"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Un ebreo, il jazz e Vittorio Mussolini: storia di un libro

 

Nell’ottobre 2026 compare su eBay una copia di Introduzione alla vera musica di Jazz, di Ezio Levi e Gian Carlo Testoni, pubblicato a Milano dalle Edizioni Magazzino Musicale nel 1938. Il venditore chiede 250 euro e lo definisce «RARISSIMO».

 

La cifra incuriosisce, soprattutto perché il libro non è uno di quei titoli che abitualmente raggiungono quotazioni elevate. Ma, cercandolo, ci si accorge che qualcosa è effettivamente cambiato: le copie che fino a qualche anno fa comparivano nei cataloghi antiquari sembrano essersi diradate. Prima del mercato, però, vale la pena aprire il libro.

 

8 febbraio 1938

Il colophon consente una datazione insolitamente precisa: «FINITO DI STAMPARE IL 8-2-1938 ANNO XVI NELLE ARTI GRAFICHE DINO GROSSI MILANO».

La prefazione era già pronta nell’ottobre 1937. Il volume conta 115 pagine e viene pubblicato da Edizione Magazzino Musicale. Sul retro della sovraccoperta compare il prezzo originario di 10 lire; nel risvolto è pubblicizzata la rivista Il Disco, «in ogni numero recensioni di JAZZ HOT».

La data è importante. Il libro esce pochi mesi prima della legislazione razziale fascista che avrebbe colpito anche Ezio Levi, ebreo. Secondo una ricostruzione pubblicata da Musica Jazz, Levi fu avvertito in anticipo da Vittorio Mussolini, riparò prima a Parigi e successivamente negli Stati Uniti. La stessa fonte considera il volume scritto con Testoni nettamente superiore a quanto era stato pubblicato fino ad allora in Italia sul jazz. Non abbiamo invece elementi per sostenere che il libro sia stato sequestrato, censurato o ritirato in seguito alle leggi razziali. La sua pubblicazione, anzi, precede quella fase.

 

 

Una dedica a Vittorio Mussolini

La pagina successiva riserva una sorpresa:

«A Vittorio Mussolini con grata simpatia per avere, tra i primi in Italia, compreso ed apprezzato la vera musica di Jazz.»

La dedica è stampata nel libro. Vittorio Mussolini, figlio di Benito, frequentava effettivamente l’ambiente jazzistico e collaborava alla rivista Il Disco. Levi e Testoni erano invece tra i promotori del Circolo Jazz Hot milanese; Levi collaborava anche con la Columbia e partecipò all’organizzazione di alcune registrazioni di Gorni Kramer.

La fotografia storica è singolare: nel febbraio 1938 un intellettuale ebreo dedica un libro sul jazz al figlio del capo del fascismo. Di lì a pochi mesi la situazione sarebbe completamente cambiata.

 

Non fu il primo libro italiano sul jazz

Su questo punto occorre fare chiarezza. Introduzione alla vera musica di Jazz viene ancora indicato da alcune fonti come il primo libro italiano dedicato all’argomento. Ma cronologicamente non lo è. Nel 1937 Augusto Caraceni aveva pubblicato a Milano, presso Suvini Zerboni, Il jazz: dalle origini ad oggi: 179 pagine, interamente dedicate all’argomento. La sua esistenza e la datazione sono ampiamente documentate nei cataloghi bibliografici.

Il punto, semmai, è un altro. Nel 2021 Guido Michelone, sul Manifesto, ha definito quello di Levi e Testoni il «primo riuscito tentativo» italiano di collocare il jazz in una prospettiva storico-critica. Il giudizio sul predecessore è decisamente meno benevolo: Michelone parla, a proposito del libro di Caraceni, di «calunnie, personalismi, bugie, svarioni».

Caraceni arriva prima; Levi e Testoni sembrano segnare il vero salto qualitativo. Curiosamente, già Caraceni spiegava nella prefazione del luglio 1937 di aver scritto il proprio libro anche per la mancanza in Italia di un testo che affrontasse ampiamente il fenomeno jazzistico.

Resta poi un piccolo problema bibliografico. Una scheda antiquaria del 2004 attribuisce a Levi e Testoni la frase: «La nostra opera è veramente la prima sul jazz scritta da italiani». Finché non ne sarà individuata la posizione nel testo originale, è meglio considerarla una citazione da verificare.

 

Perché «vera musica di Jazz»?

Anche il titolo merita attenzione. Oggi diremmo «musica jazz» o semplicemente «jazz». La costruzione «musica di Jazz» appartiene evidentemente a una fase diversa della terminologia italiana. Una ricerca per frase esatta nel campo titolo dell’OPAC SBN non ha restituito, oltre a questo volume, altri titoli con la medesima espressione. Ma la parola più importante è probabilmente «vera».

Nella prefazione Levi e Testoni spiegano di rivolgersi a un lettore privo di pregiudizi verso una musica in Italia «tanto incompresa o male intesa». Parlano ripetutamente di «vero jazz» e auspicano persino che una buona produzione nazionale possa sostituire il «troppo cattivo jazz» importato nel paese.

Il sommario mostra quanto fosse ambizioso il tentativo: swing, straight, hot, improvvisazione, orchestra, struttura melodica, armonia, interpretazione, rapporto fra tecnica e arte. Più di metà del libro è occupata dalla documentazione discografica, con Louis Armstrong, Duke Ellington, Benny Goodman, Coleman Hawkins, Fletcher Henderson, Joe Venuti, Eddie Lang e molti altri, seguita da una sezione riservata agli artisti hot italiani. Gli autori chiariscono che quella discografia non deve essere considerata un’appendice, ma «parte integrante e vitale del libro».

Il termine Introduzione non è casuale neppure come prima parola del titolo. Nella prefazione viene annunciato un futuro libro «meno breve», destinato a un pubblico più vasto. Il volume del 1938 era rivolto invece, nelle parole degli autori, ai «pochi e buoni». Quel progetto più ampio, a quanto ci consta, non ebbe seguito. Le vicende di Levi dopo le leggi razziali forniscono almeno un contesto plausibile per la sua interruzione; una fonte dedicata alla sua figura collega esplicitamente l’arresto del progetto agli avvenimenti del 1938.

 

 

Un libro che si è rarefatto

Lo storico di Maremagnum consente di seguire abbastanza bene la presenza del volume sul mercato antiquario. Tra il 2002 e il 2021 abbiamo rintracciato undici offerte, con richieste comprese fra 18 e 75 euro. Non si osserva una crescita progressiva dei prezzi: alcune delle richieste più alte appartengono proprio ai primi anni Duemila.

Le descrizioni dei librai forniscono anche qualche informazione utile sugli esemplari. Alcuni erano privi della sovraccoperta, altri la conservavano danneggiata. Una copia possedeva ancora la fascetta editoriale, oggi evidentemente difficile da incontrare; altre recavano timbri del Hot Club Padova o della Casa Musicale Luigi Damaso di Torino. Poi le presenze si interrompono.

Negli ultimi tre anni non risultano vendite concluse su eBay. Al momento della ricerca non abbiamo trovato copie disponibili su ViaLibri, Comprovendolibri, Amazon, Libraccio, Vinted e Delcampe. Le ricerche negli archivi d’asta consultati non hanno inoltre fornito un’aggiudicazione recente utilizzabile come riferimento. Rimane la copia comparsa su eBay l’8 ottobre 2026, con sovraccoperta originale ma non con la fascetta documentata in un altro esemplare.

Che il libro valga la cifra richiesta non possiamo stabilirlo: un prezzo di offerta non è una vendita. Si può invece osservare che un titolo ancora periodicamente presente nei cataloghi antiquari fino a pochi anni fa, oggi è diventato decisamente più difficile da trovare.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

 

 

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