

Uno dei primi saggi pubblicati – si presume in un numero non elevato di copie – del grande scrittore triestino: rarissimo e ricercato dai collezionisti di ‘tutto il pubblicato’.

 

 

Chi è l’autore

Claudio Magris (n. 1939) è uno dei più importanti scrittori e intellettuali italiani contemporanei. Nato a Trieste, ha sempre coniugato nella sua opera la letteratura con la critica e l’impegno civile.

La sua attività di studioso ha riguardato soprattutto la letteratura e la cultura centro-europea, in particolare quella di matrice ebraica e lo ha portato, fin dagli anni ’60, ad essere tra i primi a proporre una rivalutazione degli autori ebrei nel panorama letterario mitteleuropeo. La sua tesi di laurea, discussa all’Università di Torino, dal titolo “Il mito asburgico nella letteratura austriaca moderna” (pubblicata poi nel 1963) rappresenta una pietra miliare degli studi sulla letteratura centro-europea.

Ma Magris non si è limitato all’ambito accademico. Già dal 1967 collabora con il Corriere della Sera, scrivendo articoli di attualità politica e sociale, di letteratura e di viaggi, che lo hanno reso uno dei più apprezzati intellettuali italiani.

Il suo grande successo arriva nel 1986 con Danubio, un’opera monumentale che racconta la storia del fiume, della regione che attraversa e delle popolazioni che vi abitano. Il libro rappresenta una sorta di “archeologia dell’Europa centrale” e la ricerca di una “identità del Danubio”. Con Danubio, Magris vince il Premio Bagutta, diventando un autore di fama internazionale.

Ma l’opera più importante di Magris è senza dubbio una trilogia dedicata alla tradizione ebraico-orientale: Lontano da dove, Il Conde e Le altre vite. In queste tre opere, l’autore racconta la storia del popolo ebraico, della diaspora e del suo ruolo nella cultura centro-europea.

Magris non si è limitato alla letteratura. Nel 1994 viene eletto senatore nel collegio di Trieste, sostenuto dalle coalizioni del Patto per l’Italia e dei Progressisti, fino al 1996.

Nel 1997 vince il Premio Strega con Microcosmi, una serie di racconti e saggi che rappresentano una sorta di antologia della cultura italiana.

Magris è stato insignito di numerosi premi, tra cui il Premio Principe delle Asturie nel 2004 e il Premio Mediterraneo per stranieri con À l’aveugle. Nel 2009, a Francoforte, ha ricevuto il premio per la pace «Friedenspreis des deutschen Buchhandels».

La sua ultima opera, Inventarsi una vita, pubblicata nel 2022, è una conversazione con Paolo Di Paolo e rappresenta una sorta di bilancio della sua vita e della sua carriera.

Claudio Magris rappresenta uno dei pochi intellettuali che ancora sanno conciliare la scrittura con l’impegno civile, la letteratura con la critica e la cultura con la politica.

 

 

Disponibilità del libro (sempre aggiornato)

 

 

 

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