Segnalazione flash – Il libretto segnalato da Marcello Galletti è in inglese, e si intitola Industrial Ukraine – un opuscolo di propaganda prodotto dal Publishing House for Political Literature of the Ukraine a Kiev, intorno alla metà degli anni Sessanta.
Industrial Ukraine – un opuscolo inglese dalla Kiev sovietica
Il colophon in ucraino che si vede nella foto indica chiaramente l’origine del volume: è stato dato alla produzione il 13 marzo 1964 e firmato per la stampa il 4 dicembre 1964, con una tiratura di 2000 copie e un prezzo di copertina di 37 copeche. L’editore è il Vydavnytstvo polityčnoï literatury Ukraïny (Publishing House for Political Literature of the Ukraine, noto come Polìtvydav Ukrainy), con sede in via Volodymyrska 42 a Kiev, mentre la stampa è affidata alla fabbrica di stampa a colori del Comitato Statale del Consiglio dei Ministri della RSS Ucraina per la stampa, in via O. Dovženka 3.
Una segnalazione online mostra un opuscolo con la stessa intitolazione, Industrial Ukraine, datato Kiev 1965, recante in copertina la dicitura “Publishing House for Political Literature of the Ukraine”, confermando che l’edizione inglese appartiene a una serie di opuscoli propagandistici destinati ai lettori stranieri. Industrial Ukraine è dunque un libretto illustrato che presenta l’Ucraina sovietica come grande centro industriale: città operaie moderne, impianti metallurgici, centrali elettriche, complessi chimici, porti e infrastrutture, accompagnati da testi in inglese che esaltano i successi del socialismo e la “vita felice” dei lavoratori.
Propaganda multilingue e vetrina dell’Ucraina socialista
Tra anni Cinquanta e Sessanta, la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina viene spesso descritta nelle pubblicazioni ufficiali come “Industrial Ukraine”, uno dei motori economici dell’URSS: una regione dove la pianificazione socialista avrebbe trasformato territori agricoli e devastati dalla guerra in un paesaggio di fabbriche, miniere e città moderne. Il Polìtvydav Ukrainy, fondato nel 1922, è il principale strumento editoriale: pubblica libri e opuscoli in ucraino e russo per il pubblico interno, ma anche materiali in inglese, francese, tedesco, italiano e altre lingue, destinati all’estero.
Industrial Ukraine rientra in questo pacchetto multilingue di propaganda. L’inglese è la lingua di destinazione privilegiata per raggiungere giornalisti, studenti, delegazioni e istituzioni in Europa occidentale e nel mondo anglofono. L’opuscolo veniva verosimilmente inviato a ambasciate, consolati, istituti culturali, associazioni di amicizia URSS-Occidente, fiere internazionali e conferenze, spesso insieme ad altri libretti su agricoltura, educazione, cultura, con l’obiettivo di costruire un’immagine dell’Ucraina come vetrina di modernità.
Un piccolo oggetto, fra storia economica e storia della propaganda
Dal punto di vista materiale, Industrial Ukraine è un libretto di poche decine di pagine, in formato compatto, realizzato su carta economica ma con stampa a colori affidata a una tipografia specializzata, come indica il colophon. Le immagini mostrano stabilimenti industriali, infrastrutture, catene di montaggio, panorami urbani; i testi in inglese illustrano dati di produzione, piani di sviluppo, progetti futuri, con un tono entusiastico. È un discorso costruito per lettori che non conoscono l’ucraino, e che devono farsi un’idea “guidata” dell’Ucraina sovietica.
Per chi si occupa di storia dell’URSS e delle relazioni culturali, Industrial Ukraine è interessante per almeno tre motivi. È un documento diretto sulla rappresentazione dell’Ucraina socialista prima delle grandi crisi degli anni Settanta e Ottanta: la narrativa è quella del successo industriale, senza accenni alle tensioni sociali o nazionali. È un esempio concreto di propaganda sovietica in lingua inglese, studiabile nei suoi codici linguistici, nella selezione dei dati, nelle immagini scelte per colpire un certo tipo di pubblico. Infine, è una testimonianza del ruolo del Polìtvydav come ponte editoriale tra Kiev e l’estero: un’istituzione che non si limita alla produzione interna, ma si colloca esplicitamente nel circuito delle relazioni internazionali.
Perché la segnalazione conta
La segnalazione permette di portare alla luce un tipo di materiale che spesso resta invisibile nei cataloghi: non un libro commerciale, ma un opuscolo ufficiale concepito come strumento di propaganda e di diplomazia culturale. Con una tiratura di soli 2000 esemplari, pensata per circolazioni mirate e non per il pubblico generalista, Industrial Ukraine è verosimilmente passato per uffici stampa, istituti culturali, biblioteche specialistiche, per poi venire scartato o dimenticato.
Oggi, per il cacciatore di libri, un esemplare in buono stato è un piccolo pezzo di storia. Non tanto per il valore economico – che resta modesto, in assenza di un vero mercato collezionistico – quanto per il valore documentario: un frammento della costruzione dell’immagine dell’Ucraina all’interno del sistema sovietico, in lingua inglese, pensato per parlare direttamente al mondo. In un tempo in cui “industrial Ukraine” torna a essere espressione ricorrente, ma in tutt’altro contesto (post‑industriale, guerra, transizione), questo libretto offre uno spaccato di come la stessa realtà venisse raccontata sessant’anni fa.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)








