"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

La Sultana scomparsa…

 

di Livio Codato

 

Questa volta ​cominciamo con un bel necrologio da La Stampa Sera di Torino. “Si è spento ieri (22 luglio 1968), all’età di 83 anni, il commendator Carlo Merlini, una delle figure più note e amate della cultura torinese. Per oltre quarant’anni fu solerte e apprezzato funzionario del nostro Comune, ricoprendo la carica di Capo Divisione e dirigendo con passione Ufficio Stampa e la rivista municipale «Torino». ​​Uomo di eccezionale bonomia, modesto e schivo nonostante le onorificenze e il successo dei suoi libri, Carlo Merlini lascia un vuoto profondo tra i colleghi del Palazzo Civico e tra i molti amici che ne apprezzavano la conversazione colta e l’inesauribile memoria storica. Nato a Castiglione delle Stiviere il 2 ottobre 1884, ma torinese per elezione e per profondo amore verso la città, Merlini aveva saputo conquistarsi l’ammirazione dei lettori con una vasta produzione letteraria. Prima di diventare il biografo attento e arguto della «Torino vecchia» — i cui volumi restano pietre miliari per la conoscenza del nostro folklore e della storia minore dei quartieri — egli si era dedicato con successo alla narrativa per la gioventù. I suoi romanzi d’avventure, ambientati in terre esotiche e lontane, avevano fatto sognare migliaia di ragazzi, rivelando una fantasia fervida unita a un garbato intento educativo. Alla vedova, signora Adele, e ai figli giungano le condoglianze della nostra redazione”.

immagine dell’autore idealizzata

Triste modo di cominciare, direte voi. Sì, triste, ma inevitabile perché è risultato impossibile trovare altrove una qualsiasi altra notizia biografica, nonché una sola fotografia del dimenticato Merlini. A meno di non andare a Torino, soggiornarvi una settimana e girovagare per archivi e biblioteche nella speranza di recuperare informazioni su di lui e le sue immaginarie avventure. Comunque, ecco un altro emulo di Salgari del primo Novecento italiano. Lasciamo perdere la produzione “torinese” e concentriamoci sui romanzi e novelle d’avventura. Scatenando la ricerca in OPAC-SBN saltano fuori questi titoli:

  • Metempsicosi. Novella fantastica, Bovisio: Casa Editrice Roma, 1907, 48 p.; 22 cm; 2 copie.

  • Il fiore della vittoria. Novella, Mantova: L’Esperanto, 1907, 52 p.; 21 cm; 1 copia.

  • Sul sentiero, Mantova: L’Esperanto, 1908, 119 p.; 21 cm; 1 copia.

  • La stella di Casablanca. Avventure, Como: Stab. Tip. della Società Editrice Roma, 1908, 105 p.; 25 cm; 2 copie.

  • Le avventure di Burlot e Birolet. Dalla Francia al Brasile, Torino: S.E.I., [1924?], 270 p.; carte di tav.: ill.; 23 cm; 4 copie.

  • Il prigioniero della Porta d’oro. Romanzo d’avventure di terra e di mare, Torino: S.E.I., 1927 (Scuola Tip. Salesiana), 270 p.; 6 tavole; L.12; 2 copie.

  • I Leopardi del Giuba. Romanzo d’avventure nella Somalia italiana, Torino: S.E.I., 1929 (Scuola Tip. Salesiana), 222 p.; 6 tavole; L.9; 2 copie.

  • La Gemma del re. Avventure in Birmania, Torino: S.E.I., 1929 (Scuola Tip. Salesiana), 288 p.; 6 tavole; L.12; 2 copie.

  • L’eredità di radio. Romanzo, Firenze: Nerbini, 1933, 131 p.; 19 cm; 2 copie.

  • Le drammatiche imprese d’un giornalista parigino. Avventure, Torino: Anonima libreria italiana, [19..], 223 p.; 19 cm; 3 copie.

  • Gli assalitori del deserto. Romanzo d’avventure africane, Torino: Marietti, 1935, illustrazioni di L. Edel, 436 p.; 8 fig.; 20 cm; L.8; 4 copie.

  • I ribelli del Nilo bianco. Romanzo di viaggi e avventure, Milano: La Sorgente, 1941, 355 p.; con 23 incisioni e 4 tavole a colori; 24 cm; Collana azzurra, 19; 4 copie (1ª ed.).

 

Solo ventotto copie rimaste in tutto il Sistema Bibliotecario Nazionale della produzione avventurosa del povero Merlini, probabilmente arsa nelle stufe durante i duri giorni della Seconda Guerra mondiale. Per anni ho cercato i suoi libri in vendita e ne ho trovati sei, dei quali due senza la copertina originale, ahimè. I pezzi forti sono questi:

 

Di un altro di quei due, con copertina anonima, ho ottenuto la foto della sovraccoperta da una gentile bibliotecaria. Continuerò a cercarli i benemaledetti libri di Merlini e, nel frattempo, proverò intanto a lenire il dolore della privazione provando a farmi inviare le scansioni delle copertine o sovraccoperte di quelli mancanti, cercando d’impietosire qualche altra/o cortese bibliotecaria/o. Perché vorrei tanto, ad esempio, La stella di Casablanca? Perché erano bei libri di avventure esotiche, illustrati da artisti di una certa fama (Roberto Sgrilli, Antonio Zetto, Leonida Edel), testimoni di un’epoca perduta, in cui tante parti del mondo erano ancora misteriose e suggestive, senza turisti, ma solo qualche viaggiatore, beato lui… Pazienza. Accontentiamoci? Magari!
Succede che nell’antiporta de La gemma del re (della SEI) viene pubblicizzato un libro del Merlini, edito presso un’altra casa editrice non specificata: La Sultana dell’Oriente Nero. Romanzo d’avventure africane! Grido di dolore per il disgraziato cacciatore di libri: che fine ha fatto questo libro dal titolo magnifico?

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

 

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