"Se un libro scompare, magari vuole solo essere lasciato in pace"

 

Un ragazzo di 27 anni finito sulla ghigliottina

Fu un caso – quello del giovane criminale francese Jacques Fesch (1930-1957) – che destò molto scalpore nell’opinione pubblica internazionale nel 1957, quando fu eseguita la condanna a morte per ghigliottina. Fesch si era infatti macchiato di un omicidio ritenuto volontario.

Da sempre fu ossessionato dal sogno di acquistare una barca e di fuggire per i mari del Sud, lasciando la Francia e la civiltà. Allo scopo di procurarsi il denaro necessario, provocò una sparatoria che originò una clamorosa caccia all’uomo a Parigi, conclusasi tragicamente con la morte di un passante, mentre il giovane tentava di aprirsi una via di fuga. Sebbene al processo abbia cercato di far capire di aver mirato alle gambe e di non aver avuto la volontà di uccidere, non venne creduto e per lui scattò la condanna alla pena capitale. In carcere si riavvicinò alla fede cattolica e scrisse una importante serie di lettere dove manifestò pentimento e bisogno redenzione. Nonostante questo, fu ghigliottinato il primo Ottobre del 1957.

Bisogna aspettare fino al 1972 per la prima pubblicazione in Francia delle sue lettere. L’opera in originale è Lumiere sur l’echafaud: lettres de prison de Jacques Fesch guillotiné le 1 octobre 1957 a 27 ans (Paris, Les editions Ouvrieres, 1972); presentazione di Augustin Michel Lemonnier.

In Italia, quattro anni più tardi, il libro esce come: Luce sul patibolo: Lettere dal carcere di Jacques Fesch ghigliottinato il 1° ottobre 1957 a 27 anni, a cura di A.-M. Lemonnier (Torino: Elle Di Ci, 1976). L’edizione italiana è pressoché scomparsa e risulta avidamente ricercata. Esistono infatti i cosiddetti “amici di Jacques Fesch”, un’associazione molto attiva che cerca di tenere alto il nome del giovane francese nell’opinione pubblica. Fin da subito, infatti, il caso della sua conversione fu indagato dalla Santa Sede e nel dicembre del 2009 c’è stato in San Pietro un incontro tra la sorella del giovane condannato a morte e il pontefice Benedetto XVI.

 

Storia di una conversione

Dopo circa un anno dall’incarcerazione, Jacques racconta di essere stato visitato dallo Spirito di Dio, che gli fa il dono della fede. Nei mesi seguenti, Gesù gli parla due volte e gli confida: «Ricevi le grazie della tua morte». Intanto la giustizia fa il suo corso e il giovane, condannato a morte, viene ghigliottinato il 1° Ottobre 1957. Non si ribellerà mai, perdonerà tutti, convertirà anche qualche detenuto. Molte e molto diverse furono le reazioni dell’opinione pubblica a questo «delitto di Stato».

Oggi prevale l’idea che la giustizia francese abbia usato il caso Fesch per dare un esempio: l’impermeabile fu fatto sparire, i testimoni a favore di Jacques furono fatti tacere, tutte le donne della giuria furono escluse dal voto, alcuni poliziotti in borghese parteciparono al processo con spirito da claque, gli avvocati dell’accusa gridavano in aula all’assassino… L’uso della ghigliottina in Francia si è protratto fino al 1981, anno in cui è stata abolita la pena di morte. Questo caso è interessante anche per i giovani, che possono accostare una figura di giovane ateo e scapestrato che proprio in carcere cambia completamente rotta e diventa capace di salvare altri atei, sbandati. È l’occasione per entrare nell’intimità di un condannato a morte che, invece di perdersi nella disperazione, offre la sua sofferenza per la conversione e il bene di molti. Per Jacques Fesch il cardinale Jean-Marie Lustiger ha avviato la causa di beatificazione.”

[testo di proprietà delle Edizioni Paoline]

I suoi libri sono tutti rari

Particolarmente ricercati – oltre al già citato Luce sul patibolo, anche Cella 18: testimonianza eccezionale. Lettere inedite di Jacques Fesch in attesa della ghigliottina, a cura di A.-M. Lemonnier (Leumann, Elle Di Ci, 1981), Giornale Intimo (2 agosto – 30 settembre 1957), di Jacques Fesch (Leumann, Elle Di Ci, 1982) e Jacques Fesch racconta la sua vita, di Giacomo Maria Medica (Leumann/Rivoli, Elle Di Ci, 1988). Da notare come estrema curiosità che la casa editrice Elle Di Ci stampava al Villaggio Leumann, un quartiere operaio edificato alla fine dell’800 presso Collegno, non lontano da Torino. Il villaggio nacque perché vi si trasferì l’imprenditore svizzero Napoleone Leumann a seguito di agevolazioni fiscali per la sua azienda, l’omonimo cotonificio. Ma l’imprenditore non creò solo una fabbrica, bensì una vera e propria area abitativa, pensata anche per il tempo libero e per le attività di svago, di studio e di culto, tra cui una scuola, la Chiesa di Santa Elisabetta e varie attività ristorative.

In tempi più recenti in Italia è uscito il libro Jacques Fesch: l’avventura della fede di un condannato a morte, di Ruggiero Francavilla (Milano, Paoline, 2006), che ha oggi delle quotazione quasi incredibili su eBay ed Amazon. Parliamo di oltre 1.000 euro di richiesta per una copia. Tra l’altro, mi è anche capitato di vederne una con una copertina dai colori diversi e con in copertina un disegno al posto della fotografia, forse una copia pirata o una copia non autorizzata?

Anche Sul filo della vita: la storia di Jacques Fesch, di Graziella Merlatti (Milano, Ancora, 1997) ha delle valutazioni interessanti nel mercato del libro fuori catalogo ed esaurito, attestandosi intorno a 90/100 euro.

 

 

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