"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Ferragni vs. L’Espresso: l’ennesima disputa tra sensazionalismo e etica nel giornalismo

 

L’Espresso n. 10, anno 70 – 8 marzo 2024.

Nel mondo “spietato” del giornalismo, il recente numero de L’Espresso (8 marzo 2024) – nel giorno che dovrebbe celebrare la donna – ha fatto scalpore presentando Chiara Ferragni sotto una luce distorta, quella di Harley Quinn, la cattiva follemente innamorata del Joker antagonista psicopatico di Batman, una scelta visivamente impattante ma moralmente discutibile.

 

L’immagine della Ferragni, celebre influencer seguita da milioni di persone nel mondo, è stata trasformata in un’interpretazione distorta della realtà, che ha suscitato acide polemiche e dibattiti sul confine tra informazione e sensazionalismo.

Mentre la difesa pubblica di Fedez, compagno della Ferragni (sia pur in piena crisi di coppia), ha cercato di porre un argine alle critiche, la reazione della stessa Ferragni non si è certo fatta attendere. Ironica e decisa, ha ringraziato i suoi sostenitori per il sostegno ricevuto, annunciando azioni legali contro la società editrice de L’Espresso.

La copertina intitolata “Ferragni SPA. Il lato oscuro di Chiara” ha gettato un’ombra su un impero apparentemente cristallino, presentando la figura dell’influencer in un’ottica distorta e sensazionalistica. Accuse di opacità, società intricate e sospetti movimenti finanziari hanno offuscato l’immagine di un’icona di stile e successo. La nota patinata con la quale è stata promossa la copertina su Instagram non ha fatto altro che aggiungere polemiche al fuoco, delineando uno scenario in cui l’etica giornalistica sembra vacillare di fronte alla bramosia di sensazionalismo e caccia al click.

Fedez, intervenendo sui social, ha aggiunto pepe alla vicenda attaccando direttamente il proprietario de L’Espresso, evidenziando ipocrisie e deplorevoli paradossi nell’operato del giornale.

In un contesto mediatico saturo di informazioni, è imprescindibile riflettere sul confine sottile tra libertà di stampa e responsabilità etica. La vicenda della copertina su Chiara Ferragni non fa che sollevare interrogativi sul ruolo e sugli intenti dell’informazione nel mondo contemporaneo. In un’epoca in cui le notizie si trasformano in spettacolo e le personalità pubbliche in merce di scambio, è fondamentale mantenere saldo il dovere di informare in maniera equilibrata e rispettosa, tutelando la dignità e l’integrità di ogni individuo.

 

Cosa sta succedendo?

Secondo l’ANSA del 7 marzo 2024, sarebbe imminente un’azione legale intrapresa dall’imprenditrice digitale Chiara Ferragni contro il settimanale L’Espresso. Il settimanale aveva deciso di pubblicare un servizio sulla galassia societaria dell’influencer, raffigurandola in copertina con le sembianze del personaggio di Joker dell’universo Batman (o del suo alter ego femminile, a seconda delle varie interpretazioni). La copertina e l’articolo interno sollevano questioni sulla struttura societaria delle imprese della Ferragni, sottolineando presunti problemi di trasparenza e altre criticità.

La risposta del team legale di Chiara Ferragni è stata immediata, con la decisione di valutare azioni legali, compreso il possibile ricorso per danni patrimoniali e non patrimoniali contro la società editrice del settimanale. I legali hanno anche emesso una diffida a non pubblicare il numero contenente la copertina denigrante [sembra tuttavia che in varie città il periodico sia stato effettivamente diffuso]. Essi contestano inoltre l’uso diffamatorio dell’immagine dell’imprenditrice e la sua denigrazione proprio nel giorno in cui dovrebbe essere celebrata, affermando la portata gravemente lesiva dell’immagine.
La vicenda potrebbe avere ripercussioni significative non solo sulle parti coinvolte direttamente, ma anche sull’intero settore della comunicazione digitale e dell’influencer marketing.

 

Nascerà un mito e un conseguente nuovo feticcio per i collezionisti?

Noi di Cacciatore di libri temiamo proprio di sì. Sebbene qualcuno (per esempio Fiorello) sia dell’opinione che alla fine questa sarà la strategia vincente, perché chi viene attaccato alla fine riscuote la simpatia del pubblico, è presumibile pensare che il numero dell’Espresso incriminato sarà per sempre un’icona dei tempi moderni, anzi contemporanei. E sarà attivamente ricercato, con valutazioni che via via cresceranno fino a rasentare la follia.

Ci sono precedenti di numeri di periodici che sono stati al centro dell’attenzione in passato. Uno per tutti il famoso numero del giornale satirico Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015, coinciso con l’attentato terroristico alla redazione parigina, dove persero la vita dodici persone. Il periodico era al centro delle rimostranze da tempo per alcune vignette sul profeta Maometto ritenute blasfeme dalla comunità islamica. Le valutazioni della rivista, nell’immediato, sfiorarono i 100.000 euro di richiesta su eBay, e ci sono evidenze di copie vendute comunque a 10.000 e forse 20.000 euro.

Per quanto riguarda “Ferragni SPA. Il lato oscuro di Chiara” dell’8 marzo 2024, si profila un futuro in cui – nell’immediato – molti si riverseranno nelle edicole per accaparrarsi almeno una copia da esibire ad amici e conoscenti come un feticcio di guerra. A ciò farà seguito una diminuzione repentina della disponibilità e quindi una richiesta improvvisa che farà aumentare la valutazione di pari passo.

Quello che è certo che già in fase di chiusura delle edicole in data 8 marzo, la rivista si era già fatta introvabile. Seguiremo attentamente gli sviluppi della vicenda.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

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