"Se un libro scompare, magari vuole solo essere lasciato in pace"

Giovedì 15 OTTOBRE 2009 – Federico Bernocchi del programma di Radio RAI Due “Dispenser” intervista Simone Berni su “Libri scomparsi nel nulla”.

Le tre domande fatidiche:

 

1) Da dove nasce questa sua passione per i libri introvabili?

Nasce principalmente dalla constatazione che alcuni libri non seguono un iter, per così dire, naturale, ma scompaiono più o meno misteriosamente dopo poche settimane dall’uscita. Il primo libro che anni fa attrasse la mia attenzione fu “Mundiagate” di Roberto Chiodi e Oliviero Beha, sullo scandalo della presunta combine tra le federazioni calcistiche di Italia e Camerun ai mondiali di calcio del 1982. Mi colpì soprattutto che il primo editore, Feltrinelli, si fece repentinamente da parte e non fece arrivare il libro (già stampato) nelle librerie. Lo fece invece il coraggioso editore napoletano Tullio Pironti nel 1984, ma i due autori (Beha soprattutto) furono osteggiati e mobbizzati per anni.

2) Ci spiega i motivi, anche curiosi, per cui un libro a un certo punto scompare?

Un libro scompare – quando non lo fa per cause naturali – essenzialmente per tre motivi:

a) perché va contro poteri forti (politici e d’immagine);

b) perché tratta argomenti scabrosi;

c) perché diventa un oggetto di culto.

Nel primo caso si annoverano i libri scritti contro una parte politica, o contro una multinazionale. Mi vengono in mente i libri scritti contro Berlusconi, tra cui il celebre “Berlusconi. Inchiesta sul Signor Tv” di Mario Guarino e Giovanni Ruggeri (1987), rastrellato da mani ignote a pochi giorni dall’uscita, o i libri pubblicati negli anni ’70 contro la Nestlé sul caso del famigerato Lactogene e delle morie di bimbi in Africa. Nel secondo caso si contemplano i casi di libri che svelano scandali, vizi privati e segreti inconfessabili di personaggi in vista. Basti pensare ai libri scritti sulla tragica fine di Lady Diana o quelli sulle sventure giudiziarie di Michael Jackson dal 1993 (il suo “Bad Year”) in poi. Nel terzo caso – quello dei libri diventati oggetti di culto – ci sono quei libri che diventano dei cimeli, a volte loro malgrado. Posso citare, tra tanti, “Sposerò Simon Le Bon” di Clizia Gurrado e della sua smisurata passione per il leader storico dei Duran Duran, icona-pop degli anni ’80.

3) Qual è il suo grande “introvabile”, il libro che farebbe carte false pur di avere?

Beh, il mio “sogno proibito” è “Su Onda 31 Roma non risponde” di Franco Tabasso. Si tratta di un libro del 1957, che fu fatto requisire dalla Polizia per il suo contenuto scomodo (si dettagliava sul carteggio fra Mussolini e Churchill mettendo di mezzo molte personalità intoccabili in ambito militare). Difficile trovarne una copia, è molto raro.

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