"Ci sono libri che da prede si trasformano in predatori. Temete i loro morsi, bibliofili"

 

“La voglia dei cazzi”: un’analisi del libro di Alessandro Barbero

 

La voglia dei cazzi e altri fabliaux medievali; tradotti e presentati da Alessandro Barbero (Vercelli: Mercurio, Fischio d’inizio; Effedì, 2009; 2013; 2020)

 

 

La voglia dei cazzi e altri fabliaux medievali” è un’opera curata e tradotta dal noto storico e docente universitario Alessandro Barbero. Questo libro raccoglie venti fabliaux, brevi racconti in versi tipici della letteratura medievale francese, caratterizzati da contenuti spesso erotici e satirici. I testi, risalenti al XIII secolo, offrono uno spaccato della società medievale, rivelando una disinvoltura nei confronti del sesso e della sessualità che contrasta con le percezioni moderne di quell’epoca come oscura e repressiva.
Il titolo provocatorio del libro riflette la volontà di Barbero di sfidare le convenzioni linguistiche contemporanee, invitando i lettori a confrontarsi con termini e tematiche che oggi possono risultare tabù. L’autore si interroga sulla libertà di espressione nel linguaggio moderno, ponendo l’accento sulla capacità medievale di affrontare argomenti scabrosi senza imbarazzo.

La scelta di pubblicare questi fabliaux è frutto di un interesse crescente per la letteratura medievale, in particolare per i testi che esplorano il lato più ludico e provocatorio della vita quotidiana. Barbero ha voluto rendere accessibili a un pubblico contemporaneo opere che, pur essendo scritte secoli fa, mantengono una freschezza e una vivacità sorprendenti. La traduzione non si limita a un mero esercizio filologico; piuttosto, cerca di catturare l’essenza e il ritmo dei testi originali, rendendoli fruibili in prosa moderna.

La prima edizione del libro è stata pubblicata nel 2009 da Mercurio a Vercelli, seguita da una ristampa nel 2013 presso la tipografia Fischio d’Inizio. Infine, nel 2020, è stata pubblicata un’ulteriore edizione da Effedì. Ogni edizione ha contribuito a rinnovare l’interesse per i fabliaux, che hanno visto una crescente attenzione critica negli ultimi anni grazie a studi accademici che ne hanno messo in luce l’importanza culturale e storica. La prima tiratura del 2009 (l’unico con copertina gialla) è pressoché introvabile, essendo composta da un numero esiguo di copie.

Il libro ha affrontato alcune critiche legate al suo titolo audace e alla tematica trattata; tuttavia, Barbero ha difeso la sua scelta come un modo per stimolare una riflessione più profonda sulla nostra relazione con il linguaggio e con la sessualità. L’opera è stata accolta positivamente dalla critica, che ha apprezzato l’abilità di Barbero nel mescolare rigore storico e intrattenimento.

 

 

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