"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

Le prime guide italiane fra Torino e Milano

 

All’inizio si chiamavano ski, e chi li usava era uno skiatore. Per trovare la neve si partiva presto, spesso in treno, poi si proseguiva a piedi con le assi sulle spalle. La discesa era tutta da inventare. Fra le pubblicazioni che ci aiutano a conoscere quegli anni ce ne sono due: Gli ski norvegesi di Adolfo Hess, del 1899, e il Vade Mecum dello Skiatore di Francesco Bertani e Antonio Rossini, del 1907. Il primo uscì nel Bollettino del Club Alpino Italiano e circolò anche come estratto; il secondo fu pubblicato dallo Ski Club Milano come guida per gli appassionati.

 

Allo stato attuale delle ricerche, e tenendo conto delle indicazioni di librai e studiosi della materia, sono due testi di riferimento per conoscere i primordi dello sci in Italia. Il Vade Mecum è considerato da alcune fonti il primo manuale italiano della specialità; il precedente di Hess, con le sue indicazioni tecniche e la veste di fascicolo separato, invita però a usare prudenza quando si parla di primati.

 

Gli sci di Kind e il giovane Hess

Fra i pionieri dello sci italiano c’era Adolfo Kind, ingegnere svizzero stabilitosi a Torino. Nel 1896 portò in città due paia di sci e contribuì a farli conoscere a un gruppo di amici e alpinisti. Le prime prove si svolsero anche sulle colline torinesi e al Parco del Valentino. Di quel gruppo faceva parte Adolfo Hess, nato a Torino nel 1878. Aveva circa ventun anni quando affrontò per iscritto l’argomento; nel 1901 sarebbe stato tra i fondatori dello Ski Club Torino.

 

1899: “Gli ski norvegesi” di Adolfo Hess

Il titolo completo è Gli ski norvegesi: loro storia, uso ed applicazione specialmente agli eserciti ed all’alpinismo. Il contributo apparve nel Bollettino del Club Alpino Italiano, volume XXXII, numero 65, e fu pubblicato anche come estratto con un frontespizio proprio, datato Torino, 1899.

La scheda OPAC SBN descrive l’estratto in 56 pagine. Sul verso del frontespizio fotografato è dichiarata la provenienza dal Bollettino: un’indicazione preziosa per chi incontra il fascicolo separatamente. Una vecchia scheda antiquaria documenta inoltre un esemplare con le brossure originali conservate.

 

Hess comincia dichiarando che il suo è un lavoro di compilazione. Fra le fonti cita Fridtjof Nansen e W. Paulcke, oltre ad articoli apparsi su periodici alpini. Il testo comprende sezioni sulla forma e l’uso degli sci, sul pattinaggio, le voltate, gli slanci di Telemark, i salti e l’abbigliamento. Hess passa poi agli impieghi militari e alpinistici, fino al racconto di un’escursione. C’è abbastanza materia per vedere come uno strumento ancora nuovo venisse presentato ai lettori italiani.

Nell’introduzione compare anche un dubbio linguistico. Hess si chiede se si possano scrivere parole come “skiare” e “skiatore”, pretendendo poi che vengano lette “sciare” e “sciatore”. Per noi è un piccolo inciampo curioso; per lui era un problema pratico, perché la lingua stava ancora cercando le parole per descrivere quella disciplina.

 

«Quando si farà qualche cosa di simile anche fra noi?»

Nell’aprile del 1904, sulla Rivista mensile del Club Alpino Italiano, Adolfo Galliano recensì con favore un manuale straniero di sci. Lo riteneva utile ai principianti come agli sciatori esperti e apprezzava le illustrazioni, che avrebbero potuto contribuire alla diffusione del nuovo sport. Alla fine pose una domanda: «Quando si farà qualche cosa di simile anche fra noi?»

Il lavoro di Hess esisteva già. La domanda di Galliano mostra però che, nel 1904, si sentiva ancora il bisogno di una guida italiana paragonabile al manuale recensito. Non sappiamo se la sua osservazione abbia avuto un seguito diretto. Tre anni dopo, a Milano, uscì il Vade Mecum dello Skiatore.

 

1907: il “Vade Mecum” di Bertani e Rossini

La copertina porta i nomi Bertani Francesco e Rossini Antonio, l’anno 1907 e la dicitura «Pubblicato a cura dello Ski-Club Milano». La parola sulla quale Hess aveva riflettuto nel 1899 era diventata parte del titolo. Il volume è illustrato e comprende anche una scelta di itinerari. L’OPAC SBN registra 126 pagine e sei tavole; una descrizione antiquaria più dettagliata segnala, oltre alle pagine del testo, 24 pagine di pubblicità illustrata, 48 illustrazioni nel testo e sei tavole fotografiche fuori testo.

 

La storia della compilazione ha anche un risvolto personale. Francesco Bertani era alpinista e appassionato sciatore; stava lavorando al manuale con l’amico Antonio Rossini quando morì in montagna. Secondo il ricordo pubblicato dalla Rivista mensile del CAI nel 1908, Rossini continuò il lavoro e conservò sul libro anche il nome del compagno.

A pagina 79 il Vade Mecum affronta l’abbigliamento. Si parla dei gambali di lana greggia, delle fasce avvolte a spirale intorno alle gambe e dei guanti di maglia spessa, abbastanza lunghi da coprire l’estremità delle maniche. Sono consigli che riportano lo sci alla sua dimensione quotidiana: vestirsi, affrontare il freddo, muoversi sulla neve con ciò che era disponibile.

 

 

 

Come riconoscere gli esemplari

Per Gli ski norvegesi occorre distinguere il Bollettino del CAI, che contiene anche altri contributi, dall’estratto separato di Hess. Quest’ultimo ha un frontespizio con il titolo, l’emblema del Club Alpino Italiano e la data 1899; sul verso è indicato il numero del Bollettino dal quale proviene. Per valutarne una copia bisogna verificare pagine, eventuali tavole e presenza della brossura.

Il Vade Mecum si riconosce dalla copertina illustrata dello Ski Club Milano, con i nomi di Bertani e Rossini e la data 1907. Le descrizioni non concordano tutte nel conteggio delle tavole: una ne riporta cinque, mentre SBN e un’altra scheda antiquaria ne indicano sei. La differenza può dipendere da un errore, da un diverso modo di contarle o dalle condizioni della copia descritta. Vale la pena chiedere al venditore un controllo puntuale, insieme a quello delle pagine pubblicitarie finali.

Le ricerche di mercato

Per Gli ski norvegesi, lo storico Maremagnum registra nel 2022 una richiesta di 70 euro per un estratto in buono stato, rilegato in mezza tela e con le brossure originali conservate. Nella ricerca effettuata su eBay con la stringa “ski norvegesi hess” non sono emersi venduti negli ultimi tre anni.

Per il Vade Mecum, le schede antiquarie documentano richieste di 130 euro negli anni 2005–2007 e di 140 euro nel 2020. Alcune registrazioni della stessa libreria hanno descrizioni identiche e potrebbero riferirsi a una copia riproposta. Anche le ricerche eBay sui venduti, effettuate con diverse grafie del titolo, non hanno restituito risultati negli ultimi tre anni. Chiaramente, sono prezzi richiesti, non vendite accertate.

 

 

Disponibilità di eventuali copie (sempre aggiornato)

 

 

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