"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Un “Van Gogh” che potrebbe andare all’asta…

di Silvano Zingoni

 

La Camera del Sud, meglio conosciuto come Pleiadi del Sud, è un ammasso stellare estremamente luminoso, il più brillante dell’emisfero australe, facente parte della costellazione della Carena. Ma La Camera del Sud è stato anche il nome di una piccola casa editrice pirata romana, anzi piccolissima, visto che pubblicò solo un testo.

 

Edizioni del “sole nero” e “della luce”

Fondata da “Cristiano” nel 1983, La Camera del Sud doveva avere, nelle intenzioni del suo ideatore, uno spirito positivo, utopistico, idealista, in contrapposizione a quello fortemente nichilista della sua sorella maggiore di mamma maldororiana, che aveva dato vita a già tante perle nere grazie alla visionarietà editoriale di Raskolnikov e dei suoi compagni. La luce in opposizione al buio. Due personaggi, due personalità antitetiche, due proposte editoriali con messaggi totalmente differenti. Se le Edizioni del Sole Nero pubblicano Per farla finita col giudizio di Dio di Artaud, testo nicciano e blasfemo, La Camera del Sud propone, dello stesso autore, Van Gogh il suicidato della società, dal tutt’altro significato. Un testo di esaltazione di un pittore illuminato e incompreso, di redenzione e di critica sociale. Il circolare contro il lineare. Cristiano prese il testo dalla lettura preparata da André Almuro per Maria Casares e Roger Blin, riducendolo e facendosi aiutare per la traduzione da Sabina Cuneo e Giovanna Arena.

 

Libro e “spettacolo dal vivo”

La traduzione è molto spigolosa e grezza – soprattutto rispetto a quella di Adelphi, che avrebbe pubblicato il testo integrale più tardi – ma comunque raffinata e ben rispondente a quell’immagine di Van Gogh minatore che Cristiano volle riprodurre nella rappresentazione scenica. Già perché di questa breve lettura se ne fece anche uno spettacolo dal vivo, come racconta Giuseppe Casetti ne Il Re Libraio, andata in scena all’interno di un garage. Al fine di riprodurre emotivamente il buio e il rumore della miniera, e riprendendo il concetto di Teatro della Crudeltà di Artaud, dove palcoscenico e pubblico si fondono, Casetti rinuncia alla Sala Borromini offertagli dall’illuminato assessore Nicolini e mette in scena il suo Van Gogh all’interno di un’autorimessa in funzione, con tanto di automobili in movimento, di clacson e di tubi di scappamento. Così all’avanguardia da non poter essere replicata il giorno successivo per motivi di sicurezza.

 

Il sogno se ne va con la Renault 4

Ma perché La Camera del Sud pubblicò un solo testo? Di cui tra l’altro circolano pochissime copie superstiti? Si racconta che tutte le copie stampate si trovavano nella Renault 4 di Cristiano che, mancante di assicurazione, fu sequestrata dai Carabinieri. La macchina non fu mai recuperata e con essa tutti gli esemplari del Van Gogh. Bastò questo, in quel periodo in cui tutto appariva e scompariva velocemente, in cui tutto nasceva e moriva in modo magico e surreale (del resto era la Roma dei primi anni ’80), a interrompere questo piccolo sogno editoriale. Come le stelle principali dell’omonimo ammasso, le copie superstiti del Van Gogh de La Camera del Sud sono poche, ma, come ho potuto verificare personalmente nella Libreria Museo del Louvre, brillano ancora di una luce intensa e visionaria.

 

 

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