"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Osservazioni astronomiche e fisiche sulla topografia e costituzione del pianeta marte fatte nella specola reale in milano coll’ equatoriale di merz-repsold durante l’opposizione del 1890. Memoria settima, di Giovanni Virginio Schiaparelli (Roma, Tipografia dell’Accademia dei Lincei, 1910).

 

Importante opera astronomica con le fondamentali tavole frutto delle osservazioni al telescopio della Specola di Brera del pianeta Marte fin dal 1877, ad opera dell’astronomo piemontese Giovanni Virginio Schiaparelli (1835-1910). La presente opera è quella con le tavole più aggiornate tra quelle prodotte negli oltre 30 anni di studi dall’illustre scienziato.

 

L’opera in dettaglio:

“Estratto dai Rendiconti dell’Accademia dei Lincei, in brossura editoriale (cm 31 x 22 ) pagine pag 101-156 + 5 tavole litografate con i disegni originali dei celebri canali marziani. Completo di tutte le carte e di tutte le tavole.

Settima e ultima comunicazione del celebre astronomo Schiaparelli (che morirà proprio nel 1910) all’Accademia dei Lincei. Fin dal 1878, in occasione delle opposizioni con il pianeta Marte, Schiaparelli soleva attuare lunghe osservazioni del pianeta col telescopio della Specola di Brera. Il frutto di queste osservazioni veniva poi esposto alla comunità scientifica tramite queste pubblicazioni.

Queste comunicazioni occupano un posto di rilievo nella storia dell’astronomia, ma anche della fantascienza,  per due motivi:

1) contengono le prime mappe dettagliate del pianeta, così importanti che ancora ai giorni nostri la topografia marziana usa la bellissima nomenclatura latina ispirata alla mitologia greca creata da Schiaparelli (un nome per tutti, il celebre Mons Olympus).

2) in esse per la prima volta si fa cenno e si illustrano i celebri canali marziani, così importanti per l’immaginario fantascientifico del XIX e XX secolo da arrivare, attraverso Percival Lowell, H. G. Wells e la sua La guerra dei mondi (e la sua riduzione per la radio a opera di Orson Wells) fino a giorni nostri. Se dopotutto gli extraterrestri li chiamiamo spesso “marziani”, e non gioviani o venusiani, lo si deve a Giovanni Schiaparelli e alle sue osservazioni dei canali.”

 

 

 

 

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