"Avete fatto caso che gli unici roghi della storia riguardano libri e streghe?"

 

Segnalazione Flash / La gaia gioventù di Antonio Barolini

Agli stupidi si diceva “guarda, c’è un asino che vola”…

 

La gaia gioventù e altri versi agli amici di Antonio Barolini (Vicenza, Edizioni dell’Asino Volante, 1938)

La gaia gioventù di Antonio Barolini. Apparso non molto tempo fa al Salone della cultura di Milano un libro che da tempo non si vedeva. La copertina è ben nota e il bibliofilo attento la riconosce da lontano.

Ad ogni modo, anche il cacciatore di libri meno smaliziato, quando si imbatte in una casa editrice con questo nome, Edizioni dell’Asino volante, e collega la cosa all’epoca di stampa del libro (1938, cioè Fascismo e guerra…) deve estendere immediatamente le antenne. Le scoperte si fanno facendo i giusti ragionamenti.

Il libro di cui si parla è, dunque, La gaia gioventù e altri versi agli amici, di Antonio Barolini (Vicenza, Edizioni dell’Asino Volante, 1938). Questo titolo si riferisce a un’opera pregevole e ricercatissima, stampata in appena 250 copie numerate. L’opera è una raccolta di poesie, con una storia a dir poco emozionante. E che ha dato il là alla carriera di un prestigioso editore, Neri Pozza.

Antonio Barolini (1910-1971) fu poeta e romanziere che negli anni ’40 sarà messo al bando dal regime fascista per “reato d’opinione”; sui suoi scritti calò impietosamente la lunga mano della censura fascista.

La genesi di questo libro però è antecedente a quei fatti. Neri Pozza, avviato fin da adolescente come apprendista nella bottega del padre, scultore, conobbe nella Vicenza dei primi anni ’30 molti suoi coetanei, di differente estrazione tra cui un giovane bancario, Antonio Barolini, con velleità letterarie e con il quale nacque subito una profonda amicizia. Si formò presto un gruppetto di amici inseparabili, tra cui il professore di lettere Michele Benettazzo, Torquato Fraccon, dirigente nella banca dove lavorava Barolini – e molti altri tra cui il farmacista Carlo Crico. Molti di loro perirono anni più tardi, impegnati nella Resistenza antifascista, e non si rividero mai più.
Barolini era considerato un po’ il cantore di quel gruppo, la “voce poetica” al quale veniva affidato il ricordo di quegli anni di gioventù indimenticabili e irripetibili.

La gaia gioventù e altri versi agli amici, quindi, altro non è che il compendio di quel periodo d’oro. Alla fine degli anni ’30 il gruppo di amici già non esisteva più, molti si erano trasferiti in altre città per lavoro e progetti di vita. Barolini quindi decise di scrivere una raccolta di versi come omaggio e atto di amicizia finale e farne così  la chiusura di un cerchio ideale.

Quando Neri Pozza ebbe tra le mani il manoscritto, non aveva ancora la benché minima idea di come pubblicare un libro e impiegò un po’ di tempo per organizzarsi cercando di pianificare questa “impresa” per lui inedita. Decise di pubblicare il libro sotto il nome di Edizioni dell’Asino Volante, un marchio di comodo, inventato per l’occasione. La sua fu una vera e propria raccolta fondi ante litteram, che coinvolse un centinaio di sottoscrittori che finanziarono l’opera. Alla fine il libretto fu stampato in 250 copie.

 

Una copertina ben conosciuta dal bibliofilo

Questa la vera prima edizione

La gaia gioventù e altri versi agli amici di Antonio Barolini (Vicenza, Edizioni dell’Asino Volante, 1938)

 

 

Riporto un passo tratto da Vita da editore, di Neri Pozza (Vicenza, Neri Pozza, 2016), libro ricco di aneddoti di interesse bibliofilo che consiglio vivamente di comprare e leggere:

Qualche perla da non dimenticare

Come racconta Angelo Colla sul Giornale di Vicenza (4 Novembre 2019):

Il meraviglioso giardino, di Antonio Barolini (Vicenza, Edizioni del Pellicano, 1941)

Paludi, di André Gide (Venezia, Neri Pozza, 1946)

La Gaia gioventù non fu l’unica raccolta poetica dedicata alla compagnia. Nel 1941 Barolini sugli stessi temi compose Il meraviglioso giardino, un libro che inaugurò una seconda casa editrice, Il Pellicano.” – Il libro in questione è molto raro.

 

Tutte queste esperienze confluiranno poi nel progetto della casa editrice Neri Pozza, che nascerà ufficialmente nel 1946 quando uscì il primo titolo: Paludi di André Gide. Prima pubblicazione di una grande casa editrice.

 

L’edizione Neri Pozza

Nel 1953 arriva poi l’edizione Neri Pozza dello stesso libro. Titolo immutato: La gaia gioventù e altri versi agli amici di Antonio Barolini (Venezia, Neri Pozza, 1953). Questa edizione, stampata in un numero congruo di copie, è ancora reperibile per chi volesse leggere le delicate trame poetiche di Barolini. In questa edizione appaiono 5 poesie censurate nell’edizione del 1938.

 

 

 

 

 

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