L’inchiesta proibita di Gianfranco Piazzesi sul tesoro jugoslavo e Gelli
Gianfranco Piazzesi (Firenze 1923 – Roma 2001), giornalista di razza e firma storica del Corriere della Sera, ha saputo unire cronaca nera e grande reportage in una carriera che spaziò da La Nazione al Giornale di Montanelli. Autore di bestseller anonimi come Berlinguer e il Professore , vinse il Premio Estense e firmò inchieste scomode sulla P2 che gli costarono la direzione de La Nazione.
Il libro ricostruisce il furto del tesoro jugoslavo – 56 tonnellate d’oro della Banca Nazionale Serba nascoste nella “caverna dei sette ladri” vicino a Nikšić, in Montenegro – trafugato dai fascisti nel 1941 con un finto treno ospedale. Piazzesi collega l’operazione al giovane Licio Gelli, tenente del SIM al fianco di Luigi Alzona, fino alla consegna a Trieste e alla sparizione di 20 tonnellate mai restituite a Tito. L’indagine si dipana tra Prima Repubblica, scandali come Montesi e Lockheed, fino alla P2, nominando Scelba, Andreotti e Secchia.
La caverna dei sette ladri, pubblicato da Baldini & Castoldi nel 1996 (I Saggi n. 55, Milano, 200 pagine, brossura, ISBN 888089112X), si tratta di prima (e unica) edizione, oggi fuori catalogo e scarsa sul mercato.
Interesse collezionistico. Raro saggio di controstoria italiana, attrae bibliofili per il legame con Gelli ei misteri del dopoguerra, specie dopo le perquisizioni a Villa Wanda che scoprirono lingotti sospetti. Ideale per collezionisti di edizioni novecentesche su P2 e servizi segreti, con valore crescente per la sua tesi esplosiva sul “Venerabile” fin dagli esordi fascisti.
Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)
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