"Ogni libro par che dorma, eppur sua è ogni orma"
Porta Portese  /  
25 Aprile 2021

“L’Asino d’oro” di Apuleio nelle Assonanze di SE Edizioni al mercatino

 

ROMA PORTA PORTESE Domenica 25 Aprile 2021 Una domenica di qualche tempo fa, su una bancarella di Via Ettore Rolli, è stata avvistata una copia di quello che è considerato l’unico romanzo in lingua latina, risalente all’epoca romana, che ci sia pervenuto in maniera integrale. Mi riferisco appunto all’opera maggiore dello scrittore, filosofo e retore romano di origini africane Apuleio (nato intorno al 125 a.C. a Madaura, piccolo ma importante centro della Numidia) ovvero a L’Asino d’oro, noto anche con il titolo le Metamorfosi. E, quella come sopra avvistata, non è certo una copia qualsiasi!

Si tratta della versione nella traduzione dello scrittore, saggista e drammaturgo Massimo Bontempelli (1878-1960), considerato uno dei massimi esponenti di quella corrente letteraria che va sotto la denominazione di Realismo magico. Premesso che L’Asino d’oro apuleiano è sempre stato un libro di grandi traduttori, da Boiardo a Firenzuola, questa traduzione è quella pubblicata a novembre 2011 dalla casa editrice di Milano SE, quale numero 4 della collana “Assonanze“, con una nota alla traduzione di Carlo Carena; collana che venne creata dalla casa editrice proprio nel 2011 per editare testi classici tradotti da personalità letterarie importanti.

Precisiamo anche, a titolo di completezza, che lo scritto di Carlo Carena era apparso per la prima volta nel 1991 in L’Asino d’oro nella traduzione di Massimo Bontempelli, per la collana Scrittori tradotti da scrittori dell’editore Einaudi.

Il romanzo in oggetto narra (in undici capitoli), le ridicole vicende avventurose di un certo Lucio, che fa esperimenti con la magia e viene poi accidentalmente trasformato in un asino. Il libro, un brossurato di 235 pagine in carta pesante formato 4° oblungo verticale (cm.13 x 22), porta in copertina la riproduzione di un particolare del Gruppo marmoreo raffigurante Afrodite, Eros e Pan proveniente da Delo e conservato al Museo nazionale di Atene (I secolo a.C.). La copia avvistata, intonsa come nuova, veniva offerta a 10 euro. (E. P.)

 

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