Ricercatrice poliedrica e appassionata
di Simone Berni
Simonetta Michelotti è stata una giornalista, scrittrice, storica e ricercatrice originaria di Siena, con una solida formazione accademica. Nel corso della sua carriera ha svolto attività di ricerca universitaria e ha lavorato presso l’Università di Siena, dove dal 1988 è stata impiegata nelle segreterie universitarie e nel 1992 è diventata responsabile del Programma Erasmus e del Progetto ECTS.
Appassionata di sport e contradaiola della Lupa, la Michelotti ha unito il suo impegno culturale e accademico alla passione per la tradizione senese. È autrice di numerose pubblicazioni e studi, tra cui libri e articoli che testimoniano la sua approfondita conoscenza storica e il suo contributo alla divulgazione culturale.
Simonetta Michelotti è scomparsa prematuramente l’11 maggio 2025 all’età di 63 anni, lasciando un importante patrimonio di studi e ricerche nel campo della storia e della cultura locale e universitaria di Siena.
Tra i suoi lavori più importanti c’è il libro “La ribellione degli orologi ovvero dell’indipendenza tecnologica” (Siena, Nuova Immagine Editrice, 2002), una riflessione critica sul rapporto tra tecnologia e società, che esplora come la tecnologia possa ribellarsi o sfuggire al controllo umano, o come l’indipendenza tecnologica sia un obiettivo strategico e culturale da perseguire.
Molto interessante il lavoro storico “Stato e Chiesa”: Ernesto Rossi contro il Clericalismo (Soveria Mannelli, Rubbettino, 2006), che analizza l’impegno di Ernesto Rossi, politico, giornalista e antifascista italiano, nella lotta contro il potere e l’influenza della Chiesa cattolica sulla società e sulla politica italiana. Ambientato nel contesto del miracolo economico e delle trasformazioni politiche del dopoguerra, il libro approfondisce il confronto tra Stato laico e Chiesa, evidenziando come Rossi abbia denunciato il clericalismo come un ostacolo alla democrazia e alla libertà di coscienza. In quest’opera la Michelotti ricostruisce il percorso di Rossi, che si ispira al principio risorgimentale di “libera Chiesa in libero Stato“, e la sua critica severa ai Patti Lateranensi del 1929, che secondo lui hanno compromesso l’autonomia dello Stato italiano. Rossi mette in luce la connivenza tra il regime fascista e la Chiesa, denunciando la sua influenza corruttrice e il suo controllo sociale e politico, senza mai cadere in offese verso i credenti ma concentrandosi sui privilegi ecclesiastici.
Nell’opera “Ottanta anni alle Murate. Cronache del carcere di Firenze: storie di uomini, ideali, tragedie. Un simbolo della sofferenza oggi riconquistato dalla città” (Firenze, Nardini Editore, 2013), invece, Simonetta Michelotti offre una panoramica storica sulle ex carceri maschili fiorentine, le Murate, attraverso le vicende di prigionieri, in particolare oppositori ai regimi politici del Novecento.
Il lavoro si propone di fissare la memoria storica di questo luogo simbolo di sofferenza, raccontando storie di uomini, ideali e tragedie che hanno attraversato il carcere nel corso di ottant’anni. Michelotti evidenzia come le Murate, oggi riconquistate e valorizzate dalla città di Firenze, rappresentino un patrimonio storico e culturale importante, testimone delle lotte per la libertà e della repressione politica.
In “Italia e Libia. Un secolo di relazioni controverse” (Roma, Aracne, 2015) Simonetta Michelotti è coautrice, e qui tratta delle complesse e spesso conflittuali relazioni politiche, strategiche ed economiche tra Italia e Libia nell’arco di oltre un secolo. L’opera analizza come questi rapporti abbiano influenzato gli equilibri nel bacino del Mediterraneo, mettendo in luce le tensioni storiche e le dinamiche di potere che hanno caratterizzato il rapporto tra i due Paesi.
“L’ombrello di Depretis: la politica estera dell’Italia al Congresso di Berlino (1875-1878)” (Siena, Nuova Immagine Editrice, 2002), invece, tratta della politica estera italiana durante il Congresso di Berlino, un evento diplomatico cruciale che si svolse tra il 1875 e il 1878. L’opera analizza il ruolo e le strategie adottate dall’Italia sotto la guida di Depretis, evidenziando come il paese cercò di tutelare i propri interessi internazionali in un contesto europeo complesso e in trasformazione.
Ciao, Jimmy Taimaut.
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