"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Un capolavoro che rimane nel tempo

 

Per i bibliofili e gli appassionati di storia letteraria italiana, poche edizioni catturano l’essenza del Rinascimento italiano come Lucrezia Borgia di Maria Bellonci nell’elegante cofanetto del 1960 edito da Arnoldo Mondadori Editore. Pubblicato originariamente nel 1939, questo saggio-biografia vinse il Premio Viareggio e il Premio Bancarella, consacrando Bellonci come una delle voci più acute del Novecento italiano.

Maria Bellonci, con la sua prosa raffinata e documentata, smantella secoli di calunnie sulla “figlia del Papa” Lucrezia Borgia (1480-1519), trasformandola da figura demoniaca – forgiata da pamphlet anticlericali come quelli di Francesco Guicciardini – in una donna colta, sensibile e travolta dalle ambizioni paterne di Alessandro VI. Attraverso lettere, dispacci e cronache d’epoca, l’autrice tesse un ritratto vivido di Ferrara ducale, dei salotti estensi e degli intrighi tra Roma e il Nord Italia, rivelando una Lucrezia mecenate di poeti come Ludovico Ariosto e madre devota.

L’edizione del 1960 si distingue per il suo pregio tipografico: cofanetto rigido in tela blu notte con titoli in oro, sovraccoperta illustrata da Bruno Bramanti (raffigurante un ritratto enigmatico della duchessa), e interni su carta avorio di grammatura superiore, con 536 pagine distribuite in un unico volume compatto (formato cm 14 x 21). Tipica delle “Oscar” mondadoriane di lusso, conserva intatte le tavole fuori testo in nero e b/n, che riproducono miniature, sigilli e ritratti d’epoca. Un oggetto non solo da leggere, ma da collezionare, ideale per scaffali dedicati a biografie storiche o edizioni italiane del dopoguerra.

Se state assemblando una collezione su autrici italiane del ‘900, sul Rinascimento ferrarese o su edizioni in cofanetto Mondadori, questa è una gemma da non perdere. Avvistata sui mercati antiquari, rappresenta un ponte tra letteratura e storia, con il fascino intramontabile di un’edizione che profuma di carta invecchiata e polvere rinascimentale.

 

 

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