"Sull'inutilità di certi libri sarebbe utile scrivere un libro"
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28 Luglio 2020

Niccolò Gallo e la sua mini-collana alla Nistri Lischi di Pisa che ha fatto scuola

Alla conquista del Castelletto

 

di Alessandro Brunetti

 

Nelle piccole collane ci sono le perle più preziose

Ognuno ha le sue ossessioni, si sa. Tra le mie posso sicuramente annoverare la collana Il Castelletto. Non vi dice nulla? Non mi stupisco. Eppure le quotazioni dei libri di questa serie potrebbero stupire voi.

Ma cominciamo dall’inizio. C’era una volta un raffinato, colto, lucido critico letterario. Un critico militante, con una precisa idea sul ruolo della letteratura e con una visione estetica che metteva in primo piano non tanto i romanzi ma i racconti e i romanzi brevi.  Forse perché in questo tipo di scritti la sua urgenza di trovare scrittori capaci di risolvere narrativamente le questioni sociali, politiche ed etiche, che sono di fronte a ogni uomo, trova una risposta. Il racconto è dunque un laboratorio e come tale il critico la affronta, con la stessa chirurgica freddezza con cui recensisce un libro.

Questo laboratorio diventa vero, reale, grazie a un piccolo editore di provincia, specializzato in libri di storia locale e titoli accademici. Il critico qui diventa editor, ma non si limita a curare la scelta dei titoli, degli autori, dell’editing vero e proprio. Va oltre. Sceglie gli illustratori per le copertine, decide caratteri tipografici e grafica editoriale. Un’esperienza breve, di appena un biennio. Ma che permette a scrittori come Dessì, Bassani e Cassola di affermarsi.

 

Un gigante tra i giganti

Sto parlando di Niccolò Gallo (1912-1971). E sto parlano di Nistri-Lischi, editore in Pisa. Ma soprattutto di cinque titoli che sono come dei gradini per salire senza freni nel “patologico” di ogni collezionista.

Sì, perché cinque titoli possono sembrare pochi, eppure rappresentano la pienezza di questa collana editoriale che permise al critico ed editor grossetano di venire accolto, pochi anni dopo, alla Mondadori, al fianco di Vittorio Sereni. Qui sarà direttore della collana I Narratori e della sottocollana La Medusa degli italiani; in seguito fonderà, con lo stesso Sereni, la collana Il Tornasole, sempre in seno alla Mondadori.

 

E ora parliamo di “sghei”

I Passeri, di Giuseppe Dessì (Pisa, Nistri Lischi, 1955)

Ma torniamo ai cinque pezzi del Castelletto. Non si tratta sempre di prime edizioni, ma stranamente questo fattore (altrove decisivo) stavolta non incide sulle valutazioni. Il più facile da trovare, in termini di investimento economico, normalmente è I Passeri di Giuseppe Dessì (1955) con la copertina disegnata da Marco Marcucci. Lo si può acquistare preventivando una spesa tra i 10 e i 30 euro.

 

 

 

 

 

 

Disamore, di Libero Bigiaretti (Pisa, Nistri Lischi, 1956)

Gli ultimi anni di Clelia Trotti, di Giorgio Bassani (Pisa, Nistri Lischi, 1955)

Ugualmente raggiungibile Disamore di Libero Bigiaretti (1956). Si parla di circa 15/20 euro per un buon esemplare. E fino a qui niente di trascendentale.

Ma già con Antonio Delfini e il suo Il ricordo della Basca (1956), si sta in una forbice tra i 25 e i 50 euro, con una preferenza per la parte superiore della fascia di prezzo. Ricordiamo che la prima edizione di questo libro è della Fratelli Parenti Editori di Firenze (1938) e spicca a oltre 150 euro tra i librai.

Ma arriviamo ai due top delle quotazioni. Il taglio del bosco (1955) di Carlo Cassola, anche qui non una prima edizione, difficilmente si trova a meno di 50 euro. Mentre Giorgio Bassani con Gli ultimi anni di Clelia Trotti (1955) ha un prezzo di entrata di circa 50 euro che sale facilmente fino a 100.

Il ricordo della Basca, di Antonio Delfini (Pisa, Nistri Lischi, 1956)

Il taglio del bosco, di Carlo Cassola (Pisa, Nistri Lischi, 1955)

Attenzione però, perché sto parlando di libri che hanno quasi 70 anni, e non sempre la sovraccoperta è in buone condizioni. Anzi, molto spesso vengono venduti esemplari totalmente privi della dust-jacket, e facilmente si crede di aver trovato il vero affare che tale non è. Tra l’altro il giallo oro scelto per la legatura in tela e l’elegante costola a molti di voi ricorderanno altre collane di altri editori. Anche in questo caso Gallo ha fatto scuola.

Adesso, tutti a caccia.

 

Bibliografia

L’editor: quasi un secondo lavoro, di Emanuela Zandonai (Bollettino di storia dell’editoria in Italia, anno IX, 1/2003).

Le passioni di Niccolò Gallo scopritore di best seller, di Salvatore Ferlita (La Repubblica, 22 febbraio 2008).

Niccolò Gallo: la ricerca di una militanza, di Virna Brigatti, in “Protagonisti nell’ombra“, a cura di G. C. Ferretti (Milano, Unicopli, 2012).

Storia di un editor, di Gian Carlo Ferretti (Milano, Il Saggiatore, 2015).

 

 

Disponibilità dei libri su eBay (sempre aggiornato)

 

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