"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Tante edizioni che fanno girare la testa!

 

Primi delitti” di Paolo di Orazio è uno dei libri-chiave dell’horror italiano contemporaneo, un esordio che ha fondato lo splatterpunk nostrano e che, a distanza di oltre trent’anni, continua a generare ristampe, polemiche, culto e caccia collezionistica. Le quattro principali edizioni (più una) censite anche in SBNACME 1989, Castelvecchi 1997, 001 Edizioni 2007 (versione a fumetti), ACME/Independent Legions circa 2019 e D Editore 2021/2022 – raccontano, quasi da sole, la storia editoriale e culturale di un “libro condannato dal parlamento per istigazione a delinquere”.

 

L’autore e il “caso” Primi delitti

Paolo di Orazio, romano, è scrittore, sceneggiatore, illustratore e musicista, attivo fin dagli anni Ottanta nell’area del fumetto horror e della narrativa di genere. Con la rivista “Splatter” e con i suoi racconti e romanzi ha imposto in Italia una forma di horror estremo e splatterpunk, dove il gore non è fine a sé stesso ma strumento per mostrare l’orrore annidato nella famiglia, nelle istituzioni e nell’infanzia.

Primi delitti” è il suo esordio in volume, nato direttamente dal laboratorio di “Splatter” e immediatamente finito sotto i riflettori: nel 1990 alcuni racconti e contenuti della raccolta vengono al centro di un’interrogazione parlamentare per presunta istigazione a delinquere, legata alla narrazione di minori che uccidono. Questo episodio, oggi richiamato esplicitamente nei sottotitoli di alcune ristampe (“il libro condannato dal parlamento per istigazione a delinquere”), è una parte integrante del mito bibliografico del volume.

 

Trama, temi, significato

La struttura di “Primi delitti” è quella di una raccolta di racconti brevi, tutti centrati su bambini e adolescenti assassini, che in prima persona raccontano il proprio “primo delitto”. Nella sinossi dell’edizione anniversario “30 Years” del 2019 e nelle note critiche recenti vengono elencati alcuni nuclei narrativi: la nonna Penelope uccisa per un pugno di caramelle, una baby-sitter che diventa carceriera ossessiva e finisce massacrata, tre gemelli che inscenano in casa un girotondo di torture e carne bruciata, un bambino sordomuto disposto a tutto pur di sentire la voce del padre, un ragazzino che si ribella a un istruttore di nuoto sadico, una bambina d’orfanotrofio che si difende da una suora violenta con l’aiuto di una bambola e di un giardiniere chiamato Satana.

Il dispositivo più disturbante è proprio la prima persona infantile: i racconti non “parlano di” bambini, ma fanno parlare i bambini, mettendo il lettore dentro la logica distorta, ma non priva di giustizia, che porta al delitto. Il tema dell’infanzia come luogo non di purezza ma di compressione e detonazione di abusi e violenze è il vero centro dell’opera: la famiglia, la scuola, l’orfanotrofio e perfino la piscina diventano scenografie di un horror perfettamente realistico. È anche per questo che il libro è stato letto, negli anni, come atto d’accusa alla società italiana tardonovecentesca più che come semplice esercizio di pulp estremo.

 

Le quattro edizioni principali (più una)

In OPAC SBN, la “mappa” di “Primi delitti” è oggi abbastanza chiara: quattro record principali, che corrispondono a quattro momenti della storia editoriale del titolo, ma ce n’è uno in più – non documentato.

ACME, Milano 1989 – la prima edizione

ACME 1989

ACME 1991 (ristampa)

L’OPAC SBN cataloga “Primi delitti: racconti / Paolo Di Orazio“, Milano, ACME, 1989, come monografia di testo. È la famosa prima edizione, nata come supplemento al mensile a fumetti “Splatter“, distribuita in edicola tra la fine del 1989 e l’inizio del 1990. Si tratta di un volume in brossura (circa 130 pagine stando alle descrizioni commerciali), con all’interno il nucleo originario dei racconti che faranno esplodere il “caso” mediatico. Dal punto di vista del collezionista, è la combinazione perfetta di tre elementi: esordio d’autore, provenienza da un editore-feticcio (ACME/Splatter) e ruolo di “oggetto del delitto” nella polemica parlamentare.

Castelvecchi, Roma 1997 – alle origini dello splatter italiano

Castelvecchi 1997

Un secondo record SBN registra “Primi delitti: alle origini dello splatter italiano: l’opera che ha già avuto un’interrogazione parlamentare / Paolo Di Orazio“, Roma, Castelvecchi, 1997. Il sottotitolo canonizza in modo esplicito la vicenda: il libro non è più solo un volume di racconti, ma l’opera-simbolo di un genere (“alle origini dello splatter italiano”) e di uno scandalo. Le fonti critiche segnalano che questa edizione include un racconto aggiuntivo rispetto al corpus ACME, configurandosi come edizione ampliata. È qui che “Primi delitti” comincia a spostarsi dal circuito fumetteria/edicola al catalogo di libreria, iniziando una seconda vita come testo di culto reperibile – all’epoca – da un pubblico più ampio.

001 Edizioni, Torino 2007 – la versione a fumetti

001 Edizioni 2007

L’OPAC segnala anche una voce distinta: “Primi delitti / soggetto Paolo Di Orazio; sceneggiatura Vincenzo Perrone; disegni Marco Soldi“, Torino, 001 edizioni, 2007. Qui non siamo più di fronte alla raccolta di racconti in prosa, ma a un adattamento a fumetti (graphic novel), in cui le storie vengono trasposte visivamente da un team di fumettisti legati alla tradizione di “Splatter“. Dal punto di vista bibliografico è un ramo parallelo e molto interessante: riporta il materiale alle origini fumettistiche e crea una sorta di “edizione specchio” dell’ACME 1989, ma nel nuovo contesto del graphic novel da libreria. Per il collezionista di horror italiano e di fumetto d’autore, quest’edizione è un ponte tra due mondi: il testo di culto e la sua traduzione visiva, con copertine e tavole che reinterpretano i bambini assassini.

D Editore, Roma 2021–2022 – la canonizzazione contemporanea

D editore, 2021-2022

L’OPAC riporta “Primi delitti: il libro condannato dal parlamento per istigazione a delinquere, racconti di Paolo Di Orazio“, Roma, D Editore, 2021. Le schede editoriali moderne (Libraccio, Bookdealer, sito D Editore) indicano una data di uscita nel 2022, collezione “Lingue”, brossura, 212 pagine, prezzo di copertina 16,90 €, ISBN 9788894830798. D Editore presenta il volume come ristampa critica, primo tassello di una “Delirilogia” a firma di Di Orazio, accompagnata da prefazione e paratesti che inquadrano storicamente e culturalmente il libro-simbolo dello splatter italiano. È l’edizione oggi di più facile reperibilità per il lettore che voglia avvicinarsi al testo senza entrare subito nel mercato del collezionismo.

“Primi delitti. 30 years” (ACME/Independent Legions, ca. 2019)

“30 years” 2019

Alle prime quattro va aggiunta un’edizione speciale, estremamente significativa per l’appassionato: “Primi delitti. 30 years“, edizione anniversario a tiratura limitata. Le note di Independent Legions e di vari blog di settore descrivono un volume arricchito da: introduzione sulla genesi dell’opera, riproduzioni delle pagine del manoscritto originale, illustrazioni e schizzi di Paolo di Orazio, illustrazioni di Stefano Cardoselli, foto d’epoca dell’autore, rassegna stampa dello scandalo parlamentare, lettere dei lettori della rivista “Splatter“, postfazione di Alessandro Manzetti. È, di fatto, l’edizione “definitiva” per chi voglia studiare e collezionare l’opera con un corredo documentario completo.

 

Rarità, reperibilità e valori di mercato

 

ACME 1989: il pezzo da cacciare – La prima edizione ACME 1989 è chiaramente la più rara e desiderata. È un supplemento da edicola, quindi nato con una logica di consumo rapido, non di conservazione, e inserito in un circuito – quello del fumetto horror popolare – dove la dispersione dei materiali è stata fortissima. Un’inserzione recente su Bloodbuster propone una copia della prima edizione a 90 €, descritta come “Primo libro di racconti di Paolo di Orazio, pubblicato da ACME nel 1989, brossura, 130 pag.”, con una sola copia disponibile. Su Comprovendolibri, i risultati che riportano il titolo “Primi delitti” di Di Orazio indicano spesso edizioni generiche o recenti, e i prezzi intorno ai 15–17 € sembrano riferiti soprattutto alle ristampe D Editore o ad altre edizioni librarie, non alla ACME. Non si registrano, nelle rilevazioni recenti, copie facilmente identificabili della prima edizione su Vialibri, Vinted, Libraccio, Maremagnum o eBay; i cataloghi librari generalisti riportano invece la ristampa D Editore come unica voce disponibile nel nuovo. Tutto questo, pur con la prudenza dovuta a un mercato molto fluido, suggerisce: reperibilità bassa, domanda costante nel giro degli appassionati, prezzo “normale” attorno ai 40-80 € in buono/ottimo stato, con possibili punte superiori per esemplari firmati, dedicati o accompagnati da materiale correlato (rivista “Splatter“, rassegna stampa, ecc.).

Castelvecchi 1997: il secondo livello – L’edizione Castelvecchi 1997, che SBN qualifica come “alle origini dello splatter italiano: l’opera che ha già avuto un’interrogazione parlamentare“, ha un’evidente importanza storica: è la prima volta che il libro viene riproposto da un editore generalista di area alternativa, con consapevolezza del proprio valore di culto. È inoltre l’edizione che, secondo le ricostruzioni critiche, introduce un racconto aggiuntivo rispetto alla ACME. Sul piano della rarità materiale, non si colloca al livello della prima, ma la combinazione “Castelvecchi anni ’90 + sottotitolo programmatico + ampliamento del testo” la rende un secondo livello collezionistico desiderabile. Al momento, non emergono dati di prezzo chiari da grossi marketplace; è verosimile che si attesti in una fascia intermedia (superiore alla ristampa D Editore, inferiore alla ACME), ma qui l’incertezza è alta e andrebbero monitorati singoli passaggi su eBay, Comprovendolibri e circuiti specializzati.

La 001 Edizioni 2007 – La versione a fumetti con soggetto di Di Orazio, sceneggiatura di Vincenzo Perrone e disegni di Marco Soldi, ha una natura diversa: è un’opera derivata, più prossima al mondo del fumetto d’autore che a quello della narrativa pura. Dal punto di vista collezionistico è importante perché recupera il legame originario con “Splatter” e perché aggiunge un livello iconografico (tavole, copertina, stile grafico), ma non sostituisce il valore della prima ACME come testo. La sua rarità dipenderà in larga parte dalle tirature – non note – e dall’attenzione dei collezionisti di fumetto italiano anni Duemila; al momento non emergono segnali di un’esplosione dei prezzi, ma si tratta di un titolo che può interessare chi voglia costruire un “corpus Primi delitti” completo.

D Editore 2021–2022: il livello “critico” – La ristampa D Editore, registrata in SBN come edizione 2021, ma distribuita nelle librerie dal 2022 nella collana “Lingue”, è oggi la porta d’ingresso naturale per lettori e studiosi. È facilmente reperibile nel nuovo (prezzo di copertina 16,90 €), anche in canali come Libraccio e Bookdealer, e quindi per ora non ha un significativo plusvalore collezionistico. Il suo interesse sta nel paratesto: nuova prefazione, inquadramento storico, apparati che esplicitano la centralità del libro nello splatter italiano e nel dibattito censura/libertà d’espressione.

L’edizione “Primi delitti. 30 years” – Si colloca invece su un piano più marcatamente bibliofilo: si tratta di un’edizione speciale, con apparato iconografico e documentario ricco (manoscritti, illustrazioni, foto, rassegna stampa, lettere dei lettori, postfazione di Manzetti), proposta a prezzo di copertina già “alto” per il settore (attorno ai 20–22 €) e in parte legata al circuito Independent Legions. Qui l’assunzione ragionevole è che, esaurita la tiratura, il valore possa salire, perché l’edizione fornisce qualcosa che nessun’altra dà: la possibilità di studiare il “caso Primi delitti” come documento storico, oltre che leggere i racconti. Per un collezionista che voglia tenere insieme testo e contesto, è verosimilmente la seconda edizione da cercare dopo la ACME.

 

Perché interessa ai cacciatori di libri

Mettendo insieme le tessere – OPAC SBN, paratesti editoriali, storia della ricezione, mercato dell’usato – “Primi delitti” appare oggi come uno di quei titoli che definiscono una nicchia intera. È l’esordio di un autore di culto, è l’opera-simbolo dello splatterpunk italiano, è il libro finito in parlamento per istigazione a delinquere, è un oggetto che nasce in edicola e viene poi canonizzato da editori di catalogo, è materiale ibrido tra narrativa e fumetto. Per il cacciatore di libri, la priorità è chiara ma stratificata: la ACME 1989 come obiettivo massimo, difficile ma non impossibile, con attenzione maniacale allo stato di conservazione; la Castelvecchi 1997 come testimonianza della prima “canonizzazione” e dell’edizione ampliata; la 001 Edizioni 2007 per chi voglia includere la dimensione fumettistica e iconografica; la “30 years” come edizione critico–documentaria, destinata a diventare a sua volta ricercata quando esaurita; la D Editore 2021–2022 come affidabile edizione di lettura e come segno della vitalità contemporanea del titolo.

L’edizione Acme vendette 12.000 copie (si suppone 20.000 come tiratura). E quella col tacchino in copertina è la raccolta della versione a fumetti sceneggiata da Perrone, 4 episodi pubblicati su Splatter (ovvero di cui l’edizione 001 è quindi la ristampa).

Primi delitti” è già oggi, e lo sarà ancor più domani, uno dei libri imprescindibili in una biblioteca dedicata all’horror italiano e alla storia materiale dello splatter nel nostro Paese.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

 

 

 

 

 

 

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